Fino alla fine dell'anno le imprese umbre cercano oltre 14mila persone da assumere

Fino alla fine dell’anno le imprese umbre cercano oltre 14mila persone da assumere

Redazione

Fino alla fine dell’anno le imprese umbre cercano oltre 14mila persone da assumere

La Camera di commercio ha elaborato i dati Excelsior: per la metà dei posti non ci sono le figure richieste
Mer, 30/10/2024 - 11:29

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Fino a dicembre previste dalle imprese umbre 14mila 050 assunzioni, di cui 5mila 700 a ottobre. in calo di 410 rispetto allo stesso trimestre 2023. Assumono 15 aziende ogni cento, ma solo il 25% è stabile. E il 54% delle assunzioni umbre rischia di restare sulla carta, perché le imprese non trovano il personale richiesto.

E’ quanto emerge dal report della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha elaborato i dati del Sistema Excelsior del mese di ottobre 2024 e del trimestre ottobre-dicembre sulle assunzioni programmate dalle aziende. Il Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, si basa su un ampio e continuo monitoraggio del sistema imprenditoriale, con 110mila le aziende coinvolte.

Le assunzioni da ottobre a dicembre

Positivo il mese di ottobre 2024, ma il rallentamento di industria manifatturiera e delle costruzioni – in linea con quanto emerso circa il rallentamento della produzione industriale e le previsioni per l’edilizia dopo la frenata sui bonus del governo centrale – manda in negativo il bilancio delle assunzioni previste in Umbria nel trimestre ottobre-dicembre 2024 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Un calo che sarebbe stato più pesante se non fosse per la crescita degli avviamenti prevista per il settore “servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici” e per quello dei “servizi alla persona”.

In estrema sintesi, per ottobre le aziende avevano previsto 5mila 700 avviamenti al lavoro, sessanta in più rispetto ad ottobre 2023. Per quanto riguarda il trimestre ottobre-dicembre 2024, invece, le aziende della regione hanno previsto di effettuare 14mila 050 assunzioni, 410 in meno (-3%) rispetto a quelle dello stesso trimestre dello scorso anno.

Un dato che si spiega con la flessione accusata dal comparto “Industria” (industria manifatturiera + costruzioni), che accusa una flessione, nel trimestre settembre-ottobre 2024 rispetto allo stesso periodo 2023, di 420 avviamenti al lavoro. Tengono invece i servizi, la cui leggerissima crescita (+10 assunzioni) non compensa minimamente il calo del comparto industriale.

Nelle due province

A livello di province, nel trimestre in provincia di Perugia gli avviamenti previsti sono 10mila 860 contro gli 11mila 090 del 2023 (-170, -2,1%), mentre in provincia di Terni ammontano a 3mila 190, rispetto ai 3mila 369 -5,1%) dello stesso trimestre 2023. L’andamento del Ternano è quindi peggiore rispetto a quello del Perugino, il che è spiegabile con il minor peso che nel Ternano ha il turismo allargato che, come detto, in Umbria è il settore che appare più in forma.

I settori

I dati Excelsior permettono di avere un quadro umbro di alcuni specifici settori per quanto riguarda il trimestre ottobre-dicembre 2024. La voce “servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici” segna 2mila 530 previsioni di assunzioni da parte delle imprese, 210 avviamenti in più rispetto allo stesso trimestre 2023, con un incremento del 9,1%. Il commercio invece flette, passando tra lo stesso trimestre del 2023 e quello del 2024 da 2mila 330 a 2mila 210 (-5%). Flettono in maniera consistente le costruzioni (da 2020 a 1620, -400, -24,7%), avanzano i servizi alle persone (da 1.360 a 1.490, +130, +9,6%), scendono di cento avviamenti (da 2mila 020 a 1.920) i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio.

Gli altri dati

A ottobre 2024, secondo le previsioni del report Excelsior, nel 25% dei casi le entrate previste hanno carattere di stabilità, con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 75% sono a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Gli avviamenti si concentrano per il 61% nel settore dei servizi e per il 69% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Il 13% è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (18%).

In 54 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati (valore più alto della media nazionale, che si attesta al 49,3%).

Per una quota pari al 34% interessano giovani con meno di 30 anni.

Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato (valore un po’ più alto del dato italiano, 19,6%).

Il 10% delle entrate previste è destinato a personale laureato (valore più basso della media nazionale, pari al 14%).

Per una quota pari al 61% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Le imprese che prevedono assunzioni sono il 15% del totale (il 16% nella media nazionale).

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento del presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: “Il rallentamento economico italiano, e non solo italiano, si riverbera ovviamente anche in Umbria, dove industria e costruzioni hanno rallentato la marcia sia in termini di produzione che, di conseguenza, assunzioni. Il quadro occupazionale, che secondo il Sistema Informativo Excelsior si prefigura per il trimestre ottobre-dicembre 2024, viene ‘salvato’ dal settore del turismo allargato e da quello dei servizi alle persone che, con la loro crescita, limitano la contrazione totale prevista a 410 avviamenti rispetto allo stesso periodo 2023. Sotto osservazione va tenuto anche il commercio, che manda segnali di indebolimento. In questo quadro non stupisce che l’unico mese del trimestre dove si registra una crescita degli avviamenti sia ottobre, mese in cui ancora il turismo tira. E va evidenziato che, nella regione, resta più grave rispetto alla media nazionale il fenomeno delle imprese che non riescono a trovare il personale di cui hanno bisogno. Ci aspetta un trimestre in chiaroscuro, quindi, all’interno di un disordine geopolitico sempre più inquietante e che ostacola il commercio internazionale, con conseguenze anche sull’export. Si tratta di continuare ad operare per aumentare la capacità competitiva del sistema imprenditoriale umbro, che è in trasformazione e sta affrontando la transizione digitale ed ecologica. Sapendo che, inevitabilmente, ci si muoverà tra alti e bassi”.

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