Breve storia di un portavoce e della sindrome del Toscanello fumato di fretta - Tuttoggi

Breve storia di un portavoce e della sindrome del Toscanello fumato di fretta

Carlo Vantaggioli

Breve storia di un portavoce e della sindrome del Toscanello fumato di fretta

Dom, 20/03/2022 - 08:13

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Polemica rovente dopo la pubblicazione di un post su Facebook del portavoce del sindaco Sisti, contro il ruolo delle opposizioni, "Verginelli immacolati"

Tema: si può essere portavoce (o anche nobilmente, portatori di voce) e al contempo non avere chiari i tempi necessari per fumare un sigaro Toscano con i dovuti modi?

Svolgimento: la domanda appare incomprensibile anche a noi che la stiamo scrivendo, ma siccome ultimamente ci capiamo da soli, a causa della vecchiaia incipiente, abbozzeremo una spiegazione anche per i nostri amati lettori, la più rapida e concisa possibile.

Del fumare veloce e lento

C’è stato un tempo in cui, giovani studenti universitari (era il 1981) iniziammo a fumare il sigaro Toscano. Anzi, trattavasi di Toscanelli (ammezzati), il prodotto più economico reperibile sul mercato e anche di grande ignoranza nicotinica e tabacchiera. L’inesperienza e la paura che il tizzone, come spesso accadeva per una foggia costruttiva approssimativa dell’epoca, si potesse spengere, ci induceva ad una fumata veloce, quasi in fregola, e fatta di grandissime boccate di denso fumo azzurrognolo. Il risultato era che gli occhi tentavano la fuoriuscita dalla loro sede orbitale, la bocca si incendiava e la lingua si gonfiava in misura preoccupante, mentre la cognizione cerebrale delle cose veniva meno. Prendere un cazzotto sui denti faceva meno danni probabilmente.

E’ la stessa identica vertigine, riteniamo, dell’uso del tempo e del metodo che deve aver provato e messo in pratica il nuovissimo portavoce del sindaco di Spoleto, Fabio Pinchi, nel momento in cui ha messo mano a un post di Facebook rivolto alle opposizioni (o meno che fosse) in Consiglio Comunale e alla reazione scatenata successivamente.

Tema del post, i lavori di rifacimento di un piazzale ad uso pubblico in Piazza D’Armi, già finito alle cronache per la situazione pietosa in cui versava, pieno di pericolose buche che durante la pioggia diventavano vere e proprie piscine o laghetti di montagna.

Usando un linguaggio decisamente fuori dal canone istituzionale a lui di competenza per nomina, definendo i suddetti “verginelli immacolati” circa il ruolo svolto nella soluzione del problema buche, nel recente passato amministrativo a guida centrodestra, il Portavoce Pinchi apre il più rapido e fulmineo cortocircuito politico-istituzionale, stante la sua nomina recentissima (questione di giorni), della storia del Comune di Spoleto.

Il tutto condito dall’errore degli errori: la cancellazione del post dopo appena 29 minuti dalla pubblicazione.

Sicuramente un primato da scrivere negli annali delle cronache politiche spoletine, ma in ogni caso definibile come un raro caso di fretta metodologica che ci appare proprio come la famosa prescia di “fumare” senza spengimenti improvvisi il proprio compito/sigaro

Apriti cielo!

I politici di minoranza si sono molto risentiti, anche perchè sulla adeguatezza funzionale di Pinchi si erano già espressi abbondantemente nei giorni scorsi, facendolo, pur legittimamente per loro ruolo e mandato in termini di capacità professionale, anche con una comunicazione aggressiva.

Come quando l’autore di una pagina FB riconducibile a certa parte della minoranza, aveva affrontato l’argomento usando una vignetta con due personaggi-fumetto che discutevano la nomina usando al posto di un normale volto, le terga paffute di qualche prestatore d’opera.

Come dire, se dovessimo misurare le “paraculate” urbi et orbi, volate negli ultimi giorni (e non solo, visto che siamo testimoni diretti di un attacco frontale a Pinchi già dal giorno dell’insediamento del Consiglio comunale), non sapremmo dove volgere lo sguardo per iniziare a misurare e raccontare.

