Buco Bilancio Spoleto, indagati e accuse | Riorganizzazione del Comune sospesa

Buco Bilancio Spoleto, indagati e accuse | Riorganizzazione del Comune sospesa

Notificato ai dipendenti comunali in Municipio l’avviso di conclusione delle indagini. Sindaco annuncia sospensione della nomina dei dirigenti

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Sono accusati tutti di falsità di pubblico ufficiale in atto pubblico, l’articolo 479 del codice penale, i sei dipendenti comunali (uno in pensione da qualche anno) finiti al centro dell’inchiesta aperta – come anticipato venerdì da Tuttoggi.info – dalla Procura sul buco di bilancio del Comune di Spoleto. Una vicenda iniziata a seguito dell’esposto presentato dai consiglieri di opposizione che all’epoca facevano riferimento all’associazione Rinnovamento (e che ora siedono sui banchi della Giunta) e culminata con le ammissioni in consiglio comunale, il 17 giugno 2013, dell’ex direttore generale del Comune, Angelo Cerquiglini.

Gli indagati – Ad essere raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini, che a quasi tutti è stato notificato in Municipio, sono 3 dirigenti e 3 funzionari del Comune. Oltre a Cerquiglini, indagato sin dalle prime ore, si sono aggiunti altri 2 dirigenti: Antonella Quondam Girolamo, in qualità di responsabile dello sportello unico per l’impresa e il cittadino, e Vincenzo Russo, per un periodo (nell’estate 2013) responsabile ad interim delle risorse finanziarie del Comune. Dei dipendenti, tutti e tre con in passato funzioni apicali nel settore tributi, sono invece coinvolti nell’inchiesta Brunella Brunelli, Amedeo Santini e Francesco Duranti (quest’ultimo da qualche tempo in pensione). A parte Cerquiglini, gli altri hanno saputo soltanto negli ultimi giorni di essere finiti al centro dell’inchiesta sul buco di bilancio. Qualcuno si aspettava di essere tirato dentro all’indagine, per altri invece è stata una vera e propria doccia gelata. Tutti, comunque, sarebbero pronti a chiarire la propria posizione per cercare di uscire di scena prima che la Procura chieda l’eventuale rinvio a giudizio. Dalla notifica dell’atto giudiziario hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere di essere ascoltati.

Le accuse – Per tutti il reato ipotizzato è uno soltanto, la falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Avrebbero, cioè, secondo la tesi accusatoria, firmato dei documenti con un contenuto non veritiero. Atti che riguardano vari capitoli di cui è composto il bilancio comunale e che riguarderebbero il periodo dal 2011 al 2013. Nel mirino ci sono i “famosi” residui, cioè  i debiti e crediti accumulati dal Comune nel corso degli anni per vari milioni di euro, ma anche contributi relativi al terremoto del 1997, accertamenti su tasse e immobili fantasma. La posizione dell’ex dg Angelo Cerquiglini sarebbe quella più corposa: gli verrebbero infatti contestate 6 ipotesi di reato; tra queste, come era già emerso due anni fa, c’è quella relativa ad un documento per chiedere allo Stato un rimborso dei mancati introiti dell’Ici sulla prima casa, dopo la sua abolizione, nel 2008. Chi invece è finito dentro all’inchiesta per un altro motivo è Vincenzo Russo, comandante della polizia municipale che, nell’estate 2013, dopo il demansionamento di Cerquiglini da parte della Giunta Benedetti, si era accollato l’onere di prendersi la responsabilità ad interim della direzione risorse finanziarie, avviando la delicatissima fase del riaccertamento straordinario dei residui. L’accusa a suo carico è quella di aver firmato una nota di riscontro della consegna dei documenti chiesti dagli inquirenti che già indagavano sul buco di bilancio, ai sensi dell’articolo 256 del codice di procedura penale, indicando “falsamente il mancato ritrovamento di un documento” specifico, che sarebbe stato relativo ai contributi post sisma del 1997. Secondo gli inquirenti, insomma, l’allora dirigente finanziario avrebbe omesso di proposito di consegnare un atto. Una questione che comunque potrebbe essere chiarita nelle prossime settimane.

Comune chiede accesso agli atti… – Al Comune, che nella vicenda è parte lesa, non è stato al momento notificato nulla, né i dipendenti interessati hanno al momento fatto comunicazioni ufficiali. Per questo già lunedì mattina l’amministrazione comunale ha formalmente presentato una richiesta di accesso agli atti alla Procura della Repubblica di Spoleto, come spiega il sindaco Fabrizio Cardarelli (tra l’altro uno dei cinque firmatari, all’epoca dell’esposto sul buco di bilancio). “Abbiamo chiesto di essere edotti in merito ed ora aspettiamo la risposta – dice il primo cittadino – vorremmo sapere ufficialmente che reati sono quelli contestati e chi è coinvolto nell’inchiesta. Se non abbiamo contezza della reale situazione non possiamo prendere provvedimenti”.

…e sospende la riorganizzazione – Una decisione, però, verrà presa nella giornata di giovedì, quando si riunirà la Giunta comunale. Il sindaco preannuncia infatti che la riorganizzazione della macchina comunale verrà al momento sospesa. O per lo meno subirà uno stop momentaneo la selezione interna relativa ai dirigenti, che prevedeva la presentazione delle domande entro il 1 dicembre. L’iter per la nomina, da parte del primo cittadino, dei nuovi incarichi che riguardavano i 6 dirigenti comunali a tempo indeterminato, da assegnare entro il 15 dicembre alle 4 nuove direzioni previste o da far finire in staff, subirà per ora una battuta d’arresto. “Congeleremo necessariamente tutto in attesa di vedere le carte – spiega Cardarelli – non possiamo contestualizzare la pianta organica se non sappiamo prima cosa viene contestato a chi dovremmo nominare a capo di una direzione o di un’altra. Ci potrebbero essere delle ragioni gravissime per le quali alcuni di loro non potrebbero fare più i dirigenti oppure i reati potrebbero essere più lievi. Certo, non è una bella situazione trovarsi 3 dirigenti su 6 indagati, ma non prenderemo comunque provvedimenti – assicura il sindaco – sull’onda dell’emozione”.

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