E' stata rinviata al 16 gennaio -per via dello sciopero degli avvocati penalisti- l'udienza del processo sulla morte di Aldo Bianzino, falegname di 44 anni di Pietralunga, morto nel carcere di Capanne il 14 ottobre 2007 in un tragico episodio sul quale nel corso di due processi non è stata ancora fatta definitivamente luce.
Diverse decine di persone oggi si sono radunate di fronte al palazzo di Giustizia di Perugia, in piazza Matteotti, dove avrebbe dovuto tenersi una nuova udienza a carico di Gianluca Cantoro, guardia giurata incaricata della sorveglianza del detenuto nella notte del decesso, che deve rispondere dell'accusa di omissione di soccorso e falsificazione di registro.
“Aldo poteva essere uno di noi, chiunque”, ha detto fuori dal tribunale uno dei membri del comitato “Verità e giustizia per Aldo”, nato proprio per chiedere chiarezza sull'intera vicenda. “Per questo vogliamo che non succeda più. Per questo vogliamo sapere cos'è successo”.
La vicenda – Aldo Bianzino fu trovato morto nella sua cella del carcere di Capanne, due giorni dopo essere stato arrestato nel suo casolare di Pietralunga, dov'era stato sorpreso a coltivare marijuana. La vicenda ha richiamato l'attenzione di tutta Italia quando il medico legale di parte Patumi, a poca distanza dal decesso, riferì ai familiari che il corpo mostrava lesioni agli organi vitali provocati da colpi mirati. La versione fu però ribaltata nel corso di una prima indagine per omicidio volontario anche dallo stesso Patumi, il che comportò l'archiviazione dell'accusa. Il processo in corso tenta di far luce sul comportamento di Cantoro, guardia carceraria incaricata della sorveglianza la notte del decesso di Bianzino.
“Saremo qui il 16 gennaio”, hanno scandito alcuni membri del comitato, provenienti da Perugia e Pietralunga, che hanno inscenato una piccola manifestazione sulle scale del palazzo delle Poste centrali, dove hanno intonato il coro “Verità! Verità!”. (fda)