Biblioteca degli Arconi, il nuovo progetto è uno scempio? - Tuttoggi

Biblioteca degli Arconi, il nuovo progetto è uno scempio?

Cristiana Mapelli

Biblioteca degli Arconi, il nuovo progetto è uno scempio?

Dall'opposizione la richiesta di attivazione di commissione Controllo (a firma Bori, Bistocchi e Arcudi) per verificare le modifiche al progetto originario
Ven, 25/08/2017 - 14:15

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Esempio di architettura medievale, ma anche un pezzo importante per la storia che raccontano. Mentre i cantieri in piazza della Rupe a Perugia vanno avanti, si accende la polemica sul progetto di riqualifica della Biblioteca degli Arconi. Venerdì mattina è stata a presenta una richiesta di attivazione della Commissione Controllo e Garanzia, da parte dei Consiglieri Bori, Bistocchi e Arcudi, per fare luce sugli atti relativi alla modifica del progetto originario della nuova Biblioteca multimediale degli Arconi e dell’iter di partecipazione pubblica del progetto modificato.

Verifica del nuovo progetto

Riteniamo che il Sindaco Romizi e la Giunta di centro-destra debbano chiarire tutte le criticità emerse in seno alla realizzazione della nuova Biblioteca di Piazza della Rupe”. Il progetto originario, quello presentato dall’amministrazione Boccali, prevedeva la rigenerazione di una parte strategica della città, porta d’ingresso all’acropoli ed al tempo stesso terrazza con vista su Assisi ed il Monte Subasio, attraverso la realizzazione di una struttura elegante, in grado di coniugare antico e moderno. “Purtroppo l’avanzamento dei lavori – continuano dall’opposizione – ha rivelato molte modifiche strutturali al progetto originario e alcune scelte differenti intraprese da questa Amministrazione, che destano dubbi ed interrogativi senza risposta. Il tutto si somma alla mancata partecipazione con la cittadinanza delle modifiche del progetto precedentemente presentato”. Sì, perché nel 2013 Comune e Regione (da cui provengono la maggior parte dei finanziamenti) l’opera alla cittadinanza in un evento pubblico.

Il vecchio progetto

Proprio nel giugno del 2013, l’ex sindaco di Perugia Wladimiro Boccali presentò il progetto di rinascita degli spazi in piazza della Rupe, alla presenza della governatrice Catiuscia Marini e l’allora responsabile delle biblioteche comunali Maurizio Tarantino. Il modello presentato era quello di una biblioteca moderna, multiuso, indirizzata verso una tipologia di utenza che solitamente non frequenta le biblioteche italiane e che resta insensibile ai tradizionali servizi di lettura e consultazione. Musica, video, contenuti digitali. nell’ottica di una Perugia che cambia. In quel momento la fine dei lavori era stato fissato nel 2015 e con un costo di 3,5 milioni di euro, inizio di una fortunata epoca caratterizzata dal finanziamento di molte opere, per la maggior parte, dalla Regione. 

Associazioni cittadine

Anche alcune associazioni sono intervenute pubblicamente per esprimere la loro preoccupazione e sottolineando il rischio che un progetto di rigenerazione urbana deturpi una struttura architettonica pensata in armonia con il paesaggio. “A Perugia – spiega  Vanni Capoccia della Società Operaia Mutuo Soccorso“-  si sta rendendo conto dello “scempio degli arconi medievali” di via della Rupe, di importanza storico e culturale. Esempio di architettura medievale, ma anche per la storia che raccontano. Il 1° Marzo, giorno di sant’Ercolano, davanti agli “arconi”si concludeva con la “Battaglia dei sassi” il rito identificativo di una comunità durante il quale il Popolo di Perugia si incontrava e scontrava. Sopra di essi sono stati costruiti il Palazzetto del Capitano del Popolo e lo Studio perugino poi diventata sede del Tribunale. Vi si trovava la Farmacia dalla quale partì il tumulto dell’8 maggio 1833, uno degli episodi centrali del Risorgimento perugino cui partecipò il popolano Domenico Lupattelli. Gli “arconi” hanno sostenuto e sostengono la seconda piazza di Perugia, dove per secoli si sono recati i perugini e le perugine per il mercato cittadino. In definitiva un luogo fondamentale dal punto di vista sociale e antropologico per le storie di uomini e donne che racconta, e da quello storico-architettonico che collegato com’è alla “Sala della salara” assieme alla rocca Paolina, gli scavi sotto la Cattedrale e San Pietro, il Pozzo etrusco è anche parte della Perugia sotterranea“.

Soprintendenza

Luoghi, secondo Capoccia, che necessitano di interventi rispettosi, delicati, chirurgici. “Quindi, il pensiero prima di tutto va alla Soprintendenza dell’Umbria alla quale viene da chiedere se hanno visto quello che sta succedendo. Recentemente il Comune ha fatto sapere che non potrà sostituire la Fontanella dei Giardini Carducci, prodotto seriale in travertino di alcuni decenni fa, ma restaurarla. La fontanella è più importante degli “arconi”? La storia che racconta è più significativa? Merita più attenzione?“.  E infine una tirata d’orecchie al mondo accademico cittadino.Da alcuni anni – conclude Capoccia – sembra aver nascosto come gli amanuensi nei conventi la testa dentro i libri. Lo fa per non vedere quello che accade al patrimonio cittadino, così da non turbare la pace di nessuno e non recare fastidio a chicchessia“.

L’Amministrazione comunale dovrà ora chiarire i motivi che hanno portato allo stravolgimento progetto iniziale, sostituendo il vetro, il legno e l’acciaio con il cemento, e realizzando delle “estroflessioni” che, superando il limite degli Arconi medioevali, invadono letteralmente Piazza della Rupe.


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