Giordano Petri protagonista nel nuovo cortometraggio di Simone Arrighi - Tuttoggi

Giordano Petri protagonista nel nuovo cortometraggio di Simone Arrighi

Davide Baccarini

Giordano Petri protagonista nel nuovo cortometraggio di Simone Arrighi

Dom, 14/11/2021 - 15:59

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L'attore tifernate impegnato nel nuovo lavoro del regista lucchese, "La Giostra" racconta il dramma dell'Alzheimer

Da lunedì 8 novembre sono iniziate le riprese del cortometraggio “La Giostra”, che vedono protagonista della pellicola l’attore tifernate Giordano Petri.

Diretto dal lucchese Simone Arrighi e scritto con lo sceneggiatore Vincenzo La Gioia, il cortometraggio racconta l’Alzheimer partendo dall’esperienza personale e familiare che lega il regista alla propria madre, con l’artista di Città di Castello a fianco delle attrici Maria Cristina Valentini e Giulia Lippi.


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“La Giostra”, che dà il titolo al cortometraggio indica il tempo che passa, la certezza delle cose che si ripetono, un sottile sentimento del destino legato ad un movimento continuo ed inesorabile. Proprio come la vita, la malattia dell’Alzheimer e la demenza senile in generale. Dopo la morte di suo padre Guido, Michele (interpretato dall’attore Giordano Petri), figlio unico sposato con Ariannna (Giulia Lippi), si ritrova a dover assistere la madre Livia (Maria Cristina Valentini) malata di Alzheimer. Imparerà, suo malgrado, a gestire emozioni e dolori di questa malattia tanto crudele e bizzarra.

Sono lusingato ed emozionato di tornare come protagonista in un progetto così intimo, personale e sociale. Quando il regista Simone Arrighi mi ha proposto di interpretare il ruolo di Michele non ci ho pensato due volte: mi sono fidato dell’istinto e non ho temuto la paura. Era impossibile non empatizzare con lui” precisa Giordano Petri, che aggiunge: “Gli ho voluto bene da subito perché è un uomo determinato, ma al tempo stesso fragile sul fronte sentimentale e familiare”.

Attraverso questo progetto – conclude – vorrei contribuire a far vivere in prima persona quella sensazione di smarrimento che per i malati di Alzheimer è la quotidianità, creando un’occasione per sensibilizzare sia sulle loro necessità, sia sugli aspetti culturali e sociali per combattere il senso di esclusione di malati e familiari”.

Foto di Michele Celli

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