Il caso Todi, da "Città più vivibile del mondo" a città del libro più "nero" | Anzi, nerissimo! - Tuttoggi.info

Il caso Todi, da “Città più vivibile del mondo” a città del libro più “nero” | Anzi, nerissimo!

Carlo Vantaggioli

Il caso Todi, da “Città più vivibile del mondo” a città del libro più “nero” | Anzi, nerissimo!

Mar, 13/04/2021 - 19:50

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Scoppia il caso dell'l'Associazione Castelli di Carta, che ruoterebbe intorno alla più nota Casa Editrice Altaforte e lagami con Casapound

Non è un mistero per nessuno che Todi, grazie all’Amministrazione del sindaco Antonino Ruggiano, si fregia, nelle missive ufficiali e su ogni tipo di carta intestata, dell’appellativo magniloquente di “Città più vivibile del mondo”. E in quanto tale, come nei più classici postulati indimostrabili, ogni azione è indirizzata alla vivibilità e dunque al bene della comunità che gode per prima del vantaggio munifico.

La casa editrice velata

Detto ciò, se per caso a Todi si organizza, con il patrocinio del Comune, un festival del Libro intitolato “Todi la città del libro”, quasi quasi uno che si trova a passare distrattamente per la città di Jacopone, potrebbe anche pensare di vivere la gioia di un Festival culturale molto peace and love e fratellanza senza confini, accogliente. Se ti trovi nella città più vivibile del mondo del resto, non può essere altrimenti!

Ma scava scava, quei cattivoni del PD e tutta la galassia del sindacalismo, e dell’associazionismo che ruota intorno al Partito Democratico, scovano il punto debole dell’iniziativa.

L’organizzatore della manifestazione umbra, l’Associazione Castelli di Carta, sembrerebbe essere parte della la nebulosa che ruota intorno alla più nota Casa Editrice Altaforte, molto conosciuta soprattutto per essere stata allontanata senza tanti complimenti dal Salone del Libro di Torino nel 2019, perchè detentrice di un catalogo che si può definire “non equivocabile” quanto a tendenze politiche e di pensiero.

Il registro pubblico WHOIS

Le evidenze di collegamento tra la casa editrice e l’happening culturale tuderte sono diverse. Nel sito dell’evento, alla sezione contatti compare un numero di telefono che è lo stesso di Altaforte.

Non solo. L’indirizzo e-mail info@associazionecastellidicarta.it è associato a un dominio che non ha attualmente un sito internet, ma che da un rapido controllo nel registro pubblico WHOIS risulta essere di proprietà dell’azienda di abbigliamento Pivert Srl, admin Francesco Polacchi. Lo stesso Polacchi, editore proprio di Altaforte.

Gli argomenti indubitabili

Non v’è dubbio alcuno infatti che Altaforte è uno dei pilastri del pensiero di Casa Pound e di un certo sovranismo con gli stivali, da nostalgica italietta.

Fare un giro sul sito ufficiale della Casa editrice è di per sé un metodo molto utile per capire di cosa si sta parlando. Oltre ad una grafica editoriale che lascia poco spazio all’immaginazione sulla formazione culturale, sono gli stessi titoli a volte a fare tutto da soli.

Tra le tante sezioni ce n’è anche una dedicata al mondo del tifo sportivo, quello frizzantino degli ultras non proprio dialoganti, con titoli e copertine eloquenti, quasi assonanti con formazioni politiche nazionali.

Fatto sta che nella “Città più vivibile del mondo” è scoppiato un putiferio, una casamicciola senza tanti complimenti, perché il timore principale è che si passi dal vivibile al nero, anzi nerissimo, in men che non si dica.

Todi la città del Libro, come detto, gode del patrocinio dell’amministrazione comunale ed anche di un contributo economico. Patrocinio che è allargato anche a Regione Umbria e Etab-Consolazione. Non proprio enti di secondo livello.

Controversi anche i relatori invitati tra i quali alcuni nomi sembrano essere più divisivi che “vivibili”.

Poiché però ogni idea e ogni forma di pensiero ha un diritto primigenio di esistenza e rispetto, anche se non condivisa, resta da capire il motivo per cui ci si debba sempre velare dietro a nomi e strutture di comodo per sostenere invece che si è orgogliosi e convinti sostenitori di un pensiero. Vale per l’Amministrazione della Città più vivibile del mondo, come anche per la Regione Cuore verde d’Italia.

Non è scritto da nessuna parte infatti che, ad un certo punto della loro esistenza, questi enti non possano scegliere anche di essere neri, anzi… nerissimi! Che si sappia.

