Foligno, bilancio sotto le aspettative per lo shopping natalizio

Foligno, bilancio sotto le aspettative per lo shopping natalizio

Caos viabilità ed eccesso di grandi strutture commerciali minano il settore | La città resiste, e la ‘movida’ calamita clientela anche per i negozi

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Natale e Santo Stefano sono ormai archiviati, ed è gia ora di tracciare un primi bilanci sul fronte del commercio nel centro storico. I tempi d’oro sono finiti da un bel pezzo, di gente in giro con pacchi e pacchettini se n’è vista ben poca, il pienone di qualche anno fa non è mai stato registrato ed anche il tanto auspicato quanto invocato rush finale è stato solo una magra consolazione.

Ma cosa succede alla Foligno capitale regionale del commercio? Cosa è successo alla Foligno tradizionale città di stile, che attirava appasionati di moda e di shopping dall’intero centro Italia? C’è che sono cambiati i tempi, è finito un ciclo storico e si è trasformata la mentalità stessa della clientela. Nel male, c’è da però da dire che, tutto sommato, il ‘centro del mondo’ ancora regge mentre altre città dell’Umbria hanno dovuto alzare bandiera bianca.

Una prima valutazione arriva pubblicamente da Aldo Amoni, presidente della Confcommercio; Cristiana Mariani presidente della Confesercenti e Francesca Cascelli di Innamorati del Centro. Per una volta tanto tutti d’accordo nel sostenere che oggi come oggi i negozianti hanno ‘nemici’ in comune che dipendono dalla territorialità o dalle problematiche spefiche della città. La gente – fanno notare – si è abituata a fare spesa nei centri commerciali dove ormai si trova di tutto e di più, ci sono sconti ed offerte speciali allettanti che il negozio al dettaglio non potrà mai fare, si trova parcheggio senza problemi e gratuitamente, in poche ore si riesce a comperare ogni tipo di merce. Altro fattore è il commercio on-line: la gente acquista comodamente da casa o tramite il proprio smartphone, paga con carta di credito ed il pacco gli viene consegnato direttamente a casa sua.

Ci sono poi i fattori prettamente ‘folignati’ ovvero il caos viabilità, tra le ordinanze anti smog e gli orari dei varchi della zona a traffico limitato, nonchè l’eccessiva presenza di grandi strutture commerciali a ridosso dello stesso centro storico e della prima periferia, con interi poli attrattivi ai confini comunali.

Caso a parte quello del settore abbigliamento, calzature e pelletteria che pur avendo ‘retto botta’ deve fari i conti con i saldi in calendario subito dopo l’Epifania. Troppo anticipati – lamentano le associazioni di categoria – è logico che la gente aspetta le festività prima di acquistare e nel frattemp c’è chi si ingegna con svendite e promozioni speciali per superare questo ‘periodo morto’.

Foligno però vanta anche un fenomeno positivo, e l’asso nella manica in qualche modo è dato dal ‘fattore Movida’. Cosa vuol dire? Prima la gente che affollava il centro per lo shopping natalizio si fermava poi in locali, bar e ristoranti per apertivi o cene, mentre ora sono i vari locali ad attrarre clientela che, paradossalmente, approfitta dell’occasione per procedere prima ad alcuni acquisti nei negozi del centro storico.

Il bilancio ad oggi è al luci ed ombre con più ombre che luci, i conti sono rinviati al prossimo anno dopo la prima settimana di saldi, con l’augurio di cominciare il 2018 all’insegna della ripresa. Intanto in pieno Corso Cavour al posto di uno ‘storico’ negozio di abbigliamento, si insedierà una grande libreria di una delle principali catene italiane, in via XX Settembre è stata avviata una nuova attività di pubblico esercizio così come in piazza del Grano.

Piccoli segnali di vivacità che lasciano ben sperare.

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