Dimissioni Marini, la Cgil è per voltare pagina

Dimissioni Marini, la Cgil è per voltare pagina

Documento del direttivo umbro: “Fine politica di una legislatura molto deludente”

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In Umbria l’inchiesta in corso, che ha colpito i vertici istituzionali della nostra Regione, ha sancito la fine politica della legislatura, dal nostro punto di vista fortemente deludente. Qualsiasi tentativo di protrarla ulteriormente sarebbe solo accanimento terapeutico. Sul piano giudiziario, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a prova contraria, la magistratura deve fare la sua parte fino in fondo e quello che non funziona va affrontato“. E’ una bocciatura senza appello quella del comitato direttivo della Cgil dell’Umbria, che si è riunito oggi a Perugia, alla presenza della vicesegretaria generale della Cgil nazionale, Gianna Fracassi, assume la relazione del segretario generale Vincenzo Sgalla e le conclusioni della compagna Fracassi. Una bocciatura che arriva alla vigilia del voto sulle dimissioni della presidente Catiuscia Marini e mentre gli irriducibili attendono un ripensamento dal nazionale per cercare di prolungare ancora, almeno di qualche mese, la legislatura.


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La Cgil rivendica però il lavoro svolto dal personale ospedaliero: “Teniamo, altresì, a sottolineare che l’onestà e la professionalità delle nostre Rsu e del personale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia – si legge nel documento – è stata dimostrata nel corso degli anni, raggiungendo risultati importanti nella tutela della salute delle persone. Per la Cgil, dunque, le inchieste in corso non devono oscurare il buon operato di medici, infermieri e personale amministrativo, il cui obiettivo è e resta la salute dei pazienti“.

Umbria in affanno: i nodi

Ma poi esprime anche preoccupazione per la situazione generale dalla regione: “Intanto, i cittadini e le cittadine dell’Umbria sono quotidianamente preoccupati per una situazione regionale molto difficile: la ricostruzione post-sisma che non parte, le infrastrutture bloccate, il futuro di molte aziende incerto e, più in generale, per il lavoro che non c’è. Da anni, insieme a Cisl e Uil chiediamo un nuovo modello per l’Umbria, un piano regionale, in grado di individuare nuovi potenziali assi di sviluppo per la nostra regione. Da questa crisi così profonda si può uscire soltanto aprendo una fase “costituente” per la nostra Regione, nella quale il dibattito politico sia incentrato sulle potenzialità, su come indirizzare le risorse europee, quelle presenti e quelle future, su come gestire il rapporto con le multinazionali – a partire da Ast, dal cui futuro dipende una parte consistente della nostra economia regionale -, su come governare la rivoluzione digitale in atto, su come rilanciare un welfare pubblico universale e garantire qualità e sostenibilità ambientale. Queste – insieme alle piattaforme unitarie provinciali che specificano le nostre proposte sulla compatibilità industriale e ambientale, sulla nuova circolazione delle merci e delle persone, sulla costruzione di nuovi lavori che consentano una rigenerazione dei servizi e sul superamento della critica condizione del lavoro femminile – sono le basi per favorire una condivisa e costruttiva ripresa dell’Umbria“.


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Progetto nel quale è considerata centrale la ricostruzione post-terremoto “i cui ritardi sono denunciati quotidianamente dalle popolazioni del cratere e dalla Cgil, che continua a svolgere in quei territori un ruolo di grande importanza nel garantire aggregazione e partecipazione“.

E ancora: “Il nodo infrastrutture sta assumendo sempre più per l’Umbria il carattere dell’emergenza: dalla E45 tutt’ora chiusa al traffico pesante nonostante le promesse del ministro Toninelli, ai poli logistici mai partiti, ad un sistema viario assolutamente carente, ad una ferrovia regionale ormai in ginocchio, fino all’aeroporto di Perugia che ormai di internazionale ha soltanto il nome“.

La fuga dei cervelli

In queste condizioni – si legge ancora nel documento – troppi giovani abbandonano la regione, offrendo la loro intelligenza e professionalità ad altri territori. Un nuovo progetto per l’Umbria deve partire da loro, dai loro bisogni e dai territori in cui vivono, studiano o lavarono. Per questo le prossime, imminenti, elezioni comunali, possono ancora rappresentare un’occasione per rilanciare un’identità regionale, a partire dal capoluogo Perugia, basata sui valori fondanti dell’identità dell’Umbria. Valori come solidarietà, inclusione, apertura al mondo, tolleranza e rispetto per le differenze“.

Europee e critiche al governo

Il direttivo della Cgil guarda anche agli imminenti appuntamenti elettorali. Con le elezioni europee considerate “un appuntamento decisivo per le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori in Europa, in Italia e nella nostra regione”. La situazione internazionale richiede un’Europa “unita“,ma anche “diversa e incisiva“,  come indicato nell’appello per l’Europa sottoscritto dai sindacati insieme alla Confindustria. La guerra dei dazi scatenata dall’amministrazione Trump sta disegnando una nuova mappa degli equilibri economici mondiali.

A fronte di questa grande sfida, il direttivo regionale della Cgil dell’Umbria esprime “sdegno per i contenuti e i toni dell’attuale fase politica nazionale, che vede un finto dualismo tra le due anime del governo, Lega e Cinque Stelle, finalizzato solo all’ottenimento del consenso elettorale. Inoltre, è sempre più preoccupante l’escalation di violenza, razzismo e neofascismo che attraversa il paese, con continui episodi di intolleranza, figli di un clima politico che il ministro dell’Interno, tra un comizio e un selfie, continua ad alimentare“.

La Cgil umbra guarda poi con preoccupazione la cosiddetta autonomia differenziata, giudicata una “secessione dei ricchi”, che penalizzerebbe ulteriormente e in maniera drammatica le regioni meridionali e certamente anche l’Umbria, allargando la spaccatura già esistente in maniera irreparabile.

 

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