Consiglieri e assessori morosi: nomi sussurrati, cifre e altre “soffiate”

Consiglieri e assessori morosi: nomi sussurrati, cifre e altre “soffiate”

Il Comune prende tempo e avvia un’inchiesta interna sulla fuga di notizie | In tre hanno pagato, due hanno debiti pesanti | Le reazioni dei protagonisti: silenzi, presunti errori nelle cartelle e attacchi politici


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Tra meline, evidenti conflitti di interesse e sofismi tecnici, i capigruppo consiliari si sono ritrovati con il presidente Varasano e con il segretario generale Vichi per affrontare la questione dei consiglieri e degli assessori morosi nei confronti del Comune, perché debitori di Tari (soprattutto), ma anche Imu e multe non pagate.

Una vicenda nata quasi casualmente, sulla scia di quanto si era verificato a Terni, e “scoperchiata” da una richiesta di accesso agli atti presentata da un consigliere dell’opposizione. Con un esito sorprendente per lui stesso: ai controlli degli uffici comunali erano risultati debitori dell’ente due assessori e quattro consiglieri comunali (più un quinto, il cui debito non risulterebbe però ancora iscritto a ruolo). Consiglieri e amministratori che in base allo Statuto comunale ed alla conseguente dichiarazione da loro firmata, potrebbero decadere dalla loro carica. E, forse, avere qualche “problemino” ulteriore proprio a seguito della dichiarazione firmata, in cui sostenevano – evidentemente in modo falso – di non avere carichi pendenti verso il Comune di Perugia. Così come a qualche “problemino” potrebbe andare incontro qualcuno degli uffici, per le modalità con cui sono stati effettuati (o non sono stati effettuati) i controlli in questi anni, per la mancata verifica della veridicità di alcune dichiarazioni (ed i conseguenti atti per contestare il debito) e per le soffiate che, forse, sono state fatte a qualcuno degli amministratori interessati perché si mettesse in regola prima che la vicenda diventasse di dominio pubblico. Oltretutto, nella soffiata sarebbe stato fatto anche il nome del consigliere che, con la sua richiesta di accesso agli atti, ha scatenato il putiferio. E che si è tirato addosso in un colpo solo, pare, critiche dai consiglieri coinvolti, da quelli che non lo sono e che si vedono additati come “aggiratasse” dai cittadini (almeno finché non saranno resi noti ufficialmente i nomi degli esponenti politici morosi), da alcuni dipendenti dell’Ente. Insomma, meglio che la pentola non fosse stata scoperchiata, così da arrivare tranquilli sino alla scadenza della consiliatura, il prossimo anno.

I mancati incassi del Comune e quelle “strane” proposte di rottamazione delle cartelle

E dire che per un Comune che ha conosciuto lo scandalo del buco di Bilancio e che si è trovato a dover alzare molte aliquote per evitare di ritrovarsi una nuova voragine, con la Corte dei conti che nei suoi rilievi batte sempre sulla scarsa capacità di riscuotere i crediti, i controlli su quanto dovuto da tutti i cittadini, a cominciare dagli inquilini di Palazzo dei Priori, dovrebbero essere la priorità. Tra l’altro, nelle ultime manovre la Giunta Romizi ha puntato molto sulla necessità di migliorare la macchina comunale, facilitandone le modalità di controllo e di riscossione di multe e tributi non pagati. Alla luce di quanto emerso in queste ultime ore, vengono lette con sospetto le insistenze con cui qualche consigliere, tra le file della maggioranza, ricordava al sindaco gli impegni assunti in campagna elettorale per la riduzione della pressione fiscale, spingendosi anche a proporre la rottamazione delle vecchie cartelle.

