Caso cani e canile, l'intervento del consigliere Tempesta

Caso cani e canile, l’intervento del consigliere Tempesta

Redazione

Caso cani e canile, l’intervento del consigliere Tempesta

Mar, 06/12/2022 - 12:58

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L'esponente del Gruppo misto ripercorre le ultime vicende che hanno riguardato la struttura di Bardano e la possibile apertura di un canile sanitario

A poche ore dall’annunciato trasferimento degli animali dal canile di Bardano, confermato dal sindaco Bardani nell’incontro avuto con i volontari delle associazioni animaliste che accudiscono i cani, nel dibattito in corso su questo tema e su quello della possibile futura apertura di un canile sanitario a Orvieto interviene il consigliere comunale Alessio Tempesta, del Gruppo misto.

Riportiamo qui la sua nota, in cui ripercorre le ultime vicende e fa le sue valutazioni sul canile.


Entro l’8 dicembre via i cani da Bardano
Dibattito sul canile sanitario


L’intervento del consigliere Tempesta

“Contrariamente a quanto da tempo già in mia conoscenza, prendo atto che, a distanza di 36 ore dall’incontro in esso citato avvenuto lunedì 28.11.2022 tra il Sindaco di Orvieto e le Associazioni animaliste del territorio, l’amministrazione comunale pare intenda rivalutare la propria posizione originaria, cioè la destinazione già decisa di fare a Bardano il laboratorio di analisi delle corate e patologie suine.

Già il 30.08.2022 manifestai per iscritto al Sindaco, vice Sindaco, staff Sindaco, Segretario Comunale, Comandante della Polizia Municipale ed Assessore al Bilancio, le mie perplessità sulla scelta di destinare i locali ambulatoriali dell’attuale canile di Bardano a futuro laboratorio di analisi delle corate e patologie suine.

Quanto sopra semplicemente perché, come suggerito nella lettera aperta del 24.11.2022 dalle associazioni animaliste di Orvieto, ritengo che quella struttura possa essere almeno destinata a canile sanitario e/o struttura di primo soccorso, con bassissimi costi di adeguamento, quindi il luogo deputato a raccogliere i cani vaganti o abbandonati, in attesa che vengano reclamati, prima di essere destinati al canile-rifugio, struttura di cui, come normato anche nella L.R. 11/2015, ogni Comune dovrebbe dotarsi in base alle proprie dimensioni e ambito territoriale, e che anche Orvieto dovrebbe avere.

I cani vaganti

Si sappia che, essendo il canile di Bardano inibito all’ingresso dei cani rinvenuti sul territorio comunale (da quasi 4 anni è sotto sequestro perché non più del tutto rispondente agli standard necessari infrastrutturali previsti per legge), i cani vaganti del territorio orvietano vengono oggi destinati al canile sanitario più vicino, quello di Schifanoia a Narni, e costano alle casse comunali una retta giornaliera superiore al costo sostenuto invece per ogni cane nel canile comunale di Bardano, oltre a rendere difficoltoso ed oneroso il recupero da parte degli eventuali proprietari, in assenza di microchip.

Sterilizzazione gatti

Nella stessa lettera aperta si suggeriva anche che al canile di Bardano sarebbe opportuno lasciare disponibili alcuni locali interni per la sterilizzazione dei gatti randagi delle colonie feline, come già avviene attualmente a cura della Asl veterinaria, e magari anche per la degenza breve post interventi di quei gatti eventualmente necessitanti di ciò. Il gattile è legge una struttura che può essere realizzata in un canile sanitario. Ma questa è un’altra storia… avremo tempo di approfondirla in futuro.

L’analisi delle corate di suini e cinghiali

Affermare che nello stesso luogo dell’attuale canile possa sussistere un laboratorio di analisi delle patologie suine e delle corate, e contestualmente un canile sanitario, e/o un luogo di primo soccorso per cani e gatti randagi, e/o un ambulatorio per la sterilizzazione, significa non considerare l’incompatibilità sanitaria e comunque i rischi di contaminazioni per tale convivenza, e significa anche non essere consapevoli degli spazi e dei locali esistenti a Bardano. 

