Buco di bilancio Spoleto, Loretoni in aula “Sospetti e controlli, ecco come abbiamo scoperto tutto”

Buco di bilancio Spoleto, Loretoni in aula “Sospetti e controlli, ecco come abbiamo scoperto tutto”

Entra nel vivo il processo per il buco di bilancio del Comune di Spoleto scoperto nel 2013, acquisiti verbale e registrazione del consiglio comunale | Ascoltati dal giudice l’assessore tra i firmatari della denuncia ed il consulente della Procura

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Un esposto presentato in Procura ed uno alla Corte dei conti, poi le dichiarazioni pubbliche in consiglio comunale dell’allora dirigente finanziario del Comune di Spoleto Angelo Cerquiglini. Ma prima c’era stata una attività ben precisa di alcuni consiglieri comunali di opposizione, iniziata da sospetti e proseguita con controlli di numerose carte. Così era stato scoperto nel 2013 il buco di bilancio dell’ente, di circa 9 milioni di euro, ed a ripercorrerlo è stato mercoledì in tribunale l’attuale assessore comunale ai lavori pubblici Angelo Loretoni ed all’epoca capogruppo di Rinnovamento.

L’assessore è stato infatti il primo testimone ascoltato nell’ambito del processo in corso davanti al giudice Cercola (a rappresentare la pubblica accusa il pm Ferrigno) e che vede imputati 5 tra ex dirigenti e funzionari del Comune (soltanto uno ancora in forze all’ente). Si tratta dell’ex direttore generale (ora dirigente della Regione Umbria) Angelo Cerquiglini, difeso dagli avvocati Calzoni e Libori, della dirigente comunale ora in pensione Antonella Quondam Girolamo (difesa dall’avvocato Minci) e dei dipendenti comunali Amedeo Santini (avvocato Tascini), Brunella Brunelli (avvocato Brunelli oggi sostituito dall’avvocato Peparello) e Francesco Duranti (avvocato Finocchi). I cinque sono accusati a vario titolo di aver falsato i documenti contabili dell’ente, in particolare in materia di recupero di Ici e Tarsu; il reato ipotizzato è di falsità di pubblico ufficiale in atto pubblico. Il Comune di Spoleto è parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Tizi.

Angelo Loretoni ha ricordato di essere stato il primo firmatario della denuncia presentata insieme agli allora colleghi Antonio Cappelletti, Zefferino Monini, Gianmarco Profili ed al compianto Fabrizio Cardarelli. “Ci siamo accorti dalle commissioni di bilancio che c’era qualcosa che per noi non era chiara, abbiamo scoperto montagne di residui attivi che erano lì da parecchio tempo: emerse un buco di bilancio di circa 9 milioni ma di fatto c’erano in tutto 36 milioni di euro di poste di bilancio insussistenti tra residui attivi e passivi” ha ricordato Loretoni, spiegando come l’attività di controllo era iniziata sin da subito dopo la sua elezione a consigliere, tanto che già dal 2010 erano stati cancellati una grande mole di residui. “Le titubanze di alcuni dipendenti comunali ci hanno fatto capire che eravamo nel giusto, quindi abbiamo fatto controlli a campione” ha aggiunto, ricordando poi le determine che all’epoca furono definite dall’opposizione ‘clonate’, trovando atti identici ma con i nomi dei contribuenti mescolati per incrementare le poste di bilancio non riscosse che in realtà invece lo erano state.

Quindi le note dichiarazioni dell’allora dirigente Cerquiglini, che in consiglio comunale il 17 giugno 2013 dichiarò di aver agito da “buon padre di famiglia”ammettendo alcune irregolarità. “Fu sospeso e l’amministrazione comunale avviò il riaccertamento straordinario dei residui, con un disavanzo che doveva essere ripianato in 3 anni e che ha provocato ripercussioni per il Comune” ha detto ancora Angelo Loretoni.

Proprio l’ammissione tra gli atti del processo della trascrizione delle riprese di quella nota seduta della massima assise cittadina ha tenuto banco tra accusa e difesa, con quest’ultima che si è opposta. Ed alla fine il giudice si è riservato la decisione in merito, mentre ha acquisito il verbale e la registrazione audio del consiglio comunale. Ma ad essere ammesse tra i documenti prodotti sono state anche le due recenti sentenze della Corte dei conti che hanno assolto gli 11 convenuti per la stessa vicenda, accusati di danno erariale. A fine ottobre 2018, infatti, la Corte dei conti dell’Umbria ha assolto tutti gli imputati (con due diverse sentenze, una sulla questione dell’Ici con 10 imputati, l’altra sulla Tarsu, altri 10, di cui 9 in comune con l’altra vicenda), tra cui l’ex sindaco Daniele Benedetti e l’ex assessore al bilancio Paolo Piccioni, risultati sempre estranei alla vicenda penale. Ma la Procura regionale ha presentato ricorso contro la decisione davanti alla Sezione centrale della Corte dei conti. Ed è quest’ultimo atto che l’avvocato di parte civile Tizi si è riservato di produrre.

In aula mercoledì pomeriggio è stato lungamente sentito anche il professor Alessandro Montrone, docente dell’Università di Perugia e consulente della Procura, che ha riferito sulla sua attività di accertamento svolta sui conti del Comune di Spoleto negli ultimi anni prima del “buco” scoperto nel 2013.

Si tornerà in aula a giugno, quando saranno sentiti il segretario generale del Comune, Mario Ruggieri, e l’ex dirigente comunale Vincenzo Russo (attualmente al Comune di Gubbio).

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