L'Arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto, mercoledì 31 marzo in una gremita chiesa cattedrale, la Messa Crismale, uno dei momenti più significativi e fecondi nella vita di una Diocesi. Frutti solenni di questa antica liturgia sono gli oli benedetti: quello dei catecumeni segnerà quanti ricevono il Battesimo; l'olio degli infermi ungerà i malati ed i sofferenti per invocare su di essi forza e consolazione; il Crisma consacrerà il cristiano nei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e del Sacerdozio. Nel corso della concelebrazione, animata dalla Cappella Musicale del Duomo, si è levata una preghiera speciale per tutti i sacerdoti della Chiesa di Spoleto-Norcia, in modo particolare per quelli che in questo 2010 ricordano l'anniversario dell'ordinazione: don Vito Stramaccia e l'agostiniano padre Ciro Musiello preti da 25 anni; padre Virgilio Alfonsi, passionista, e padre Arsenio Sampalmieri, cappuccino, ricordano 50 anni di sacerdozio; don Dario Dell'Orso, don Baldassarre Ferroni, don Sante Quintiliani, padre Bernardo Ceccarelli, dei frati minori, padre Remo Piccolomini, agostiniano, insieme con don Armando Petrelli festeggiano 60 anni di sacerdozio; infine, don Aldo Giovannelli, don Salvatore Leonardi e don Eusebio Severini sono preti da 65 anni. Così si è rivolto loro l'Arcivescovo nell'omelia: «ogni giorno salite l'Altare del Signore e ne discendete, umili e grandi, poveri eppure ricchissimi, “dispensatori dei misteri di Dio” (1 Cor 4,1)».
Poi, a tutto il “suo presbiterio” mons. Boccardo ha detto: «la nostra missione ci destina agli uomini; ci invia al mondo, nel mondo, per il mondo. Ci vuole tra gli uomini, per servirli poveramente e gioiosamente, per annunciare loro la buona novella. Missione esaltante ed esigente, che non si esercita nella potenza ma nella debolezza, non nell'orgoglio ma nell'umiltà, non nel dominio ma nel servizio». Mentre da più parti si tenta di disfare col fango l'immagine del sacerdozio, l'Arcivescovo Boccardo ha messo in risalto la bellezza e la ricchezza di una vita spesa per il Signore. «Vogliamo rendere omaggio ai “nostri preti” – ha detto – e a tutti quei preti che con umile e costante dedizione offrono la testimonianza di una vita donata senza riserve nella riproposizione quotidiana delle parole e dei gesti di Gesù, cercando di aderire a Lui con i pensieri, la volontà, i sentimenti e lo stile di tutta la loro esistenza. Tutti siamo testimoni delle loro fatiche apostoliche, del loro servizio infaticabile e nascosto, della loro carità».
Il Venerdì Santo l'Arcivescovo Boccardo presiederà la Via Crucis cittadina (ore 21) dalla Basilica di S. Gregorio Maggiore alla chiesa della Madonna di Loreto di Spoleto. Si ripeterà ancora l'invito della liturgia: “Ecco il legno della croce. Adesso fu appeso il Salvatore del mondo. Venite adoriamo”. Ci si prostrerà alla croce del Signore, documento dell'amore di Dio. Si rivivrà la più grande novità della storia: dalla morte di Gesù si rinasce ad una vita diversa. «In questo Venerdì Santo – afferma mons. Boccardo, siamo chiamati a guardare con cuore attento alle passioni che prolungano nel mondo quella di Gesù. Nel silenzio di questa giornata, mentre misuriamo l'amore di Dio guardando alla croce di suo Figlio, tutti vogliamo essere purificati da quell'acqua e da quel sangue sgorgati dal costato di Cristo. È il modo per riprendere il cammino con la fiducia e la certezza che il Signore ci porta con sé e non ci lascia soli».