Senza girarci troppo intorno, a Spoleto, tra i banchi del consiglio comunale, ma di più nelle segrete stanze dei partiti di maggioranza (Pd-M5S in testa) e della stessa giunta, ritorna la paura per il bilancio delle casse comunali. Paura ancora tutta da dimostrare, sia chiaro, anche se le accuse della minoranza sembrano per il momento posare su basi di qualche consistenza.
Una situazione che riporta la mente al 2013 quando venne fuori il noto “buco” di bilancio (con partite di debiti vecchie di anni), da tutti ammesso e accertato dagli inquirenti, finito in una bolla di sapone sotto il profilo delle responsabilità.
Una situazione di cui in città si mormora da tempo, all’incirca un anno, e che a palazzo ha visto alcuni “scazzi” epocali, come quello dell’autunno 2024 tra l’allora vice sindaco Stefano Lisci e l’ufficio bilancio retto dalla dirigente Tedeschi.
Così, un anno dopo, carte alla mano, l’ultimo consiglio comunale sulle ennesime ratifiche di variazioni di bilancio (qui il video dell’intera seduta), ha mandato in scena una situazione surreale, con l’opposizione all’attacco (assenti Bececco e Grifoni) e la maggioranza (5 quelli che hanno mancato l’appuntamento: Bonanni, Fede, Filippi, Liheshay e Palazzi) a far da spettatore silente, non avendo indubbiamente argomenti da rilanciare, pur pronta, quasi a comando, a pigiare il bottone “verde”.
Tanto che, alla fine, la partita si è conclusa con 11 voti favorevoli per la variazione d’urgenza, 6 contrari (Dottarelli e Profili, stante il silenzio della maggioranza hanno abbandonato l’aula), 0 astenuti.
Così all’ormai conclamato affaire delle Farmacie comunali, su cui pare certa una indagine in corso della magistratura, cominciano a venire a galla altri malfunzionamenti di pianificazione e gestione a partire da quella ASe, azienda a totale controllo municipale, che avrebbe liquidato gli ultimi stipendi ricorrendo al Tfr degli stessi dipendenti. Il motivo è presto detto, a sentire anche il plauso (sigh) che la dirigente finanziaria ha rivolto all’amministratore unico, il ragioniere Roberto Paolucci: circa 800mila euro di lavori eseguiti, sono stati fatturati con mesi di ritardo, probabilmente per consentire alle casse comunali di effettuare il necessario trasferimento di soldi. Che per la cronaca è avvenuto solo in queste ultime ore.
Ma che dimostra come, a dispetto di quanto va da sempre affermando il sindaco Andrea Sisti, che ha tenuto per sé la delega al bilancio, la situazione non sarebbe così rosea e il “miracolo” finanziario sbandierato ai quattro venti sembra più un placebo.
Altre “poste di bilancio” sono nel mirino dell’opposizione: dall’errata programmazione dei buoni pasto per i dipendenti (con un poco comprensibile scostamento del 22%) alla partita sui parcheggi di Umbria mobilità, per non parlare della vicenda dell’autovelox che il Comune mantiene accesi nonostante il divieto del Prefetto confidando in pochi ricorsi, etc.
Senza parlare degli imminenti mutui voluti da Sisti & Co (fino a 24.000.000 di euro secondo la minoranza) che rischiano di compromettere le prossime sindacature, che saranno verosimilmente costrette ad impegnare solo la cassa corrente. L’opposizione comunque ha fatto capire che non starà con le mani in mano, facendo intuire e pertanto si aspettano nelle prossime ore iniziative clamorose.
A stretto giro di posta dunque arrivano, in ordine sparso, le note stampa dell’opposizione di cdx e csx, ancora una volta uniti nei confronti del governo a trazione Pd-M5S-Civici Umbri-Ora Spoleto.
Sia consentita una battuta: chissà che tra le nuove entrate non vi siano anche quelle delle pubblicità che compaiono ora sulle registrazioni delle sedute del consiglio comunale.
