A poche settimane dall’entrata in vigore della nuova Legge Regionale in materia di lavori pubblici e di regolarità contributiva, se ne è parlato nel dettaglio, per la prima volta, questa mattina presso l’Auditorium di Confindustria Perugia nel corso di un incontro organizzato da ANCE Umbria rivolto alle imprese edili associate, alle Amministrazioni appaltanti e ai professionisti che operano sul territorio regionale. Il tema trattato ha suscitato tanto interesse tra gli operatori, confermato anche dalla numerosissima partecipazione all’incontro, anche perché con questa nuova disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva (L.R. n. 3/2010) vengono introdotte alcune problematiche che in alcuni casi rappresentano delle innovazioni profonde e le quali sono state diffusamente trattate dai relatori presenti.
Dopo l’apertura dei lavori da parte dell’Ing. Stefano Pallotta, presidente ANCE Umbria, sono seguiti gli interventi dell’Ing. Luciano Tortoioli, direttore Ambiente Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria, che ha parlato delle principali novità apportate dalla legge regionale, dell’Avv. Stefania Rosi Bonci, Responsabile Sezione Tecnico Giuridica Ambiente Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria, che ha approfondito il tema delle modifiche nella fase di aggiudicazione e di esecuzione dell’appalto, e del Prof. Antonio Bartolini, professore di Diritto Amministrativo dell’Università degli Studi di Perugia, il quale ha collocato la legislazione regionale nell’attuale quadro normativo. Infine, dopo gli interventi dell’Ing. Roberto Baliani (ordine degli ingegneri di Perugia) e del sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti (in rappresentanza dei Comuni come stazioni appaltanti pubbliche), ha concluso l’incontro il presidente di ANCE Perugia Massimo Calzoni.
ANCE Umbria ha ritenuto necessario organizzare questo incontro non soltanto per approfondire la materia, ma anche per mettere sotto i riflettori le gravissime problematiche che al momento affliggono il mercato delle opere pubbliche, sia a livello nazionale che regionale. Difficoltà che investono soprattutto il tessuto imprenditoriale costituito dalle piccole e medie imprese – artigiane e non – di costruzione.Stefano Pallotta, presidente di ANCE Umbria, all’inizio del suo intervento, ha effettuato una lapidaria analisi del settore delle costruzioni: “La crisi è sempre più grave – ha detto – e l’immobilismo non aiuta, ma servono misure urgenti. La dura realtà è che siamo in presenza di una riduzione drastica delle risorse destinate ai lavori pubblici e, in particolare, dobbiamo registrare una vera e propria emergenza per quanto riguarda leinfrastrutture”.
Il presidente Pallotta ha poi sottolineato un dato drammatico che testimonia il grave rischio che corrono le piccole e medie imprese, che costituiscono la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale della nostra regione: “Il mercato dei piccoli lavori pubblici, quelli al di sotto di 1 milione di euro, ormai sta andando a picco. Inoltre si verifica – ha aggiunto Pallotta – il gravissimo fenomeno della concorrenza anomala nelle gare anche di modesto importo, con centinaia di concorrenti che a volte offrono ribassi sconsiderati e non rispettosi dei reali costi di produzione, finalizzati alla acquisizione ad ogni costo della commessa. Infine, la misura dei ribassi registrati (che in alcuni casi eclatanti rilevati ha già superato la soglia incredibile del 50%), desta non poche preoccupazioni”. “Sulla nuova legge regionale – ha affermato Pallotta – l’aspettativa degli operatori del settore era di una elaborazione legislativa di ampio respiro, dalla programmazione delle risorse ad una vera semplificazione, dalla incentivazione dell’utilizzo degli strumenti innovativi (project financing, global service, leasing in costruendo), ad una concreta standardizzazione dei comportamenti e della attività contrattuale delle stazioni appaltanti che operano nel territorio, senza tralasciare la previsione di specifici incentivi finalizzati a stimolare i processi di aggregazione tra imprese. Su questi aspetti ci sembra di poter dire che il disegno di legge non riesce a soddisfare tutte le aspettative che si erano stratificate negli anni, pur se ridimensionate dalla collocazione marginale della legislazione regionale in materia, operata dalla sentenza della Corte Costituzionale, che ha ristretto significativamente gli spazi di manovra della legislazione regionale”.
La nuova legge che il Consiglio Regionale dell’Umbria ha approvato nella seduta del 12 gennaio scorso, per la sua piena operatività, come ha ricordato Luciano Tortoioli, avrà bisogno della successiva approvazione di alcuni Regolamenti attuativi entro sei mesi dalla entrata in vigore. “Per quanto riguarda il ricorso alla Corte Costituzionale – ha detto Tortoioli – sono convinto che non ci siano caratteri tali da mettere in discussione l’impalcatura della legge. I problemi poi si risolvono, non solo attraverso la semplificazione, ma anche con un piano che rivitalizzi gli investimenti e con partenariati più solidi. Inoltre, se mancano progettazione, equa remunerazione delle opere e severa attività di controllo tutti i nostri sforzi diventano vani”. “Apprezziamo – ha affermato Massimo Calzoni, presidente di ANCE Perugia – l’intento positivo con cui è stata fatta la nuova norma, ma solo in questo modo non si risolvono i gravi problemi economici che affliggono il settore. Mettiamo sempre più paletti e ci dimentichiamo che manca invece l’elemento fondamentale, ovvero che al momento non c’è lavoro”. “Più che entrare nel merito dei criteri con cui vengono elaborate le leggi – ha così concluso Calzoni – sono convinto della necessità di una pubblica amministrazione che, con uno spirito di servizio ancora più marcato, riesca ad aumentare la sua funzione di committenza anche per selezionare le imprese del nostro sistema produttivo”.