Ecco il testo inviato dalle associazioni e organizzazioni sindacali:

Dietro l’organizzazione del festival “Todi città del libro” si nasconde la Casa editrice di riferimento di Casapound. Le soldatesse in grigioverde – Con il memoriale di Piera Gatteschi Fondelli generale delle ausiliarie della RSI, Risorgere e combattere – I discorsi della Repubblica Sociale e il testamento politico di Benito Mussolini, Oltre il maschio debole – Prospettive per ritrovare la “Via del guerriero”, basta navigare tra questi e gli altri titoli presenti nel sito della casa editrice Altaforte per capire con chi si ha a che fare.

Possiamo poi tornare con la memoria al maggio 2019 quando si sollevarono le proteste di scrittori, intellettuali, editori e lettori, per l’annunciata presenza della stessa al Salone del Libro di Torino, case editrici e ospiti illustri, tra cui Halina Birenbaum, testimone dell’olocausto, e la presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, si rifiutarono di condividere quel luogo con l’editrice tanto vicina a CasaPound. La sindaca Appendino e il presidente Chiamparino chiesero allora agli organizzatori e ottennero la revoca della concessione dello stand ad Altaforte.

A luglio 2020 Facebook ha prima nascosto e poi rimosso la pagina della casa editrice per aver «pubblicato contenuti che incitano all’odio e, di conseguenza, non rispetta gli Standard della community di Facebook».

Alla luce di tutto ciò, oggi apprendiamo con sgomento che a Todi, con tanto di patrocinio del Comune e dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, si terrà a giugno il festival letterario “Todi città del libro”, relatori alcune delle “penne più autorevoli della cultura sovranista”, indovinate dov’è che troviamo questa definizione? Proprio nel sito della casa editrice Altaforte dove scopriamo che oltre la metà dei relatori annunciati nel sito del festival hanno pubblicato con loro uno o più libri, o articoli sulla rivista Primato Nazionale, sia che si guardino quelli nella home che quelli nella sezione del sito dedicata ai relatori (alcuni nomi sono presenti solo in una delle due pagine).

Se tutto questo non bastasse, scorrendo nella home fino ai contatti a fondo pagina scopriamo che, coincidenza, l’associazione Castelli di carta organizzatrice del festival, ha lo stesso numero telefonico fisso della casa editrice Altaforte.

Ancora una volta la destra sovranista e fascista trova in Umbria terreno fertile per sfoggiare e propagandare la sua ideologia retrograda e anticostituzionale con tanto di patrocinio delle Istituzioni. La Giunta di Todi non è certo nuova all’uso propagandistico dei libri, ricorderete tutti e tutte la direttiva di giunta del novembre 2017, che chiedeva di spostare nella Biblioteca comunale “Libri per bambini con contenuti riguardanti temi educativi sensibili”, individuando come soluzione “la collocazione dei testi che hanno come contenuto tematiche sensibili, controverse sul piano scientifico, e divisive tra le famiglie come la omogenitorialità, la gestazione per altri, piuttosto che le unioni same sex, e altri contenuti di carattere sessuale, nelle sezioni per adulti anche se consigliati dalle case editrici per fasce d’età infantili”. E la coincidenza del successivo trasferimento della Direttrice della Biblioteca all’ufficio Urbanistica.

Nel frattempo Todi aveva ricevuto il titolo di “Città che legge”, riconosciuto da MiBacT, Cepell e ANCI, grazie all’attività svolta dalla Biblioteca comunale.
Ci indigna enormemente oggi vedere come da quella “Città che legge” in cui si arrivava a realizzare in un anno 149 iniziative (gruppi di lettura, libroterapia, incontri per bambini, laboratori didattici per grandi e piccini sull’arte di illustrare il libro, attività didattica sulla storia del libro e sui materiali, incontri con autori e molto altro) per una utenza di quasi 13.000 persone, si voglia trasformare nella Città del libro -sovranista per propagandare machismo, nazionalismo e revisionismo storico.

Come donne e come eredi di coloro che hanno lottato per la liberazione dal nazifascismo e hanno aperto e percorso la strada delle lotte per i diritti e l’autodeterminazione, ci opponiamo a tutto questo e chiediamo a gran voce che vengano ritirati il patrocinio e il contributo delle Istituzioni a un festival che fa capo a chi si dichiara pubblicamente fascista del terzo millennio e pertanto contro ogni principio della nostra Costituzione antifascista.

ANPI UMBRIA Associazione Franca Viola – Coordinamento donne TodiBottegart – bottega artigiana della creatività e dei diritti umani CGIL Perugia Libera Umbria Libertà e Giustizia Umbria Rete degli studenti medi UmbriaRU2020 – Rete Umbra per l’autodeterminazione So’stare – microeditoria del borgo consapevole Smascherati Associazione culturale SPI CGIL Provinciale Perugia UDI – Unione donne in Italia Perugia e ProvinciaUDU Perugia

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