Hotel Rigopiano, disastro dopo slavina | Terni in ansia per Alessandro Riccetti

Hotel Rigopiano, disastro dopo slavina | Terni in ansia per Alessandro Riccetti

Il 33enne di Terni risulta tra i circa 30 dispersi dell’hotel di Farindola, Pescara

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Alessandro Riccetti, ternano di 33 anni, risulta tra i dispersi dell’Hotel Rigopiano, colpito dalla slavina che si è staccata dal Gran Sasso, in seguito al terremoto di ieri che ha colpito duramente il centro Italia. Il giovane, che era impiegato presso la struttura ricettiva di Farindola, provincia di Pescara, abitava con la famiglia nel quartiere Cardeto, ma ormai da tempo lavorava lontano dalla sua città di origine.

“La situazione è tecnicamente complessa, ma stiamo lavorando anche su questo fronte” – sono le parole del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che commenta il difficile intervento dei mezzi di soccorso che stanno cercando le circa 30 persone disperse dell’hotel tra ospiti e personale. “Attualmente – informa Curcio dal Diomac di Rieti – abbiamo recuperato 2 persone, mentre, purtroppo, una terza è stata trovata priva di vita”.

A causa del maltempo e del rischio di nuovi fenomeni sismici, le operazioni di soccorso sono particolarmente complesse e gli operatori del Soccorso Alpino, coordinati da uno dei capi Antonio Crocetta, sono arrivati sul luogo del disastro dopo una notte di viaggio sotto la tempesta: “Un miscuglio tra un terremoto e una valanga, ci sono tanti morti” – così descrivono lo scenario apocalittico i primi ad arrivare sul posto ai microfoni di Rainews24. “Stiamo chiamando, ma nessuno risponde” – aggiungono i soccorritori, mentre il Prefetto di Pescara, Francesco Provolo, ha informato che ci sarebbero anche dei bambini sotto la neve.

Per quanto riguarda l’evoluzione dei fenomeni meteorologici, dice ancora Curcio, “la situazione sarà complicata per tutta la giornata di oggi nelle regioni Lazio, Marche e Abruzzo. Come sistema di protezione civile abbiamo concentrato le forze e la struttura è mobilitata nella sua interezza. È un sistema complessivo costituito dalle amministrazioni centrali, dalle regioni, dalle forze armate, dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, dalle forze di polizia, dai volontari, dai sindaci e dai numerosi cittadini che mettono in pratica i comportamenti corretti. Abbiamo anche contatti con le strutture private, che in accordo con i comuni concorrono al lavoro per raggiungere i luoghi più isolati”.

“Vorrei sottolineare un’ultima cosaha concluso il Capo dipartimento io non amo la polemica, ma chiedo di poter lavorare nel rispetto per le persone che si stanno impegnando in mezzo alle difficoltà. Ci sono stati due eventi eccezionali, che già da soli avrebbero creato difficoltà di azione. Sono due eventi che non solo comportano una gestione attenta e coordinata, ma che hanno due risposte diverse dal punto di vista operativo. Per la parte meteo, infatti, si cerca di dire ai cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni, se sicure, mentre per la parte sisma i cittadini devono essere portati fuori. Mettere insieme questi due elementi è estremamente complicato, e chi non ha compreso questo non fa un buon servizio né al Paese né alle persone che stanno lavorando e che hanno lavorato nelle scorse ore, negli scorsi giorni e negli scorsi mesi. Il sistema della protezione civile rappresenta il Paese, e credo che il Paese vada rispettato”.

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