FarmaciaTerni, Gentiletti “Preoccupazione lecita, ma M5S strumentalizza”

FarmaciaTerni, Gentiletti “Preoccupazione lecita, ma M5S strumentalizza”

Ancora bagarre sull’emendamento pentastellato alla delibera di giunta che stoppa la vendita della società pubblica

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“Quanto afferma il M5S in queste ore sulla questione delle farmacie comunali è una strumentalizzazione politica di una preoccupazione giuridica che io tuttavia ritengo fondata” – è la posizione del consigliere di Senso Civico, Alessandro Gentiletti, in merito all’emendamento del M5S respinto ieri dalla Terza Commissione, con il quale si chiedeva la modifica del punto numero 1 del dispositivo sullo stop al processo di privatizzazione della società FarmaciaTerni. Gentiletti chiama in causa il sindaco Latini per un intervento d’urgenza al Consiglio in via di autotutela.

La questione è delicata, visto che la delibera di giunta, approvata nella sua forma originaria, approderà il prossimo 28 settembre al tavolo della Corte dei Conti che dovrà decidere se il Comune potrà ancora esercitare i diritti sociali sulla società, vista la precedente delibera di ricognizione del 2017, oppure se la società stessa dovrà essere messa in liquidazione, visto che la Legge Madia stabilisce che “l’alienazione della società, deve avvenire entro un anno dalla ricognizione”.

La maggioranza, Lega-Forza Italia-FdI, ha votato compatta contro l’emendamento, mostrando sicurezza sull’efficacia dell’atto redatto dalla giunta, nonostante lo stesso assessore Fabrizio Dominici abbia giudicato positivamente l’emendamento pentastellato.

“Già nell’agosto del 2018, come risultante dagli atti al protocollo del Comune di Terni, ho evidenziato alla Giunta che solo annullando in via di autotutela la delibera del settembre 2017 relativa alla ricognizione delle partecipate e proponendo l’adozione di una nuovasottolinea Gentiletti –  che escluda le farmacie dal novero degli enti da privatizzare, si potrà avere la certezza assoluta che la Corte dei Conti non farà alcun rilievo e non vi sarà alcun rischio relativo alla dismissione coatta dell’ente farmacie comunali.
Mi preme però chiarire – continua Gentiletti –  onde impedire che un tema così importante per molte famiglie e per la nostra realtà economica scivoli nel terreno della demagogia, due questioni: 1) la possibilità è astratta e potrebbe rilevarsi infondata; 2) qualsiasi altro atto, compresa l’attuale delibera proposta dalla giunta, che non voterò, la proposta di emendamento del M5S bocciata ieri dalla terza commissione e la delibera sempre del M5S c.d. “Salva Farmacie” che invece voterò, non potranno eliminare questa debole ma esistente preoccupazione giuridica.
Per questo, come ho ribadito ieri in terza commissione, avrei gradito che la Giunta avesse acquisito un parere dell’avvocatura in ordine al primo aspetto e sempre per questo ho stigmatizzato e stigmatizzo lo scivolamento del dibattito sul terreno del protagonismo politico.
Infine, rinnovo nuovamente l’appello al Sig. Sindaco, perché – anche al fine di mettere a tacere ogni possibilità di strumentalizzazione politica della vicenda e rassicurare tutta la città – usi la strada più breve e sicura: proponga d’urgenza al Consiglio di intervenire in via di autotutela”.

Gentiletti fa riferimento all’aspra contesa politica che si è accesa in aula, con i soliti argomenti ‘del chi ce l’ha più lungo’ usati per svilire l’operato dell’avversario politico. Il Pd accusato dai 5Stelle di aver portato la città al dissesto, i 5Stelle accusati dal Pd di ‘imperizia’, la Lega contro tutti: “Ci sarà un motivo perché noi sediamo di qua e voi di là” – ha sottolineato il capogruppo della Lega Ciccotti, ricordando l’esito delle urne.

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