Fermate l'Umbricellum / Presentato ricorso in Tribunale a Perugia - Tuttoggi

Fermate l’Umbricellum / Presentato ricorso in Tribunale a Perugia

Alessia Chiriatti

Fermate l’Umbricellum / Presentato ricorso in Tribunale a Perugia

Un pool di avvocati contro la legge proposta dal Pd / Fronte comune di Scelta Civica, M5S, Udc, Altra Europa
Mar, 31/03/2015 - 18:02

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Un pool di avvocati contro la nuova legge elettorale del consiglio della regione Umbria, ribattezzata “Umbricellum”, proposta dal Pd e approvata lo scorso 17 febbraio dal consiglio stesso. La voce di diversi politici e cittadini vi si è levata contro, e ora arriva il ricorso al Tribunale civile di Perugia. A presentarlo sono Adriano Galgano e Tiziana Ciprini (rispettivamente deputate di Scleta Civica e M5S) insieme a Filippo Gallinella, anche lui pentastellato, i consiglieri regionali Sandra Monacelli (UDC), Damiano Stufara (Rifondazione Comunista), Orfeto Goracci (Gruppo Misto), i due consiglieri comunali, Franco Ivan Nucciarelli (Perugia Rinasce), Armando Fronduti (Forza Italia), e i due candidati alla presenza della regione, Amato De Paulis e Giampiero Prugni. Tra gli “oppositori” dell’Umbricellum compaiono anche il Professor Mauro Volpi (L’altra Europa – Umbria), Luigino Ciotti (Sinistra Anticapitalista), Giovanni Ceccotti (Progetto Terni), Leonardo Triulzi (Alternativa riformista), accanto ad altri 50 cittadini.  A seguire l’iter giudiziario ci sono gli avvocati Felice Besostri, Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino. Michele Guaitini (Comitato per la Democrazia) ha inoltre coordinato il dibattito tra Alternativa Riformista e Radicali, poi giunto ad una definizione.

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Voto contrario – A destare il mancato supporto della variegata squadra ci sono diversi segnali, che hanno fatto parlare anche di incostituzionalità della legge, e che aveva destato non poche critiche.

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Nello specifico vengono contestati: il premio di maggioranza senza la fissazione di una soglia minima, la novità del premio di minoranza, la soglia del 2,5% che consente di “salvare gli alleati” più deboli all’interno di una coalizione, l’assegnazione dei seggi in base ai voti dei candidati presidenti al posto di quelli ottenuti da coalizioni e liste, e, non meno importante, il mancato controllo del Comitato pari Opportunità. Come dichiara l’avvocato Pennino: “il sistema elettorale è un meccanismo che consente di trasformare il consenso in seggi e sicuramente rientra tra i meccanismi a garanzia della democraticità di uno Stato. Una buona legge elettorale deve essere equilibrata, altrimenti viene violata la Costituzione. La Legge 165 del 2004 viene violata, in quanto si parla di ’agevolazione’ (e non ‘imposizione’) della governabilità, non certo a scapito della rappresentanza delle minoranze. Una maggioranza relativa molto bassa può tranquillamente raggiungere automaticamente 12 seggi in Consiglio regionale”. Un’affermazione che ritrova in parte conferma in quanto dichiarato da Amato de Paulis, candidato alla Presidenza della Regione Umbria con il movimento Alternativa Riformista Umbria: “il concetto di premio di maggioranza è labile ed esiste in Italia e in Grecia, urtando la democrazia e quindi l’espressione di un singolo voto da parte del cittadino”.

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