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CANTI E DISCANTI, A PALAZZO CANDIOTTI INAUGURATA LA SEZIONE DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA (photogallery TO®)

Redazione

CANTI E DISCANTI, A PALAZZO CANDIOTTI INAUGURATA LA SEZIONE DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA (photogallery TO®)

Dom, 10/07/2011 - 09:50

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Non solo musica e teatro (o meglio, “music” e “theatre”). Dopo il concerto d’apertura “Kocani Orkestar” di King Naat Veliov and the Original Kocani Orkestar a Largo Carducci (giovedì 7) e l’esperimento teatrale “Tarot’s Suite N. 1” di Lemuri Teatro in collaborazione con Zoe Teatro a Palazzo Candiotti (venerdì 8, in replica venerdì 15), si è aperta nella serata di ieri, sempre all’interno degli spazi del Palazzo dove ha sede l’Ente Autonomo Giostra della Quintana – e per la precisione al piano terra e al secondo piano – anche la sezione “photo” dell’Umbria World Fest dedicato a Vincenzo Foglietta, “Canti e Discanti”, giunto ormai alla sua decima edizione. Una sezione, questa dedicata alla fotografia, riproposta per il secondo anno a conferma e consolidamento del suo successo e della sua grande qualità: non è certo un caso che le quattro mostre, “Look & Loop”, “Soy Cuba”, “Shadows” ed “Estonian Magnificent Wild Nature” siano segnalate da National Geographic Italia sul proprio portale.
Look & Loop”, a cura di Stefano Simoncini, photo editor Loop Magazine e Riccardo Venturi, vincitore del World Press Photo 2011, rappresenta gli scatti della crisi da New York all’Iran e dalla Birmania all’Egitto. La crisi economia e le trasformazioni globali che l’hanno innescata, le guerre e le rivolte, i conflitti sociali e i disastri ambientali: la crisi molteplice e permanente del mondo attuale testimoniata dagli scatti di 22 importanti fotoreporter mondiali. Dal Premio Pulitzer Rick Loomis a Pietro Masturzo, il giovane napoletano vincitore del Word Press Photo 2010, arrestato dopo aver documentato la protesta delle donne sui tetti di Teheran, fino a Ashley Gilbertson, vincitore della medaglia d’oro “Robert Capa”. La mostra offrirà un mosaico di immagini sui temi fondamentali del nuovo millennio. Dalle fabbriche occupate a Buenos Aires ai clochard che vivono nella metro di New York, dalla guerra in Iraq, fino alla liberazione di Aung San Suu Kyi in Birmania e all’immigrazione in Italia.
Soy Cuba” di Giancarlo Ceraudo, a cura di Marco Pinna e staff editor National Geographic Italia. Perché Cuba non è più quella di una volta. A 52 anni dalla revolución, il paese sembra sul punto di entrare a tutti gli effetti nel mondo capitalista. Ma il fascino dell’utopia castrista è duro a morire, e sopravvive ancora negli angoli meno battuti dai turisti. Il fotografo Giancarlo Ceraudo si muove in queste nicchie di resistenza, afferrando istantanee di un passato che scappa veloce, ma anche, inevitabilmente, il volto del e del cambiamento in atto.
L’essenza dell’anima cubana che non può dimenticare mezzo secolo di storia si manifesta con forza nelle fotografie di “Soy Cuba”, soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell’isola caraibica. Cuba sono loro.
Shadows” di Riccardo Venturi, a cura di Stefano Simoncini, rappresenta la memoria dei martiri libici. Sembrano fantasmi i martiri libici, che guardano o muoiono da carte strappate e consunte, che rendono l’idea del tempo e della storia, della lotta della memoria contro l’oblio, e del difficile senso che da eventi così violenti e tragici si può ricavare. Foto di manifesti, cioè ritratti di ritratti, che allontanandoci dal soggetto come in un cannocchiale al contrario, in realtà ci proiettano violentemente nel suo mondo, nella sua solitudine ultima, nel dolore assoluto suo e dei suoi familiari. Un’idea fortissima quella di Venturi, quanto mai opportuna in una guerra e in una rivolta come quella Libica, che risultano quanto mai opache, dove la propaganda ha giocato un ruolo sporco, mettendo in secondo piano un’informazione sana, quella che dovrebbe parlare dei desideri e dei bisogni, delle rivendicazioni e delle sofferenze del popolo, che dalla storia è stato schiacciato, ieri e oggi.

Infine “Estonian Magnificent Wilde Nature” di Remi Savisaar in collaborazione con l’Ambasciata dell’Estonia in Italia. La natura Estone e il Grande Nord si svelano nei paesaggi di Saavisar in tutta la loro imponenza e solennità. La mostra ci trasporta in una dimensione lenta e incontaminata; luoghi dove nascono le fiabe, dove regna incontrastato il ritmo della natura ed i protagonisti sembrano soggetti eterni ed estranei al veloce scorrere del tempo degli uomini. “..e per un istante ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità…”.
“L’Ente Autonomo Giostra della Quintana ha concesso per queste quattro mostre una cornice meravigliosa” ha debuttato durante la presentazione delle esposizioni Piter Foglietta, direttore artistico di Canti e Discanti. “Per questo ringrazio la qui presente vicepresidente Maria Rita Lorenzetti, così come Aldo Amoni, presidente della Confcommercio di Foligno e Comprensorio. “Questa è un’importante operazione culturale per la città di Foligno” ha invece proseguito l’assessore alla cultura Elisabetta Piccolotti. “A Foligno mancava l’impegno su questo terreno, ora invece è di altissimo livello e qualità, affrontando poi quest’anno i problemi e i grandi avvenimenti del mondo, temi che valorizzano questo bellissimo Palazzo”.
Le quattro mostre sono visitabili ad ingresso libero fino a sabato 23 luglio, tutti i giorni dalle 18.30 alle 24.00 e sabato e domenica anche dalle 11.30 alle 13.00.

(Elisa Panetto)
© Riproduzione riservata

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