Carabiniere a luci rosse resta agli arresti domiciliari, la decisione del Riesame - Tuttoggi

Carabiniere a luci rosse resta agli arresti domiciliari, la decisione del Riesame

Sara Minciaroni

Carabiniere a luci rosse resta agli arresti domiciliari, la decisione del Riesame

La difesa aveva chiesto la revoca delle misure cautelari
Mer, 24/02/2016 - 17:28

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E’ accusato dei reati di adescamento, violenza sessuale aggravata e concussione nei confronti di una prostituta e di una ragazza con problemi psichici, il carabiniere, ora sospeso dal servizio che ieri mattina è comparso davanti al Tribunale del riesame assistito dal suo legale l’avvocato Nicola Di Mario. Per quasi due ore è stata discussa la richiesta di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare o la sostituzione con una misura meno afflittiva, avanzata dall’avvocato nel corso di un’udienza durante la quale sono state vagliate  le circostanze relative alle indagini che hanno portato all’arresto del militare nei giorni scorsi. Oggi il Riesame ha depositato il dispositivo di rigetto dell’istanza, stabilendo così che il carabiniere resti in stato di arresto ai domiciliari. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 30 giorni.

Le intercettazioni che integrano l’ordinanza di custodia cautelare, e i vari video del brigadiere, reperiti dai colleghi dell’Arma, testimonierebbero secondo la procura, le insistenti pressioni fatte dal militare ad una ragazza affetta da “inferiorità psichica” per indurla ad avere rapporti sessuali e convincerla a fare foto e filmini erotici da rivendere. Fatti e parole che hanno indotto il giudice a scrivere come il brigadiere, “senza alcun dubbio”, cercasse di allettare una delle ragazze con la promessa di “facili e inverosimili” guadagni, approfittando “della posizione di autorevolezza conferita dal proprio ruolo” e, allo stesso tempo, “della palese fragilità emotivo/relazionale della vittima per ottenerne favori sessuali”. Da qui l’accusa di concussione. 

E sempre secondo l’avvocato Di Mario, nessuna pressione sarebbe stata commessa ai danni della seconda donna rientrata nella vicenda, una prostituta verso la quale anche se si ammettono abuso e una certa intromissione nella sfera della libertà della suddeta, andrebbe comunque escluso un vantaggio indebito, al quale la presunta vittima avrebbe potuto aspirare, in quanto cittadina comunitaria e regolare che n0n aveva quindi bisogno di aspirare a benefici tramite il suo accondiscendere alle richieste del carabiniere.

E proprio nel caso della prostituta spagnola ricevuta in caserma (rivoltasi alle autorità per denunciare molestie telefoniche da parte di un cliente), secondo l’accusa, l’uomo, alla luce di una personalità “al limite del patologico”, si sarebbe avvalso, allo stesso modo, “del potere persuasivo costituito dalla sua qualità di pubblico ufficiale in divisa” per ottenere dalla donna favori sessuali. Ad avvallare ciò la giustificazione dell’uomo a non pagare le prestazioni della prostituta, proprio perché “sarebbe disdicevole per uno nella sua posizione”.

Secondo la difesa del carabiniere la concussione non sussiste perché nei noti video sequestrati dagli inquirenti nel computer del militare  non sarebbe emersa prevaricazione coercitiva  nei confronti della prostituta, né alcuna minaccia ulteriore. Per quanto riguarda invece l’induzione indebita, non vi sarebbe stato abuso di qualità o di poteri esercitati dal pubblico ufficiale, secondo la difesa infatti il carabiniere avrebbe “soltanto anticipato la propria eventuale disponibilità a svolgere attività d’ufficio in favore della donna”.

E la difesa ha poi sostenuto per quanto riguarda la posizione dell’assistito in merito alla ragazza con disturbi psichici, di cui la procura lo accusa di essersi approfittato, secondo DiMario le indagini devono dire quale fosse l’indice rivelatore di difetti cognitivi. Da quali elementi quindi il carabiniere si sarebbe dovuto accorgere che la ragazza aveva dei problemi? Secondo il carabiniere non se ne poteva essere accorto perchè guardando il suo profilo Facebook questo era ricco di interazioni, quindi secondo il legale questo dimostrerebbe che il militare non avrebbe potuto distinguere la particolare difficoltà nelle relazioni da parte della ragazza.

E intanto con la decisione di oggi, salgono a tre i giudici che hanno stabilito che il militare rimanga agli arresti.

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