Coronavirus, verso la proroga dello stop per le scuole: le cause

Coronavirus, verso la proroga stop scuole: le cause

Massimo Sbardella

Coronavirus, verso la proroga stop scuole: le cause

Gio, 04/03/2021 - 13:10

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Coronavirus, verso la proroga stop scuole: le cause

La curva dei contagi scende, ma più lentamente | Variante inglese ora prevalente, attacca di più i giovani, asintomatici | Oggi il parere del Cts

Coronavirus, verso la proroga dello stop alle scuole in Umbria. Il Comitato tecnico scientifico si riunirà oggi pomeriggio (giovedì) per analizzare le disposizioni del nuovo Dpcm che entrerà in vigore sabato e gli ultimi dati sull’andamento dei contagi in Umbria. E su questi sarà formulato un parere alla Giunta regionale in vista della nuova ordinanza della presidente Tesei.

Ma la parola d’ordine, come spiega il direttore generale Claudio Dario, è “cautela“. Insomma, l’indicazione è quella di frenare sulla riapertura delle scuole. E questo sulla base di due fattori.

I contagi scendono, ma lentamente

Il primo è la lentezza con la quale stanno scendendo le curve dei contagi e dei ricoveri. Una situazione che vede l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Bolzano in controtendenza rispetto agli aumenti medi a cui si assiste in Italia.

L’aggiornamento sui contagi in Umbria
Rt a 0,88

Tuttavia, nell’Umbria che ha anticipato la terza ondata e che quindi ne sta uscendo prima delle altre regioni, dopo un forte decremento dei nuovi contagi, il miglioramento è più lento nell’ultima settimana.

La variante inglese supera quella brasiliana

L’altro aspetto che induce gli esperti a predicare cautela sulla riapertura delle scuole è la trasformazione biologica ed epidemiologica del virus che sta circolando in Umbria. Dopo una iniziale prevalenza della variante brasiliana, che pare più aggressiva e forse più letale per le persone anziane (cosa che spiegherebbe anche l’impennata di decessi nel Perugino rispetto ai dati dei contagi di novembre), ora anche in Umbria si assiste ad un aumento di quella inglese: il 51% dei casi, secondo l’ultimo sequenziamento, con la variante brasiliana (di cui l’Umbria è stata baricentro) al 36%.

Variante inglese, sottolinea Dario, più contagiosa e che colpisce molto i giovani, che da asintomatici diventano veicolo di infezione nelle famiglie.

I dati sui contagi tra i giovani

L’incidenza per classi di età dei contagi vede nell’ultima settimana una uniformità in Umbria. Con un leggere aumento tra i piccoli fino a 2 anni.

Al 3 marzo, gli alunni umbri positivi al Covid in Umbria (dove però le scuole sono aperte solo nel Ternano) sono 19: 8 bimbi dell’infanzia e 3 della primaria, 6 delle medie e uno delle superiori, a cui si aggiunge un contagio nello scuolabus. Cinque i casi in più negli ultimi 3 giorni. E tre il personale positivo.

Due i focolai, cioè classi con almeno due casi positivi al Covid. Gli alunni in isolamento sono passati in 3 giorni da 182 a 403.

Nuovo Dpcm, sulle scuole molte decisioni alle Regioni

Il nuovo Dpcm del presidente Draghi, che entrerà in vigore da sabato 6 marzo, affida molte decisioni alle Regioni sulla chiusura o apertura delle scuole.

Le regole del nuovo Dpcm anti Covid fino a Pasquetta

La chiusura automatica di tutte le scuole di ogni ordine e grado scatta in caso di zona rossa.

In zona arancione, dove dovrebbe essere confermata l’Umbria, i presidenti di Regione possono obbligare alla didattica a distanza nei territori dove si raggiunge un’incidenza di 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. O comunque in presenza di particolari situazioni di rischio, come appunto l’alta circolazione delle varianti.

Del resto, già in Umbria molti sindaci del Perugino ritengono che sia ancora rischioso riaprire le scuole. Al punto che alcuni, nell’ultima settimana, hanno deciso di tenere comunque chiusi anche gli asili nido.

Ecco perché nel Perugino, salvo restrizioni territoriali ancora più mirate, si dovrebbe confermare la chiusura delle scuole anche nella prossima settimana.

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