Il possibile canile sanitario

Sull’affermazione riportata nell’articolo che si valuterà insieme alla Asl veterinaria la possibilità di destinare il canile di Bardano a canile sanitario, informo che non è la Asl veterinaria l’organo deputato a decidere se realizzarlo o meno, ma solo l’organo deputato a riconoscerne le caratteristiche infrastrutturali, che tra l’altro Bardano possiede in pieno (ambulatori, celle riscaldate, box adeguati) e quanto sopra a seguito di una semplice richiesta che viene fatta da parte del Comune.

Inoltre ogni ambito Asl veterinario dovrebbe avere un canile sanitario, almeno pubblico. Oggi, nella provincia di Terni, sussistono solo 2 canili sanitari, privati, convenzionati con i Comuni, che quindi corrispondono ad essi una retta per i propri cani allocati presso queste strutture.   

I costi

In merito ai costi di realizzazione di canile comunale/rifugio/parco mi permetto di considerare che i 260.000 euro ancora oggi presenti e stanziati in bilancio nel 2019 dall’amministrazione precedente per realizzare il primo stralcio del nuovo canile comunale nello stesso sito di quello esistente, sarebbero comunque utili e sufficienti a coprire i fabbisogni di un nuovo canile-rifugio, proporzionalmente ai cani mediamente appartenenti al comune di Orvieto.

Il secondo stralcio per altri 200.000 euro circa, previsto in data da destinarsi e progetto da definirsi, avrebbe permesso di ampliare e migliorare la struttura per ospitare anche altri box ed ulteriori attività, come quelle di un parco-canile, per l’appunto.

Luogo inadatto

Confermo di aver sempre sostenuto, pubblicamente e privatamente, che a Bardano non fosse opportuno realizzare il nuovo canile-rifugio comunale nello stesso sito di quello esistente, in quanto ubicato a ridosso del mattatoio e dei depuratori della frazione.

Ho quindi sempre sostenuto, pubblicamente e privatamente, e lo ribadisco con questa nota che, non realizzando il nuovo canile-rifugio comunale in quel luogo, si dovesse invece aprire da parte dell’amministrazione comunale, una nuova visione, un nuovo e più moderno approccio al rapporto uomo-animale per la nostra comunità, anche attraverso l’unica soluzione alternativa possibile, quindi da me sempre proposta, cioè la realizzazione del parco-canile.

Le domande all’amministrazione comunale

Evidenzio che, in merito alla possibilità di realizzare un parco-canile, quando si dichiara nell’articolo in oggetto “Abbiamo sondato altre soluzioni sul territorio comunale ma non sono state trovate aree idonee e compatibili con la presenza di un parco canile la cui nuova realizzazione avrebbe comportato una spesa superiore al milione di euro.” chiedo e considero:

1) chi ha valutato tali “soluzioni” e chi le ha confrontate con chi? Non certo con me (consigliere delegato al benessere animali?).

2) chi ha illustrato, ed a chi sono stati illustrati, quali fossero i motivi ostativi ed oggettivi che ne avrebbero impedito la realizzazione? Non certo con me (consigliere delegato al benessere animali?).

3) come e perché in un territorio comunale come quello di Orvieto che si estende per 280 km quadrati non sia possibile trovare 1 ettaro di terreno per realizzare un parco-canile?

4) che la cifra dichiarata di 1 milione di euro per realizzarlo appare quanto meno approssimativa e roboante al tempo stesso, perché l’ufficio tecnico comunale non ha redatto un progetto di parco-canile né tale valutazione è stata affidata ad un tecnico esterno, conseguentemente un preventivo di spesa non c’è.

5) Per logica, se poco meno di 500.000 € totali, tra l’altro spalmabili in una programmazione di molti anni a venire (ho sempre sostenuto 10/15), sarebbero stati sufficienti a realizzare una struttura d’eccellenza, come è possibile che servano adesso 1.000.000 ero a distanza di 3 anni?

