Fondazione Burri, eletti nel Cda i 3 rappresentanti del Consiglio. Scintille dopo voto - Tuttoggi

Fondazione Burri, eletti nel Cda i 3 rappresentanti del Consiglio. Scintille dopo voto

Davide Baccarini

Fondazione Burri, eletti nel Cda i 3 rappresentanti del Consiglio. Scintille dopo voto

Mar, 08/02/2022 - 18:43

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L'assise tifernate ha eletto a scrutinio segreto Bruno Corà, Chiara Burzigotti e Roberta Giorni (candidato di minoranza) | Lignani (Castello Civica) accusa la maggioranza "Volevano già questi tre e si sono nascosti dietro il voto segreto"

Il Consiglio comunale di Città di Castello ha nominato i suoi 3 rappresentanti nel Cda della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. Si tratta dei candidati della maggioranza (Pd, Psi, Luca Secondi Sindaco) Bruno Corà e Chiara Burzigotti e della candidata proposta dalla Lista Civica ‘Marinelli Sindaco’ Roberta Giorni.

I nomi e gli obiettivi

A nome della maggioranza è stato il sindaco Luca Secondi a proporre i nomi di Chiara Burzigotti, “attuale presidente del Centro Fotografico Tifernate” e Bruno Corà, “attuale presidente della Fondazione Albizzini”, segnalando i due obiettivi del mandato che saranno chiamati ad assolvere: “Dare concretezza al progetto di piazza Burri e favorire una maggiore empatia della Fondazione all’interno della comunità tifernate”.

“Piazza Burri obiettivo fondamentale di governo”

Il primo cittadino ha ribadito che “la realizzazione di piazza Burri è uno degli obiettivi programmatici fondamentali della nuova amministrazione comunale. Nel 2018 il Consiglio approvò un’integrazione dell’accordo di programma che vincolava la Fondazione a un iter per la realizzazione della piazza e anche per la gestione del 3° museo Burri, con il sostegno di sponsor internazionali. L’interlocuzione con quest’ultimi si è però bloccata a causa della pandemia. C’è la necessità di concretizzare un intervento che ha una rilevanza culturale, ma anche urbanistica ed economica fondamentale per la nostra città”.

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I candidati dell’opposizione

Nel dare atto all’ex sindaco Luciano Bacchetta di aver riportato in Consiglio comunale la scelta dei rappresentanti del Comune in seno alla Fondazione (in precedenza era esclusiva dei primi cittadini), Secondi ha evidenziato come l’iniziativa rispondesse alla “volontà di consentire all’opposizione di esprimere una propria rappresentanza”.

Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) ha quindi proposto “uno dei più importanti frutti accademici della comunità tifernate“, il professor Federico Rossi. Un secondo nome è stato avanzato da Roberto Marinelli (Marinelli Sindaco) il quale, come detto, ha candidato Roberta Giorni, “ragazza giovane, competente, determinata e laureata in Giurisprudenza, che ha fatto parte della mia lista alle elezioni”. Una terza proposta è infine arrivata da Valerio Mancini (Lega), che ha suggerito Marco Grosso, “candidato del partito alle elezioni, docente laureato in letteratura e teologia, noto nel mondo dell’associazionismo”.

L’esito del voto e le scintille, Lignani “Pagina nera di questo Consiglio”

Dopo la proclamazione dell’esito della votazione (a scrutinio segreto) – Burzigotti 15 voti, Corà 13, Giorni 8, Rossi 5 e Grosso 1 – Lignani Marchesani (Castello Civica) ha definito quanto avvenuto “una pagina nera, ignobile e vergognosa di questo Consiglio comunale”, deplorando il fatto che “la maggioranza si sia intromessa votando una persona proposta dall’opposizione. Sarebbe stata una figura migliore dire apertemente ‘vogliamo questi 3 candidati’, senza nascondersi vigliaccamente dietro il voto segreto”.

A replicare in prima battuta è stato il presidente Bacchetta: “Il voto segreto era obbligatorio e non è stato certo studiato per fare imboscate”. Poi Marinelli (Marinelli Sindaco): “La candidata che abbiamo proposto è espressione di una coalizione di Centrodestra, e il fatto che abbia trovato gradimento è stato frutto di una valutazione del Consiglio, non di sotterfugi”. Secondi ha infine chiarito: “La maggioranza ha proposto 2 nomi in maniera secca e chiara, l’opposizione invece più candidature: quando non c’è un nome unitario, con il voto segreto certe situazioni si possono verificare”.

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