E’ stato monitorato per alcuni giorni, fotografato e immortalato anche in un video, con le immagini – compresa quella della targa della sua auto – che poi sono state diffuse via whatsapp tra le chat delle scuole di Foligno ma anche in quelle di altre città. Sostenendo in un audio non solo che sia aggirasse con fare sospetto vicino una scuola del centro, ma che avrebbe anche addirittura cercato di rapire una bambina. Ora il folignate, finito suo malgrado nell’occhio del ciclone, è pronto a querelare chi ha innescato questa bufala diventata virale nel giro di poche ore.
La sua “colpa”? Aver accompagnato ed atteso, negli ultimi giorni, la moglie fuori dalla scuola in cui lavora, invece di aspettarla a qualche decina di metri di distanza come aveva sempre fatto finora. E il suo passeggiare davanti all’istituto scolastico è stato scambiato per il monitoraggio di qualche malintenzionato.
Lui, che tra l’altro è un rappresentante delle forze dell’ordine in pensione ed è marito di una insegnante, è rimasto basito da quanto accaduto. “Capisco benissimo che se si nota qualcosa di strano ci si preoccupi, alla luce anche dei tentati rapimenti di bambini di cui si è parlato nelle ultime settimane in Italia – commenta a Tuttoggi.info – ma non condivido le modalità: in certi casi si devono segnalare le proprie perplessità alle forze dell’ordine, non fare foto e video e diffonderle così, commettendo vari reati, tra cui la violazione della privacy, la diffamazione e il procurato allarme“. Reati per i quali l’uomo sta valutando di sporgere una denuncia, mentre ha già iniziato a ricostruire a ritroso chi siano gli autori di messaggi, foto e video diffusi.
Tra l’altro, come detto, l’uomo è il marito di una insegnante della scuola da cui sarebbe partito l’allarme. Sarebbe bastato poco per chiarire l’equivoco e stroncare sul nascere l’allarme sull’esistenza di un presunto malintenzionato. Per questo il folignate ora auspica che anche l’istituto scolastico prenda provvedimenti, chiarendo la situazione nelle modalità che gli sono di competenza, oltre, appunto ad agire legalmente per tutelare la sua immagine.