'Ceramiche Noi' più forte di ogni crisi, raddoppia da 11 a 22 lavoratori - Tuttoggi

‘Ceramiche Noi’ più forte di ogni crisi, raddoppia da 11 a 22 lavoratori

Davide Baccarini

‘Ceramiche Noi’ più forte di ogni crisi, raddoppia da 11 a 22 lavoratori

Mer, 27/10/2021 - 12:49

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La cooperativa tifernate investe sul futuro nonostante la crisi post pandemica, comunicato ai dipendenti il passaggio a tempo indeterminato | Il presidente Brozzi “Siamo quello che siamo anche grazie a loro, anzi grazie a Noi”

Si è svolto ieri (26 ottobre) in Comune “Fare insieme è fare in grande”, incontro per esplorare strategie di ripartenza post Covid organizzato da Ceramiche Noi – eccellenza artigianale del ‘Made in Italy’ specializzata nelle ceramiche da tavola – e Gruppo DigiTouch (Cloud Marketing Company quotata sul mercato AIM Italia), in collaborazione con Legacoop Umbria, Confimi Industria e il Comune di Città di Castello.

Da 11 a 22 lavoratori

La notizia più bella dell’evento è arrivata proprio da Marco Brozzi, oresidente di Ceramiche Noi il quale, proprio qualche ora prima dell’incontro, aveva annunciato ai suoi dipendenti, a scadenza di contratto, “che diventeranno lavoratori a tempo indeterminato, perché siamo cresciuti anche grazie a loro. Si sono integrati, sono diventati parte della famiglia ed è giusto continuare a crescere insieme. Da 11, siamo diventati 22, abbiamo raddoppiato la nostra forza in due anni di attività”.

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Fortunatamente – ha spiegato Lorenzo Giornelli, responsabile commerciale di Ceramiche Noi – vediamo il futuro abbastanza roseo e promettente. Stiamo tentando l’apertura di nuovi mercati, e stiamo tentando di riprendere clienti che purtroppo avevano risentito maggiormente dalla pandemia, ma che stanno avendo dei programmi molto interessanti di rilancio. Speriamo che sia soltanto l’inizio di una nuova grande avventura”.

La stabilizzazione dei dipendenti annunciata in questa sede è stato un messaggio bellissimo. – ha dichiarato il neo sindaco Luca Secondi Ha offerto alla città un segnale forte: chi scommette nel futuro con capacità e competenza poi i risultati li ottiene. Spero diventi un monito che altre realtà possano emulare”.

L’esempio di Ceramiche Noi, il “workers buyout” come soluzione

Durante la tavola rotonda “Fare Insieme è fare in grande” centrale è stata nel dibattito, la prospettiva di rilancio aziendale attraverso lo strumento dei workers buyout, quello che permette ai dipendenti di “riprendersi” un’azienda in crisi e che proprio per Ceramiche Noi è stato motivo di rilancio.

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È uno strumento – ha precisato Matteo Ragnacci, Presidente di Legacoop – che pensiamo sia una delle soluzioni di uscita da questa pandemia. Ceramiche Noi ha dimostrato carattere, coraggio e visione futura. Questo chiediamo alle nostre imprese cooperative: cercare di guardare al futuro trovando gli strumenti migliori per affrontarlo. Vogliamo preservare lavoro, competenze, territorio e manualità”.

Abbiamo sostenuto l’avvio di Ceramiche Noi con una partecipazione di 150mila euro – ha detto Gianluigi Granero di Coopfond (fondo mutualistico di Legacoop) – Incontrare persone che con la loro passione e competenza animano i progetti d’impresa nati dalle ceneri di un impresa fallita è sempre un’esperienza toccante, che rende esplicite le ragioni dell’agire cooperativo e incarna l’essenza e le funzioni del Fondo”.

Un film su Ceramiche Noi?

A chiudere i lavori è toccato ancora al presidente Brozzi, che ha scaricato l’emotività con commozione: “In questi due anni di ‘fare insieme’ siamo riusciti a creare un gruppo più che un’impresa, lavorando tanto. Speriamo ora di ‘fare in grande’, continuando a crescere e mantenendo il nostro posto di lavoro e le nostre priorità. E chissà magari qualcuno, come già si vocifera, ci noterà e vorrà fare un film su di noi”.

La storia di Ceramiche Noi

Agli operai di Ceramisia di Città di Castello era stata comunicata la delocalizzazione in Armenia ad agosto 2019. Dopo i primi attimi di sconforto, messi di fronte alla possibilità di perdere il lavoro, questi hanno deciso di investire nel proprio futuro. Si sono uniti in cooperativa ed hanno fondato Ceramiche Noi, investendo 180 mila euro, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittando il capannone.

Tutti per uno un sogno per tutti recita lo slogan impresso sulla pelle con un tatuaggio dai dipendenti (nella foto), che adesso acquista un significato maggiore, diventando il tratto distintivo di chi ce l’ha fatta. Undici artigiani che in pochi mesi sono riusciti a rimettere in moto il business, riconquistando alcuni dei precedenti clienti e conquistandone nuovi sul mercato. Oggi è una realtà in crescita che offre lavoro a 22 dipendenti con un bacino clienti esteso su 4 continenti.

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