Enel, presidio dei sindacati: "No alla chiusura del posto di teleconduzione" - Tuttoggi.info

Enel, presidio dei sindacati: “No alla chiusura del posto di teleconduzione”

Redazione

Enel, presidio dei sindacati: “No alla chiusura del posto di teleconduzione”

I sindacati si sono riuniti venerdì davanti la sede di Enel Green Power di Terni contro la chiusura del centro di teleconduzione di Terni
Ven, 05/09/2025 - 17:23

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“Non ci possiamo permettere la perdita di un centro importante come questo, che rappresenta l’ultimo centro direzionale Enel in Umbria. Se ciò avvenisse, vorrebbe dire che la nostra regione subirà un ulteriore ridimensionamento” i sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Umbria si sono riuniti venerdì 5 settembre davanti la sede di Enel Green Power di Terni per un presidio con i lavoratori dell’azienda e la stampa in cui hanno chiesto a gran voce di fermare la chiusura del centro di teleconduzione di Terni che “secondo quanto comunicatoci dall’azienda, dovrebbe avvenire alla fine di questo mese” hanno detto Ciro Di Noia (Flaei Umbria) e Doriana Gramaccioni (Uiltec Umbria). La richiesta dei sindacati è che le istituzioni e i rappresentanti politici, sostengano la vertenza per non delocalizzare e smantellare un asset importante del polo idrico ternano che impoverirebbe ulteriormente la regione di posti di lavoro e di competenze necessarie.

Esternalizzazione impoverisce l’Umbria

La probabile chiusura andrebbe ad aggiungersi a uno smantellamento dell’azienda nell’area che è stato progressivo a partire dalla perdita della direzione Area Rete su Perugia (acquisita dalle Marche), il ridimensionamento dei livelli occupazionali di Pietrafitta, la chiusura dell’impianto di Bastardo e la chiusura del polo di eccellenza di formazione dell’Enel a Gualdo Cattaneo”. Ora tocca a Terni ma i sindacalisti Ribelli, Di Noia e Gramaccioni si difendono: “abbiamo assistito a un grande ridimensionamento della forza lavoro delle officine di Manutenzione Specialistica che si occupa di manutenzione a livello nazionale, un tempo si contavano 150 unità e oggi meno di 20. Abbiamo subito un’esternalizzazione delle attività a vantaggio di aziende esterne prevalentemente di fuori regione”. Sempre nel ternano secondo i segretari c’è stata una riduzione anche del personale che gestisce la manutenzione degli impianti della nostra realtà che si riflette sulla sicurezza degli operatori e sulla sicurezza idraulica del territorio. “Se venisse meno la conoscenza degli impianti che hanno i lavoratori del posto di teleconduzione sarebbe un rischio per gli operatori degli impianti e delle dighe, soprattutto nella gestione delle emergenze idriche (piene e maltempo)”.

Tavolo con le istituzioni locali e nazionali

I sindacati alzano le barricate e dicono “no” a un ulteriore depauperamento del territorio “effettuato da Enel in modo unilaterale” e chiedono la creazione di un tavolo con le istituzioni locali, regionali e nazionali, per far sì che l’azienda torni “a investire in maniera concreta in Umbria” e alla Regione Umbria la richiesta “di lavorare a un percorso con Enel diverso da quello intrapreso fino a oggi, in modo che siano incrementati gli investimenti nel nostro territorio per aumentare i livelli occupazionali e lo sviluppo del territorio ternano.” Consapevoli che la chiusura a Terni rappresenterebbe un ulteriore passo verso l’allontanamento dall’Umbria di centri direzionali e produttivi di aziende alcune a partecipazione statale che portano lavoro. “Non possiamo più permettercelo”.

De Luca: cabina di regia con parlamentari e governo

“Non siamo ospiti a casa nostra. Metteremo in campo, sin dai prossimi giorni, tutte le iniziative per far rispettare il territorio a cominciare da una ricognizione di tutti gli impianti che sono di proprietà della Regione” ha assicurato l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, che ha partecipato al presidio insieme alla parlamentare del M5s Emma Pavanelli.

L’assessore De Luca ha proposto l’apertura di una cabina di regia con il coinvolgimento dei parlamentari umbri e anche dei membri del governo in cui il punto di partenza sarà la ricognizione di tutti gli impianti del territorio: “La nostra posizione è chiara e ferma: continuiamo a combattere questa chiusura con ogni mezzo disponibile. Se si aprono contenziosi con il territorio andranno affrontati e risolti. Sarà, inoltre, nostra premura inserire nei prossimi capitolati un vincolo di localizzazione in Umbria delle infrastrutture e delle risorse umane utili alla conduzione degli impianti”.

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