Il conto economico di massima della realizzazione di un parco-canile di proprietà comunale, anche nel caso fosse necessario accedere ad un mutuo per realizzarlo, dimostrerebbe che realizzarlo non solo farebbe risparmiare soldi nel tempo rispetto a pagare una retta per ogni cane da mantenere presso struttura di altro Comune, ma potrebbe portare soldi alle casse comunali per le caratteristiche intrinseche di tali strutture e le attività ad esse correlate, ma anche perché i Comuni limitrofi pagherebbero al Comune di Orvieto la retta per i propri cani, ospiti sul nostro canile.

No, il parco-canile non si è voluto realizzare perché qualcuno ha deciso che non si doveva realizzare! Per ragioni economiche, politiche, di diversa valutazione o visione sul tema? Mi piacerebbe capirlo come consigliere comunale e come cittadino sensibile al tema.

L’importanza per Orvieto e il comprensorio

Certo è che, dal mio punto di vista, essendo Orvieto il comune capofila dei 12 comuni del territorio, non avere un canile-rifugio o meglio ancora un parco-canile significa precludere una fondamentale azione di formazione, educazione ed evoluzione civica dei cittadini, ma soprattutto dei giovanissimi e delle future generazioni per accrescere la sensibilità della comunità verso queste tematiche, significa non fare le dovute campagne di sensibilizzazione, di contrasto del randagismo ed a favore delle adozioni dei cani abbandonati, significa annullare opportunità educative e sociali molto rilevanti. Nei parchi-canile, strutture modernamente organizzate presenti in molti Comuni d’Italia e che non sono quindi solo dei luoghi di reclusione di cani randagi, si effettuano attività di pet therapy, di recupero ed impiego di persone diversamente abili, di anziani e ragazzi di ogni età. Quindi non iniziare a pensare ed a ragionare per la propria comunità nella direzione di un luogo con quelle caratteristiche, significa precludere alla propria comunità un luogo di socializzazione, di cultura e di sano animalismo, dove la cittadinanza si impegna in attività varie e si stringe intorno all’amore per gli animali, soprattutto quelli abbandonati e meno fortunati. Anche se ciò dovesse avere un costo, che io considererei un investimento.

La figura del consigliere delegato al benessere animale

Preciso dunque che io non sono mai stato il consigliere delegato al benessere degli animali in quanto la delega non è mai stata formalizzata nei miei confronti, e non è stata mai neanche informalmente sottolineata e ribadita ai dirigenti di settore, al punto così da non avere io alcun riconoscimento di autorevolezza sui temi animalisti nelle sedi istituzionali e negli uffici di settore, fermo restando quindi solo il diritto d’iniziativa garantito dallo Statuto del Comune di Orvieto per il consigliere comunale.

Dal primo giorno della mia elezione, essendomi occupato di animalismo da sempre, ho suggerito, indicato, sollecitato e proposto azioni da compiere per allineare l’amministrazione anche alle norme legislative esistenti. Tali suggerimenti sono stati presentati verbalmente, e/o formalizzati per iscritto attraverso le mie email e le mozioni in consiglio comunale.

Mi rendo disponibile a qualsiasi confronto, pubblico o privato, con chi avesse piacere di avere maggiori informazioni in questo ambito.

La vita del volontario dei randagi, cani e gatti in special modo, è fatta di escrementi, di ferite, di dolori, di paure, di sevizie e soprusi impressi nei ricordi e nei corpi di quei poveri animali.

Essendo stato io un volontario attivo, conosco bene cosa voglia dire, e posso permettermi di raccomandare attenzione a chi vede nell’animalismo solo un’attività da lustrini e paillettes; sarebbe come quando si guardano le vetrine dei negozi del centro addobbate per Natale scegliendo il regalo dell’ultimo momento, mentre non si degna di uno sguardo il mendicante seduto poco distante, come se non esistesse.

Ecco, il problema degli animali randagi e della loro tutela e benessere, che, non solo ai cittadini orvietani ma a tutti i lettori della presente nota ricordo essere disciplinata da legge nazionale e regionale, ad Orvieto non c’è. Non c’è, solo però se giriamo la testa dall’altra parte, come si fa con il mendicante. Io non ne sono capace”.

Alessio Tempesta, consigliere comunale di Orvieto Gruppo misto 

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