Maggioranza in fibrillazione, chi vuol staccare la spina? - Tuttoggi

Maggioranza in fibrillazione, chi vuol staccare la spina?

Carlo Ceraso

Maggioranza in fibrillazione, chi vuol staccare la spina?

Mer, 16/09/2020 - 08:15

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Maggioranza in fibrillazione, chi vuol staccare la spina?

E’ sempre più in fibrillazione la maggioranza politica che sostiene la giunta a trazione leghista di Spoleto

E’ sempre più in fibrillazione la maggioranza politica che sostiene la giunta a trazione leghista di Spoleto. E la situazione non sembra destinata a migliorare.

Prova ne sia l’ultima riunione andata in scena lunedì sera quando, nella sede della Lega di via XXV aprile, si è ritrovata una parte dei sostenitori della amministrazione.

Ma a pesare di più erano le assenze.

Difficile dire se i presenti possono ormai considerarsi i fedelissimi di De Augustinis, certo è che i loro nomi tornano pressoché uguali a quelli che giovedì scorso sono rimasti in Consiglio comunale nonostante il fuggi-fuggi di colleghi di maggioranza e opposizione che non ha consentito di raggiungere il numero legale.

La riunione di lunedì sera era, almeno nelle intenzioni, l’occasione per capire come riappacificare i due fronti, quelli che vorrebbero un immediato cambio di passo da parte della Giunta e quelli a cui, tutto sommato, la situazione può andar bene anche così.

Tra scintille, prese di posizione…

L’incontro, a quanto trapela, non è stato proprio all’insegna di rose e fiori, con il capogruppo di Fd’I, Stefano Polinori, che ha ribadito la linea tenuta nell’ultima assise consiliare: o sui tributi si accetta quanto proposto dal partito di Giorgia Meloni e votato all’unanimità dal consiglio comunale o il gruppo da domani sarà libero di votare secondo coscienza e nel solo interesse degli spoletini.

Un altolà che pesa come un macigno dal momento che su 16 consiglieri incluso il sindaco (9 quelli dell’opposizione), Fd’I ne annovera 3 – Polinori, Di Cintio e Santirosi – in grado quindi di abbassare l’asticella al minimo di 13. Una sola defezione o anche un voto contrario in più, e la maggioranza andrebbe sotto.

Ecco quindi che le assenze di ieri l’altro hanno un significato importante per la tenuta del governo cittadino.

…e pesanti assenze

Se la Lega schierava il presidente del consiglio Sandro Cretoni, l’assessore Maria Rita Zengoni, il capogruppo Davide Militoni e il consigliere Giampaolo Fagotto, risaltava clamorosa l’assenza del segretario Riccardo Fedeli e dei consiglieri più votati alle elezioni quali Stefano Proietti (263, che del Consiglio è anche Vice presidente) e Cesare Loretoni (172). Assente anche la consigliera Debora Pompili (180) ritenuta però vicina alla governance e in particolare all’assessore Flavoni.

Per Laboratorio c’erano l’assessore Beatrice Montioni e Roberto Ranucci: mancava “mr. preferenze” Massimiliano Montesi (248) che negli ultimi giorni ha esternato anche pubblicamente il proprio ‘strappo’ con la Giunta.

Per Forza Italia era presente il capogruppo Filippo Ugolini, con la consigliera Marina Morelli che ha preferito disertare l’appuntamento.

Difficile comprendere quanti tra gli assenti potrebbero staccare la spina.

L’idea (bocciata) del tavolo regionale

Cretoni e Militoni, nella improbabile impresa di riannodare i fili, hanno giocato allora la carta di spostare la vertenza su un tavolo di confronto regionale, lasciando così la partita ai vari coordinatori: l’onorevole Virginio Caparvi (Lega), il sindaco di Perugia Andrea Romizi (Forza Italia) e il senatore Franco Zaffini (Fd’I).

Una proposta respinta da Fratelli d’Italia che ha sottolineato come la problematica è di natura prettamente locale e non c’è alcun bisogno di ‘benedizioni’ o ‘pressioni’ dall’alto.

Da capire poi se Caparvi intende seguire la linea di Cretoni e Militoni, apparentemente sempre più distanti dal coordinamento regionale.

La battuta “scornatevi tra di voi”

Nel corso della riunione è arrivato anche il sindaco Umberto De Augustinis, accompagnato dall’assessore Angelo Loretoni, che ha approfittato dell’incontro per fare il punto della situazione su alcuni punti tecnici ed amministrativi.

Nessun riferimento alla situazione politica. Tanto che, finito l’intervento, ha abbandonato i lavori con una frase che non è stata molto apprezzata da alcuni dei presenti: “ora devo andare, vi lascio scornare tra di voi”.

Probabilmente una battuta mal riuscita ma che la dice lunga su come il primo cittadino non solo non intende farsi tirare per la giacchetta dalle forze politiche ma non è molto disponibile a un confronto con le varie anime della maggioranza.

Maggioranza, il banco di prova

Il primo test per la tenuta del governo lo si avrà già domani, giovedì 17 settembre, quando per le 15 è prevista la convocazione del Consiglio comunale.

Al primo punto all’ordine del giorno la “Ratifica della delibera di giunta 124/2020, variazioni d’urgenza al bilancio pluriennale 2019-2021 – bilancio provvisorio 2020”, una pratica che ha il suo ‘peso’ per la tenuta delle casse comunali e sulla quale difficilmente la maggioranza potrà fare capolino.

E’ però sugli altri punti all’odg che la questione potrebbe farsi complicata.

Attesa anche per le comunicazioni dell’opposizione, specie dopo che giovedì scorso il capogruppo Profili ha annunciato una ‘pesante’ interrogazione sulla spinosa e ancora irrisolta pratica delle scuole Dante Alighieri e Prato Fiorito.

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