A portare Bernardino Bastioni a Perugia era stata la guerra. La sua fabbrica dove si imbottigliava birra e si producevano bevande era stata distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Per la ripresa dell’attività, nei primi anni Cinquanta, aveva scelto Ponte San Giovanni, centro di cui divenne un protagonista. L’impegno imprenditoriale si è infatti sposato con quello sociale, attraverso la società sportiva Pontevecchio, di cui Bastioni è stato presidente dal 1969 al 1984, contribuendo fortemente alla sua crescita anche con l’apertura al tennis, alla pallacanestro e al nuoto.
La sua Ponte San Giovanni e il Comune di Perugia lo hanno voluto ricordare intitolando la rotonda in via Adriatica a Bernardino Bastioni. Dove è stata installata l’opera dell’artista Paolo Ballerani, dedicata appunto alla memoria del personaggio ponteggiano: una scultura azzurra che riproduce il tappo di una bibita con in rilievo la scritta “Frizzosa Bastioni”, la gassosa che fu uno dei cavalli di battaglia dell’azienda perugina. Fatta in polistirolo rivestito in resina, l’opera ha un diametro di due metri.
Una cerimonia alla quale hanno partecipato i familiari di Bastioni, molti ponteggiani, a cominciare dai promotori, e per il Comune gli assessori Francesco Zuccherini e Francesca Tizi, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa e il consigliere Paolo Befani.
“È un onore per tutti noi concludere il percorso volto a rendere omaggio a una personalità illustre e amata. Ora anche un’opera d’arte installata sulla rotonda resterà a simboleggiare un pezzo della storia produttiva del territorio”, ha introdotto l’incontro l’assessore ai lavori pubblici Francesco Zuccherini.
A spiegare la genesi dell’intitolazione è stata la presidente del Consiglio comunale, Elena Ranfa: “L’iniziativa è nata dai cittadini di Ponte San Giovanni, tra cui Leonardo Belardi che mi propose di portare l’istanza in commissione toponomastica a nome della Consulta dei rioni e delle associazioni di Ponte San Giovanni e del gruppo facebook ‘Ponte San Giovanni da borgo a paese’. Allora facevo parte della commissione insieme al consigliere comunale Paolo Befani, che ne era vicepresidente. La proposta fu votata in maniera unanime: tutti, infatti, abbiamo riconosciuto l’importanza di dedicare uno spazio pubblico a una figura che ha dato prova di grandi capacità e generosità”.
Alcide Bastioni, ringraziando i rappresentanti delle istituzioni e la comunità ponteggiana anche a nome del fratello Carlo, ha ricordato: “Mio padre è stato amato perché univa autorevolezza e relazione. Aveva tre miti: lavoro, famiglia e impegno sociale. Lo hanno caratterizzato anche onestà, laboriosità e il piacere della qualità. Il tappo realizzato da Ballerani ricorda proprio quella gassosa che faceva con un ingrediente non di sintesi e che accettava di pagare il doppio perché voleva fosse la migliore”.
Rita Castigli, esperta di arte, si è soffermata sulla produzione di Ballarani, “pittore e scultore dotato di grande ingegno per quella sua capacità di trovare soluzioni fattibili ed esteticamente ammalianti a problemi difficili, anche nel campo degli allestimenti per mostre e musei”. Un artista che “ancora una volta dimostra di non aver paura delle grandi dimensioni dando spazio ai giganti della sua anima con una esuberanza creativa che si riallaccia al filone dell’arte pop”. “E’ un piacere aver contribuito a omaggiare una delle grandi personalità di Ponte San Giovanni, quartiere dove risiedo e a cui sono affezionato”, ha detto l’artista che ha già firmato altre opere collocate in spazi pubblici della zona (la Mano multietnica vicino al cva, il monumento alla donna, non lontano, vicino alle fontane, e la stele che ricorda l’ex pastificio Ponte).
In conclusione, l’assessora Francesca Tizi, in qualità di presidente della commissione toponomastica, ha espresso soddisfazione per la conclusione dell’iter, dopo la delibera che aveva dato il via libera all’intitolazione nel settembre 2021. “Dedicare uno spazio alla memoria di un cittadino illustre – ha sottolineato Tizi – è un momento importante perché rende possibile trasmettere alle nuove generazioni valori come quelli, racchiusi nella storia di Bastioni, dell’impresa, delle relazioni e della forza della comunità”.













