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Faleburle in Tribunale: “Mai istigato alla corruzione”

Redazione

Faleburle in Tribunale: “Mai istigato alla corruzione”

Il cardiologo, sospeso per un anno, chiede di tornare subito al lavoro in ospedale
martedì, 04/06/2019 - 13:37

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Faleburle in Tribunale: “Mai istigato alla corruzione”

Non ho mai istigato alla corruzione, tentando di corrompere Emilio Duca quando era direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia“. Ha respinto ogni accusa a suo carico, nel corso dell’interrogatorio che si è svolto questa mattina al Tribunale di Perugia e che è terminato poco prima di pranzo, il cardiologo Mauro Faleburle, indagato per istigazione alla corruzione ed altri reati minori dalla Procura relativamente al concorso per due posti di chirurgia maxillo-facciale.

Il medico, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Franco Libori, ha risposto alle domande del gip, fornendo chiarimenti su alcuni episodi ed in particolare sulle intercettazioni audio e video effettuate l’11 luglio del 2018, attraverso le attrezzature piazzate nell’ufficio dell’ex direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera, Maurizio Valorosi. Quel giorno, in presenza dell’ex direttore generale Emilio Duca, Faleburle dice di voler lasciare “un regalino” e prende qualcosa dalla tasca della sua giacca. Qualcosa che non si vede, ma che potrebbe essere messo tra i fogli di un giornale. E che Duca, però, dice di non volere. Per gli inquirenti si tratterebbe di un regalo per l’aiuto ricevuto per un suo favorito nell’esame che si sarebbe svolto il giorno successivo. Da qui l’ipotesi di istigazione alla corruzione. Ricostruzione che però il dottor Faleburle ha respinto decisamente, dichiarandosi totalmente estraneo a manovre per tentare di pilotare il concorso. Sostenendo che l’oggetto in questione sarebbe stata una penna, un regalo per un vecchio amico, senza altri interessi.


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Per l’avvocato Liberi il suo assistito ha chiarito la propria estraneità ai fatti contestati. Per questo ha chiesto la revoca della misura interdittiva disposta dal giudice per le indagini preliminari Valerio D’Andria, cioè la sospensione di un anno dal servizio in ospedale. Per lui i pm Formisano e Abbritti avevano chiesto gli arresti domiciliari, misura non ritenuta necessaria dal gip. Ora il noto cardiologo, esperto di medicina sportiva e consulente anche del Perugia Calcio, chiede, attraverso l’istanza presentata, di poter tornare subito al suo lavoro in ospedale.


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