Covid, l'Umbria (e non solo) in zona arancione si "ribella"

Covid, l’Umbria (e non solo) in zona arancione si “ribella”

Redazione

Covid, l’Umbria (e non solo) in zona arancione si “ribella”

Lun, 25/01/2021 - 18:17

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Covid, l’Umbria (e non solo) in zona arancione si “ribella”

Dalle Assemblee d'Italia lettera a Conte sui ristori dopo l'iniziativa di Squarta | Tesei con i governatori leghisti: rivedere i parametri delle fasce di rischio

Si “ribella” l’Umbria. E lo fanno molte altre Regioni in zona arancione per il rischio Covid.

L’Assemblea plenaria della Conferenza dei Parlamenti regionali ha accolto
la proposta avanzata dal presidente dell’Assemblea legislativa
dell’Umbria, Marco Squarta, che chiedeva di “aiutare le categorie
economiche d’Italia penalizzate dalle restrizioni e dalle limitazioni
previste per le zone arancioni”.

La lettera a Conte per i ristori

E così il presidente Romberto Ciambetti, a nome di tutti i presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome d’Italia, ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo, insieme agli altri rappresentanti dei ministeri competenti, di “verificare congiuntamente le misure da mettere in atto per il sostegno delle zone arancioni”.

Nel nuovo documento elaborato dalla Conferenza si legge: “Se il criterio
delle colorazioni sta sortendo un buon esito per ciò che riguarda il
contenimento della diffusione del contagio, qualche difficoltà in più si
riscontra rispetto al tema dei ristori alle categorie produttive”.

La Conferenza dei Parlamenti regionali chiede dunque di conoscere “in maniera dettagliata lo stato dell’arte dei ristori erogati fino a questo momento, anche nell’ottica di mettere concretamente a disposizione la totale collaborazione dei Consigli locali, per definire le prossime misure”.

A destare attenzione è la situazione di quelle realtà che si trovano in zona arancione, dove, a causa dei mancati introiti legati ad aperture contingentate dal divieto di spostamenti tra comuni, i commercianti
e le categorie economiche lamentano anche la mancata previsione di specifici ristori.

I governatori leghisti contestano i parametri per le fasce di rischio

Ma dopo il caso Lombardia (regione tornata da rossa in zona arancione per un errore di conteggio dei dati) i governatori della Lega chiedono di rivedere i parametri e le procedure per stabilire il colore delle regioni in base al rischio epidemiologico.

Una richiesta che è stata firmata anche dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, insieme ai governatori Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Christian Solinas (Sardegna), Nino Spirlì (reggente Regione Calabria), Luca Zaia (Veneto).

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