Alleanza civica: “l’urgenza maschera il fallimento della gestione Sisti”
Durissimo il commento dei consiglieri di Alleanza civica, Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili: “Altro che “variazione urgente”: quella approvata in Consiglio comunale è l’ennesima toppa su un bilancio sofferente, che mette in evidenza fragilità strutturali e scelte amministrative sbagliate da parte della Giunta Sisti. L’urgenza è stata costruita per coprire la mancanza di coperture finanziarie delle spese e per nascondere evidenti errori di programmazione” scrivono i due membri del parlamento cittadino. “Solo tra settembre e novembre sono state individuate le risorse indispensabili per garantire le spettanze dei servizi manutentivi di A.SE Spoleto per gli ultimi mesi dell’anno e per dicembre 2024, dopo che per lungo tempo si era sostenuto che il bilancio comunale fosse impeccabile e ricco, con risultati “meravigliosi”. Questi fondi non erano presenti nel bilancio di previsione: una semplice dimenticanza o, più verosimilmente, una scelta consapevole per non far emergere la reale sofferenza dei conti comunali? Il risultato è un ritardo grave, che ha portato anche allo stop di alcuni servizi essenziali, smentendo sia le dichiarazioni del Sindaco sia le trionfali autocelebrazioni della maggioranza in Consiglio.
Si parla molto di “risanamento”, ma la chiusura “record” del disavanzo tecnico è servita solo ad aumentare la capacità di contrarre nuovi debiti – attraverso mutui, questa volta con pagamento di interessi – non certo a creare un equilibrio finanziario. Come si è arrivati a questo risultato? Mantenendo negli ultimi anni la pressione fiscale ai massimi livelli, mentre i servizi peggioravano e molte spese ordinarie venivano rinviate o presentate come emergenziali, come dimostra, ancora una volta, il caso A.SE. Le risorse necessarie per coprire i servizi di dicembre 2024 non c’erano. Una manovra che richiama da vicino le dinamiche del debito fuori bilancio previsto dall’art. 194 del D.Lgs. 267/2000, ma che non è stata né dichiarata né discussa. Nel frattempo, nelle ultime settimane il Comune ha fatto ricorso in modo massiccio al Fondo di riserva, impiegandolo 80.000 € per la manutenzione del verde e per interventi ordinari nelle scuole. Si tratta di spese che avrebbero dovuto essere programmate e previste, non finanziate con risorse destinate alle emergenze.
Dottarelli e Profili tracciano anche una previsione per il prossimo futuro: “Se domani si verificasse un evento imprevisto, il Comune non disporrebbe più di alcun margine di manovra. Ma il nodo centrale è l’indebitamento. L’Amministrazione Sisti intende contrarre nuovi mutui fino a raggiungere circa 24 milioni di euro, anche per opere di dubbia utilità, come è avvenuto per un palazzetto da 394 posti o per un “albergo diurno”. Persino la riasfaltatura delle strade viene finanziata ricorrendo ai mutui. Tutto a debito, anche ciò che dovrebbe essere coperto con spesa corrente. Durante la discussione in Consiglio comunale nessun consigliere di maggioranza ha difeso il Sindaco Sisti o la dirigente Tedeschi. Un silenzio pesante, che sembra evidenziare un crescente disagio anche all’interno della stessa maggioranza. Chiediamo quindi un atto di responsabilità: sospendere immediatamente l’accensione di nuovi mutui e avviare una ricognizione trasparente sulla reale situazione finanziaria del Comune. Continuare su questa strada significa ipotecare il futuro economico della città e gravare le prossime generazioni di debiti che non hanno scelto” concludono da Alleanza civica.
Fd’I, Cretoni “barbatrucchi che nascondono fragilità contabile”
Non meno tenero il capogruppo di Fd’I che con il proprio partito parla di “barbatrucchi”. Alessandro Cretoni, per la verità, nel corso dell’intervento ha richiamato i colleghi della maggioranza alle proprie responsabilità, perché su eventuali pratiche queste non sono solo della giunta e della dirigenza. Un richiamo che già nel 2013 venne fatto, anche se non denunciato.
“Sembravano semplici variazioni di bilancio, destinate a rinviare al prossimo triennio le spese per l’installazione dei nuovi parcometri con pagamento digitale tramite carte di debito. In realtà, queste variazioni hanno messo in luce una struttura contabile fragile e una preoccupante mancanza di liquidità nelle casse del Comune di Spoleto” scrivono da Fd’I “Abbiamo detto no, perché queste variazioni si fondano su entrate incerte, come quelle derivanti dagli autovelox, che devono essere utilizzate con estrema prudenza e non come copertura strutturale di bilancio. Lo abbiamo denunciato più volte insieme ai colleghi di opposizione, sottolineando come tali risorse siano tutt’altro che garantite”.
