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Il Comune boccia il tracciato del gasdotto Sulmona – Foligno

Redazione

Il Comune boccia il tracciato del gasdotto Sulmona – Foligno

Unanimità in seconda commissione, ora si passa in Consiglio comunale / Presenti gli onorevoli Gallinella (M5S) e Verini (PD)
Mer, 24/09/2014 - 15:40

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Il Comune boccia il tracciato del gasdotto Sulmona – Foligno

La seconda commissione consiliare ha votato all’unanimità la richiesta di modificare il tracciato del gasdotto Sulmona-Foligno: alla seduta erano presenti anche l’onorevole grillino Filippo Gallinella e quello piddino Walter Verini. Presente anche l’assessore regionale all’Ambiente ed Infrastrutture, Silvano Rometti e quello comunale, Graziano Angeli.
Nel documento, a firma del consigliere comunale del Pd, Paolo Gubbini, viene sostenuto tra l’altro che “l’impatto generale e particolare del gasdotto, non sarebbe in alcun modo mitigato dai piani di ripristino presentati o possibili. Alcune strette vallate, attraversate o percorse dal gasdotto, presentano allo stato attuale una notevole integrità ambientale, difficilmente riscontrabile in  altre aree. La sola presenza dei cantieri comprometterebbe irreversibilmente tale stato. Questo – viene evidenziato – sia sotto il profilo paesaggistico, che naturalistico, che faunistico”. Secondo Gubbini, pensiero condiviso trasversalmente “il tracciato richiederebbe lo sbancamento di fondovalle e crinali costituiti per chilometri da solidi e spessi banchi di
arenaria, assai estesi e continui. Nelle valli i torrenti scorrono praticamente sopra queste formazionied è inimmaginabile l’effetto che si potrebbe avere con uno scavo a cinque metri di profondità su piccola e vasta scala”. Ora il documento approderà nell’aula del Consiglio comunale ed impegna il presidente e la giunta della regione Umbria a “chiedere al ministero dello Sviluppo economico ad annullare e/o spostare la data del 30 settembre per la conferenza dei servizi, in modo che il tavolo tecnico-istituzionale possa svolgere serenamente il lavoro per la verifica di un percorso alternativo lungo la costa adriatica, camminando in stretto parallelismo con le tubazioni esistenti, come è già stato fatto per il raddoppio di quasi tutta la rete nazionale italiana, e in analogia di come è stato fatto nella costa tirrenica, o ancora meglio, di far passare il metanodotto sotto il mare Adriatico”.

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