Per la Ternana sembra non esserci pace e, dopo il silenzio stampa imposto dai Rizzo in conseguenza ai 4 schiaffi rimediati in casa contro il Campobasso, rispunta anche il problema debiti. A quanto pare, infatti, sembra che in queste ore siano arrivate in via della Bardesca diverse richieste di ingiunzioni pagamento legate alle precedenti gestioni e che hanno portato la Ternana Calcio ad accumulare milioni di debiti (Tuttoggi lo scriveva già nel luglio 2025). Difficile stabilire con precisione una cifra esatta, visto che i Rizzo hanno scoperto un vero e proprio vaso di Pandora. Procuratori, fornitori, stipendi, nel libro nero dei conti c’è un po’ di tutto e la politica di ristrutturazione societaria e finanziaria intrapresa dai Rizzo si trova a dover fronteggiare nuove scadenze che certo non fanno bene all’umore in casa rossoverde. La chiusura del box della mix zone al Liberati post sconfitta, struttura della società Algeco, potrebbe essere una delle evidenze di questa situazione d’emergenza.
Ternana, fornitori non pagati: c’è anche il Comune
A bussare alla porta dei Rizzo ci sarebbero dunque diversi fornitori e, tra questi, dovrebbe esserci anche il Comune di Terni, per la questione della video sorveglianza dello stadio legata alla gestione D’Alessandro: l’Ente pagò di tasca propria i lavori che le forze dell’ordine avevano chiesto per questioni di sicurezza per evitare che, nell’ipotesi playoff, la Ternana dovesse giocare lontana dal Liberati. Stando ai rapporti, non proprio da baci e abbracci, tra Bandecchi e i Rizzo è facilmente ipotizzabile che il Comune si sia messo in coda tra i creditori. Il silenzio stampa deciso dai Rizzo non sembra legato soltanto all’aspetto sportivo, anche perché le persone più vicino alla famiglia sembrerebbero confermare un certo fastidio crescente dei Rizzo nei confronti di una situazione che, dopo due esposti in Procura, inizia a farsi piuttosto intricata e pesante.