È del tutto evidente che l’uscita social di Pinchi “fumatore veloce” è una caduta di stile e un autogol clamoroso anche per chi affidava alla voce del nostro, la trasmissione del santo verbo amministrativo. Pinchi, soprattutto, ne prenda atto!

E che ora però, tutti ne approfittino politicamente è del tutto scontato. Quando servi un simile assist riuscirebbe a schiacciare a canestro anche un forato da 25, altrimenti detto bolognino, chiuso oltretutto in magazzino.

Questa testata giornalistica riferisce la notizia ovviamente a viso aperto per il fatto che Fabio Pinchi è stato per anni collaboratore di successo del format Guercio. Uno che conosciamo bene e che correttamente ha lasciato ogni ruolo nel format appena deciso di candidarsi alle ultime amministrative. Questo è quello che possiamo dire, perché è un fatto.

Spiritosi in ordine sparso

E siccome tra gli spiritosi in giro per questa città, c’è sempre qualcuno che lo è più degli altri, si sarebbe creata una certa attesa su cosa avrebbe potuto dire e cosa avrebbe potuto fare il qui presente organo di stampa, sodale con l’incriminato. Come se ci fosse ancora bisogno di dimostrare quale è la linea guida professionale e deontologica di Tuttoggi.info, dopo anni di pubblicazioni e vicissitudini con gli ex-potenti di turno, a tutti note e di cui possiamo dire, indossiamo orgogliosamente le rughe e le ferite di battaglia.

Se qualcuno si aspettava una difesa (o una condanna) a spada tratta del post di Fabio Pinchi, si sappia che noi pensiamo che i ruoli che rivestiamo siano diversi dal censore o dall’incensatore e che pertanto non sta a noi giudicare, condannare o fornire alibi a difesa per chicchessia.

L’etica del comportamento

Il risvolto etico della faccenda, quello professionale di Fabio Pinchi, dell’Ente comunale che lo ha nominato e delle Opposizioni che si risentono alle sue azioni, è in capo ad ognuno di loro, anche per ciò che concerne i provvedimenti da prendere in merito. A noi basta riferire ciò che è successo senza per questo rinunciare a dire il nostro pensiero su come si fa a fumare un Toscanello senza intossicarsi l’anima e il corpo, in base alla nostra esperienza ovviamente.

Tutto è sotto gli occhi di tutti e non servono quinte colonne che dicano quale è il terreno di lotta su cui avventurarsi. Un giornale non deve e non può farlo. Ne possiamo pensare o consentire la nostra trasformazione in dazebao dei vari partiti che giudicano. Ad ognuno il suo.

Se si dovessero calcolare con il centimetro tutti post che si leggono ultimamente in giro nei social non basterebbe una Norimberga al giorno per esprimere un giudizio, con relativa condanna.

“La storia ci darà ragione”, diceva orgoglioso dal palco l’indimenticato Roberto Freak Antoni, band leader e anima degli Skiantos. E lo pensiamo anche noi, visto che amiamo come lui l’avanguardia.

L’importante è avere il “furminante a zeppa”

Ci sarà o forse c’è già stato un incontro tra le parti per un chiarimento (sindaco e portavoce), e questo è inevitabile. Avremo modo di parlarne ancora.

Nel frattempo però non dimenticatevi che un Toscanello va fumato lentamente e senza aspirare, gustando e non divorando, perchè se si dovesse appassire, alla fine si può sempre riaccendere. La puzza sarà la stessa ma il metodo sarebbe fatto salvo. Tanto non vi corre dietro nessuno!

Ordunque trattasi sempre di metodo e il trucco è possedere un accendino o un classico “Furminante a zeppa”.

A Fabio Pinchi diciamo convintamente: se sai fare bene una cosa, allora falla! Quello è il tuo compito, niente altro.

A proposito: il fumo nuoce gravemente alla salute.

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