“È paradossale che, pur consapevole della loro inaffidabilità – e nonostante le osservazioni del Prefetto – l’Amministrazione continui a farvi affidamento.
Abbiamo detto no, perché il Comune ha utilizzato ASE – il proprio braccio operativo – come tappabuchi per la crisi di liquidità, pagando i servizi resi con quasi un anno di ritardo e con fatture emesse dieci mesi dopo. Una gestione che, a nostro avviso, si configura come un debito fuori bilancio. Abbiamo ironicamente definito questa pratica un “Barbatrucco”, per sdrammatizzare una situazione tanto spiacevole quanto grave, che nasconde irregolarità e pratiche non conformi alle regole contabili degli enti locali. Abbiamo detto no, perché mentre venivano discusse queste variazioni, l’Amministrazione deliberava – senza preavviso e comunicandolo solo il giorno stesso del Consiglio – un prelievo dal fondo di riserva per finanziare interventi di manutenzione sugli immobili comunali. Un’ulteriore prova della mancanza di liquidità e della gestione emergenziale del bilancio. Abbiamo detto no, perché di fronte a tali evidenze la maggioranza ha scelto il silenzio. Un silenzio imbarazzante, che testimonia l’assenza di argomenti e di coerenza, e che contrasta con le norme del TUEL e con i principi basilari della buona amministrazione. Abbiamo detto no, infine, perché oggi il nostro Comune si trova con le casse vuote, e perché è ormai evidente quanto sia stata sbagliata la scelta politica di ripianare in un’unica soluzione il debito tecnico che l’amministrazione Benedetti aveva responsabilmente distribuito su trent’anni. Abbiamo lanciato un appello: è tempo che ciascuno si assuma la propria responsabilità verso la città e verso chi sarà chiamato ad amministrarla in futuro. Essere silenti significa essere complici di un sistema che non rispetta le regole degli enti locali. Abbiamo chiesto con forza che si ponga fine alle tensioni e ai personalismi che da tempo paralizzano la maggioranza, e che nell’ultimo Consiglio hanno visto illustri esponenti lanciare un chiaro messaggio al Sindaco: è giunto il momento di riconoscere il fallimento di questa esperienza amministrativa” concludono dal Coordinamento del partito della premier Meloni.
IpS: “finanza creativa, urge cambio di rotta”
Sulla stessa linea Insieme per Spoleto dei consiglieri Giancarlo Cintioli, Donatella Loretoni e Paolo Piccioni. “La gestione finanziaria dell’amministrazione comunale si è rivelata gravemente inefficiente. Le risorse pubbliche sono state spese in modo improprio e poco trasparente, causando ora una drammatica carenza di fondi per far fronte alle emergenze più urgenti. Questa cattiva amministrazione non solo compromette il funzionamento dei servizi essenziali, ma scarica anche sulle spalle dei cittadini le difficoltà generate da scelte amministrative sbagliate. È inaccettabile che, a causa di una gestione “creativa”, siano proprio i cittadini a pagare il prezzo più alto. Non è possibile che di fronte alle nostre perplessità e alle cose evidenziate in Consiglio Comunale non si risponda nel merito ma si continui con arroganza ad insultare i consiglieri comunali di minoranza o si risponda con nonsensi degni di altri palcoscenici. Una prova emblematica delle criticità evidenziate è la questione relativa al crollo del deposito della ex ferrovia Spoleto Norcia”.
“ A causa di uno strumentale litigio tra concedente e concessionario (Agenzia del Demanio ed Umbria mobilità) c’è un colpevole e ingiustificato ritardo nella messa in sicurezza e per il ripristino della viabilità. Il comune dopo la scadenza dell’ordinanza, non avendo previsto in bilancio somme per somma urgenza non invia una diffida e fa i lavori in danno ma proroga l’ordinanza di messa in sicurezza. Urge un cambio di rotta immediato per tutelare il bene comune e garantire risposte tempestive alle reali necessità della comunità”.
Spoleto 2030 “Come il 2013”
Pungente anche l’intervento del capogruppo di Spoleto 2030, Diego Catanossi, che oltre ad entrare nel merito delle varie questioni ha ricordato come il momento attuale circa la tenuta finanziarie delle casse comunali ricordi in pieno quanto “vissuto nel 2013”.
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