Nell’appartamento di via dello Stadio a Terni, dove Ilaria Sula abitava con la sua famiglia prima di trasferirsi a Roma per frequentare l’Università La Sapienza, non risponde nessuno. I genitori della 22enne uccisa a coltellate dall’ex fidanzato sono sconvolti per la tragica fine della figlia. Fino all’ultimo hanno sperato che le ricerche della sua scomparsa potessero finire in modo positivo, anche se molte cose li insospettivano. “L’unica cosa che vorremmo è far tornare in vita nostra figlia” ha detto il padre Flamur insieme alla moglie al telefono con la trasmissione “Chi l’ha visto?”.
Raccontando i messaggi strani, sul cellulare e sui social, ricevuti dal telefono della figlia dopo il 25 marzo, il giorno in cui era stata denunciata la scomparsa della giovane. Messaggi che avrebbe mandato il suo ex fidanzato, Mark Antony Samson, in carcere per l’accusa di omicidio, per depistare le indagini. “Ciao sto bene, torno a Terni tra un mese”, questo il tenore degli sms ricevuti dal padre, come raccontato da lui si giornalisti di Rai 3. “Il telefono è rimasto sempre spento, ma ogni tanto arrivavano questi messaggi, presumiamo a questo punto da lui. Accendeva il telefono, mandava un messaggio e lo spegneva”. Messaggi che però erano appunto ritenuti non credibili dai genitori, dal fratello Leon e dalle amiche.
Flamur Sula ha voluto manifestare pubblicamente il suo lutto su Facebook con un simbolico nastro nero come immagine del profilo. L’ultima immagine pubblica postata sul social è invece quella di tutta la sua famiglia, con la moglie e i suoi due figli. Ilaria però oggi non c’è più, uccisa dall’ex fidanzato – pure lui studente universitario, ma di architettura – con cui aveva condiviso un anno della sua breve vita. Vittima dell’ennesimo femminicidio, commesso da chi diceva di amarla. Da chi appariva come un “bravo ragazzo” ma che bravo ragazzo non lo era per niente, per riuscire a commettere un delitto così orrendo, a depistare le indagini sulla scomparsa e a nascondere il corpo di quella esile ragazza in una grossa valigia per buttarla giù da un dirupo a decine di km di distanza.
L’ennesimo femminicidio in Italia, che sconvolge la piccola Umbria che ha già contato due donne assassinate dal proprio marito in tre mesi. E che oggi piange Ilaria Sula, dopo l’omicidio di Eliza Stefania Feru a Gualdo Tadino il 5 gennaio e quello di Laura Papadia la scorsa settimana a Spoleto. Proprio la città ducale sabato è scesa in piazza, per sensibilizzare al rispetto ed all’amore, per dire no alla violenza. La stessa cosa farà oggi Terni: in piazza della Repubblica alle 18,30 si terrà una manifestazione pubblica, promossa da Casa delle Donne e Terni Donne.