Urla, imbarazzi e silenzi nella riunione dei capigruppo

Così come evidenti sono sembrati alcuni conflitti di interesse nella seduta dei capigruppo. “Nonostante la mia richiesta di accesso agli atti, seconda a quella iniziale presentata da un altro consigliere di minoranza – afferma la pentastellata Cristina Rosetti – alla riunione non è stato portato alcun dato. Ufficialmente, ne sappiamo meno di voi giornalisti. Anche se poi – aggiunge – ormai i nomi li conosciamo e sono stati verificati…”.

Nomi e rispettivi debiti non sono stati portati alla riunione perché gli uffici, ha spiegato il segretario Vichi, stanno ancora effettuando le dovute verifiche. “In realtà – attacca Rosetti – quel che sospettiamo è che gli uffici non abbiano effettuato i dovuti controlli neanche dopo i fatti di Terni. E se l’iscrizione a ruolo dei debiti accertati è anteriore al 2014 – prosegue – non è stata neanche fatta valere l’incompatibilità al momento dell’insediamento”.


Consiglieri orosi a rischio revoca, ma a filo di gong


Quanto ai possibili rilievi penali per le dichiarazioni mendaci, dal Comune spiegano che queste, per come erano state elaborate, non si configuravano come autocertificazioni ai sensi di legge. “Ma d’ora in poi si cambia” è stato aggiunto. Già, giusto in tempo per l’insediamento di un nuovo Consiglio comunale, l’anno prossimo.

Nomi, cifre e altre “soffiate”

Ormai, dentro (e fuori) Palazzo dei Priori, i nomi di assessori e consiglieri che sono (o erano, alcuni) morosi si conoscono. Anche perché tutti i consiglieri comunali hanno accesso all’elenco di chi, almeno, è indietro con la Tari. Ma non per tutti si può parlare di una dimenticanza: nell’elenco di chi non paga c’è anche chi ha accumulato circa 20mila euro di debiti, nel tempo, per tasse varie. Non rispondendo ai solleciti dell’Ente. Insomma, di pagare una cartella o una multa ci si può dimenticare, ma più tasse e per anni, significa che c’è una volontà di non voler mettere mano al portafoglio pensando di farla franca. C’è anche un altro consigliere che ha una situazione debitoria molto pesante; una volta tanto, si guarda bene dal commentare la vicenda. C’è poi un consigliere che giura che si tratta di un errore di Equitalia, anche se al momento non risulterebbe un contenzioso in atto. Un altro esponente ancora, di minoranza, ha sanato il suo “peccatuccio” (lieve almeno nell’entità economica). E bolla la vicenda come frutto di un attacco personale nella perenne faida di partito.

I due assessori, poi, hanno subito messo mano al portafoglio. Ma quando, ci si chiede? E se lo chiedono anche i due consiglieri che hanno effettuato l’accesso agli atti: se si dovesse scoprire che si sono messi in regola dopo la prima istanza inoltrata agli uffici, sarebbe la prova che, qualcuno, li ha avvertiti. Un’inchiesta interna al Comune su eventuali fughe di notizie, informa il segretario generale, è stata avviata.

Decadenza: tempi e modalità

Sì, ma alla fine, quanti rischiano davvero di dover lasciare Palazzo dei Priori, con ignominia – si sarebbe detto ai tempi di Fortebracci – prima della scadenza naturale? Una volta ultimate le verifiche (ed occorrerà vedere i tempi di questo minuzioso lavoro), ai consiglieri che ancora risultassero in regola (non, quindi, ai due assessori ed al consigliere che hanno accettato il suggerimento di pagare) sarebbe notificata una contestazione formale, con un termine perentorio per adempiere. Salvo controdeduzioni e nuova istruttoria. Con la scadenza del mandato che, a quale punto, si avvicinerebbe pericolosamente. “Qualcuno sarà rimosso” assicurano dai banchi dell’opposizione. Ma i tempi sono stretti. Certo, quando i nomi che tutti sussurrano saranno ufficializzati, qualcosa, anche nella composizione delle liste per le prossime comunali, potrebbe cambiare.

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