Ma tornano o non tornano i Lupi di Monteluco? La risposta più vicina alla realtà è “quasi”. Quasi perchè lo spiritaccio di questi ragazzacci vestiti di cuoio è saldamente spoletino, come salda è la loro moto incollata con giudizio alla strada. Meno salda è la loro considerazione di alcune autorità della città ( citate con nome e cognome) che a loro dire poco avrebbero fatto per riconoscere e valorizzare i frutti della manifestazione storica “Blue Bullet”. I “barbuti” e nerboruti amanti dello stile “on the road” affidano ad una nota pepata il loro dispiacere, anche se sotto sotto si percepisce il cordone ombelicale che li lega alla “mamma”.
Ecco la nota:
“Una delle associazioni che negli ultimi anni ha dato più lustro e visibiltà alla nostra meravigliosa irriconoscente città sta per tornare a “casa” o quasi…… I Lupi di Monteluco Spoleto, infatti, per ben dieci anni, dal 1995 al 2005, hanno organizzato una delle più importanti manifestazioni motociclistiche a livello europeo, il “Blue Bullet”; hanno avuto passaggi su testate giornalistiche nazionali, vedi “Il Venerdì di Repubblica”, uno speciale della trasmissione “2000” su Rete 4 con addirittura due passaggi in prima serata, riconoscimenti e premi internazionali di altri club, attestati di stima da parte di molte altre associazioni di volontariato con le quali hanno collaborato donando oltre 40.000 euro (è con loro grande soddisfazione che ancora oggi due autovetture donate al 118 girano per la città rendendo un grande servizio pubblico al trasporto dei malati). Sarebbe pleonastico decantare le lodi di tale manifestazione, che, in tempi di nulla assoluto, ha rilanciato l'epopea dei “grandi” avvenimenti a Spoleto (malgrado gli incommentabili, grotteschi scimmiottamenti di qualche altro organizzatore), il Blue Bullet è diventato il riferimento assoluto di un certo modo di organizzare eventi: vedi lo striscione gigante di Villa Redenta, i libretti-programma della manifestazione, i prestigiosi concerti live, la sfilata delle moto per le vie cittadine, la ristorazione con i prodotti tipici, la promozione turistica, lo sport, i giovani, la solidarietà, l'indotto economico, etc.
Tutti questi ingredienti e molti altri ancora hanno permesso a questi non più giovani bikers spoletini di entrare con scanzonata simpatia nella vita di molti concittadini che aspettavano con vera e propria trepidazione l'annuale riproposizione del raduno motociclistico.
Tutto questo è stato anche il motivo per il quale a distanza di 5 anni dall'ultimo Blue Bullet i Lupi di Monteluco Spoleto non siano stati dimenticati dalla gente, ma addirittura rimpianti e sostenuti nella loro battaglia contro l'indifferenza totale dell'amministrazione comunale che, in questi anni, malgrado le promesse dell'allora Sindaco Brunini e dell'allora Assessore Benedetti (oggi Sindaco), nulla ha fatto per mantenere la manifestazione a Spoleto e, notizia di questi giorni, anche la sede-tana dei Lupi sta per essere trasferita nel Comune di Campello, con l'interessamento del Sindaco Pacifici stesso che si è offerto di ospitarli in alcuni locali gratuitamente, cosa che, al contrario, gli amministratori spoletini , in quindici anni, non hanno mai preso in considerazione minimamente, nonostante la ripetuta richiesta.
Va sottolineato che nell'ultimo periodo, sebbene qualcuno lo avesse auspicato, l'associazione Lupi di Monteluco Spoleto non si è sciolta e ne tanto meno ha cessato la sua attività di club motociclistico, anzi per mezzo dei suoi associati ha continuato a partecipare a raduni italiani ed europei esportando così il nome nobile (e decaduto) della nostra città.
A testimonianza dell'ottimo lavoro svolto in sordina dai Lupi di Monteluco Spoleto, riportiamo il loro successo più grande all'onore delle cronache, e cioè il fatto di avere un know-how tale da poter essere trasferito con orgoglio su altre realtà affini.
E' per questo motivo che lo scorso anno è nata l'associazione Lupi di Monteluco Assisi sulla base di un club preesistente che ha saputo cogliere con interesse la proposta e gli ideali del sodalizio spoletino (Nemo propheta in patria), evidentemente il legame di San Francesco con il lupo aveva un nonsochè di precursore.
Per questo motivo i Lupi assisani hanno deciso di raccogliere immediatamente la sfida e lanciare un nuovo evento il “1° Motorwolf”, che non ha l'intenzione di sostituire il Blue Bullet ma solo di riproporne i sapori e l'atmosfera, quindi per tutti coloro che sono in astinenza lupesca l'appuntamento è segnato nel primo weekend di giugno dal 4 al 6 ad Assisi località Tordandrea presso la struttura della Pro Loco.
Momento speciale da non perdere all'interno del raduno sarà sabato notte con il festeggiamento del 15° compleanno della sezione di Spoleto, pasta offerta molto arrabbiata da smorzare con fiumi di birra.
Epilogo: e perché no…..Lupi di Monteluco il brand giusto per il rilancio della “città del silenzio” di dannunziana memoria?….domanda interessante….. alla quale fino ad ora nessuno si è azzardato a rispondere….fondato è il timore che, al di là del caso, questi modi di agire ed amministrare siano ormai diventati una prassi… dopo la famigerata fuga dei cervelli, ora quella dei motociclisti, la fuga dei Lupi…..povera Spoleto”.