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Ex convitto femminile, scontro tra Comune e Inps diventa caso nazionale

Redazione

Ex convitto femminile, scontro tra Comune e Inps diventa caso nazionale

Interrogazione di 24 parlamentari di Forza Italia sulla situazione di abbandono dell’ex convitto femminile proprio mentre è stato appena avviato il percorso di recupero e trasformazione in senior house
Mar, 22/01/2019 - 11:07

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Ex convitto femminile, scontro tra Comune e Inps diventa caso nazionale

Il futuro dell’ex convitto femminile e lo scontro tra il Comune di Spoleto e l’Inps diventa un caso nazionale. A portarlo all’attenzione del Governo sono 24 parlamentari di Forza Italia (primo firmatario Giorgio Mulè), che raccolgono di fatto la posizione dell’amministrazione comunale.

Una vicenda gestita in modo anomalo, soprattutto perché il sindaco Umberto De Augustinis nelle ultime settimane ha comunque tenuto nascosta l’esistenza di una interlocuzione via mail tra il Comune e l’Inps (nella figura del dottor Giorgio Fiorino, direttore del patrimonio). Che in realtà non consisterebbe soltanto in una pec, come emerso un mese fa, ma in più lettere inviate da una parte e dal’altra.


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A raccogliere comunque la posizione dell’amministrazione comunale, presentando una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze, sono appunto i 24 parlamentari forzisti.

Questo il testo del documento:

“Per sapere – premesso che:
la Città di Spoleto ha un’enorme vocazione culturale e turistica, dovuta alla sua importantissima storia ed alle manifestazioni che vi si svolgono durante l’anno (tra le più importanti, oltre al Festival dei due mondi, la settimana di studi sull’alto medioevo, convegni medici, convegni dell’Accademia dell’olivo, dell’antichissima Accademia degli Ottusi, la stagione del Teatro lirico sperimentale “Belli”, oltre molti altri);
sulla via Matteotti, di accesso alla centralissima piazza Libertà, sorge, a circa 100 metri da questa, un enorme fabbricato, oggi di proprietà dell’INPS, già sede di un convitto femminile ENPAS/INPDAP per orfane di impiegati civili dello Stato, che si trova in stato di abbandono da oltre trent’anni e costituisce, per chi arriva in città da Roma, un pessimo biglietto di presentazione della città: ancor più rimarchevole perché in stridente contrasto con i lavori di abbellimento e funzionalizzazione delle strade del Centro storico in corso di esecuzione da parte del Comune;
detto fabbricato risulta circondato da un complesso ponteggio da molto tempo sistemato sui marciapiedi pubblici, su un giardino comunale già destinato all’infanzia, e sulle pubbliche vie circostanti, in ordine al quale non risultano neppure interamente pagate le tasse comunali, tanto da essere stato oggetto di accertamento fiscale nei confronti dell’INPS per oltre 800.000 euro in riferimento agli ultimi cinque anni a causa della prescrizione dell’importo dovuto per gli anni precedenti;
l’Inps avrebbe recentemente ceduto il complesso al Fondo i3-Silver gestito dalla società per azioni Invimit SGR (con capitale interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) che avrebbe manifestato l’intento di riconvertirlo a senior housing. Nel novembre 2018, il dirigente Inps Fiorino sarebbe stato ricevuto dal Sindaco di Spoleto, al quale non avrebbe dato risposta in merito alla sanatoria delle irregolarità del passato (oggi l’occupazione arbitraria di suolo pubblico è un reato per il quale sono state inasprite le sanzioni ai sensi del decreto-legge n. 113 del 2018 cosiddetto “decreto sicurezza”), né in merito alla rimozione della complessa impalcatura che, per la parte denunciata dall’INPS, paga, in ogni caso, e da alcuni decenni un’imposta;
come se ciò non bastasse, la stessa INPS, raccogliendo un’eredità INPDAP, è proprietaria sul terreno comunale anche di un immobile sito in località Monteluco, circondata da un imponente bosco, già adibita a “Colonia estiva”. Anche tale fabbricato versa da circa venti anni in istato di totale abbandono e, a quanto risulta, avrebbe dovuto essere ceduta al Comune in dipendenza del fatto che la destinazione sociale da parte dell’ENPAS/INPDAP è stata completamente abbandonata;
Quali iniziative il Governo intenda adottare sia nei confronti dei responsabili di una simile incredibile situazione, sia in relazione al futuro dei due fabbricati, sia in relazione alla conclamata situazione di illiceità e danno per l’Erario”.

Mulé, Polidori, Biancofiore, Cassinelli, Fatuzzo, Fiorini, Giacometto, Labriola, Mazzetti, Napoli, Pella, Pettarin, Porchietto, Ravetto, Rosso, Rossello, Rotondi, Ruffino, Saccani Jotti, Savino Elvira, Scoma, Sozzani, Tripodi, Zangrillo


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