Il Partito democratico di Spoleto l'ha ribadito ieri: occorre entrare nella nuova Comunità montana. Ma finora nessuna delibera va in questa direzione. Per questo un gruppo di dipendenti dell'ente montano dei monti Martani e del Serano ha deciso di prendere posizione, attraverso una nota diramata poco fa e molto critica nei confronti dell'amministrazione comunale.
“E' ormai attuativa – spiegano i dipendenti – la riforma delle Comunità Montane. Infatti la Presidente della Giunta Regionale ha emanato il decreto di costituzione dei nuovi Enti. E' prevista l'unificazione della Comunità Montana di Spoleto con quella del Monte Subasio di Valtopina. Per quel che riguarda il territorio dello Spoletino viene disposta l'esclusione del Comune di Spoleto, a meno che lo stesso non richieda espressamente di entrare a far parte della nuova comunità montana.I Comuni di Gubbio e di Città di Castello – evidenziano i lavoratori spoletini – hanno chiesto da tempo di far parte dei nuovi Enti, in quanto parte integrante di uno stesso sistema geografico ed economico. All'atto della richiesta si sono concretamente impegnati ad investire risorse ed a delegare funzioni proprie. Si tratta di un atto importantissimo in quanto consentirà di continuare ad investire risorse nei territori di appartenenza di detti Comuni”.
Non mancano di esprimere preoccupazione i dipendenti della Comunità montana dei monti Martani e del Serano: “In questa ottica, come dipendenti di un ente che fino ad oggi ha investito ingenti risorse nel comprensorio Spoletino, di diversa fede politica, e di diversa provenienza, non possiamo che essere molto preoccupati del futuro della nostra città, in quanto il Sindaco del Comune di Spoleto, la Giunta ed il Consiglio Comunale non hanno ritenuto la questione neanche meritevole di un dibattito sul futuro di un Ente così importante per l'economia cittadina. A questo punto viene spontaneo domandarsi: quali sono le vere ragioni che hanno portato di fatto l'Amministrazione Comunale a scegliere di rimanere fuori dal nuovo Ente? Risultato è che il Comune di Spoleto non farà parte della nuova Comunità Montana e la città di Spoleto, gli operatori economici del territorio e i cittadini tutti verranno privati di una risorsa fino ad oggi importantissima. La scelta del Sindaco, dettata da ragioni incomprensibili, probabilmente non creerà agli attuali dipendenti altro che qualche disagio, ma sarà estremamente dannosa e miope per il territorio spoletino e per la sua economia e certo non saranno più previste nuove assunzioni.L'indotto della attività operativa della Comunità Montana, ricordiamo, è di qualche milione di euro all'anno e verrà di fatto stornato a beneficio di altri territori. La scelta del comune impoverirà ulteriormente l'economia locale.Non si comprende quale possa essere la convenienza economica del Comune. Il Comune non potrà neanche entrare in possesso di parte del patrimonio, come il Sindaco sostiene, in quanto giuridicamente questo è impossibile, considerato che la Comunità Montana, è un Ente locale autonomo.Fatto sta che la città – conclude la nota del gruppo di dipendenti – si avvia verso un completo isolamento, come già è avvenuto per la ASL, come avverrà per la Comunità Montana, come sta avvenendo per le fermate dei treni e chissà per quant'altro ancora. Sia ben chiaro, infine, che a nulla servono gli ordini del giorno o le mozioni proposte da qualche gruppo politico, occorre una deliberazione come hanno fatto i Comuni di Città di Castello e Gubbio nell'interesse dei loro territori, solo così si potrà restituire dignità alla città e al suo comprensorio, nell'ottica di una rinnovata collaborazione con gli altri Comuni e con la Regione dell'Umbria”.