Consiglio comunale lampo, sciolta la seduta | Comune occupato e dissesto confermato

Consiglio comunale lampo, sciolta la seduta | Comune occupato e dissesto confermato

Nessuna assemblea neanche domani e mercoledì | Cori e contestazioni a Palazzo Spada e la maggioranza scappa

share

Aggiornamento ore 18:45 – Il Consiglio comunale di Terni è occupato. A oltranza. Proprio mentre la Prefettura di Terni comunica ufficialmente a Palazzo Spada l’invito ad adottare la deliberazione di “formale dichiarazione di dissesto finanziario”.

Dopo la votazione a maggioranza, su proposta del consigliere PD Francesco Filipponi, di sciogliere la seduta odierna di assemblea e la sospensione di quelle già programmate per i prossimi due giorni, alcuni consiglieri di opposizione hanno occupato la sala del Consiglio. A darne notizia è un comunicato di Enrico Melasecche (I love Terni) sottoscritto anche da 5 consiglieri del Movimento 5 Stelle da Thomas De Luca, Patrizia Braghiroli, Valentina Pococacio, Angelica Trenta, Federico Pasculli.

“Colpo di mano” lo definisce Melasecche, mentre De Luca rincara la dose con un “Siamo di fronte all’apocalisse della città e loro scappano”. Il nodo, secondo gli occupanti, sta nell’allungare i tempi di un’eventuale caduta del governo cittadino, con la finalità di superare i tempi ammissibili per poter andare al voto a maggio 2018, invece che dover subire un anno di possibile commissariamento e potendo rinnovare il proprio governo solo alla naturale scadenza del 2019.  [Aggiornamento di Sara Cipriani]


Pubblicato alle 17:22 – Terni nel limbo. Nessun dibattito sul dissesto del Comune, nessun confronto sulle dimissioni del sindaco. Si è chiuso in un giro d’orologio uno dei consigli comunali più infuocati che la città dell’acciaio ricordi.

Sebbene all’ordine del giorno non ci fossero punti collegati alla bocciatura del piano di rientro della Corte dei conti, né alla decisione del primo cittadino, il clima a palazzo Spada era da stadio: cori, brusio e malumore hanno accompagnato l’ingresso in consiglio di Giuliano Rossi, sostituto di Andrea Zingarelli, e tutto il resto della discussione, fino al contestato epilogo.

Il punto di svolta è stato indicato dal capogruppo del PD, Francesco Filipponi, che ha preso la parola, chiedendo di sciogliere la seduta in corsa e “sconvocare” quelle in programma domani e mercoledì, con l’obiettivo, probabilmente, di preparare una seduta ad hoc in cui discutere dissesto e dimissioni.

Su Filipponi e sulla maggioranza di palazzo Spada si è abbattuta una tempesta di contestazioni. “Lasciateci liberare questa città”, dice Angelica Trenta (M5S), mentre Enrico Melasecche (I love Terni) rincara: “Avete paura dei cittadini che dovreste rappresentare”.

Il voto dell’aula, però, lascia poco spazio al dibattito: 18 favorevoli, 12 contrari e un astenuto. Seduta sciolta e prossime assemblee rinviate. Il pubblico grida “buffoni”, il futuro di Terni si allontana di un altro passo.

 

share

Commenti

Stampa