Bevagna, da mesi indagini riservate sul 'dipendente infedele' - Tuttoggi

Bevagna, da mesi indagini riservate sul ‘dipendente infedele’

Claudio Bianchini

Bevagna, da mesi indagini riservate sul ‘dipendente infedele’

Le nuove norme prevedono il licenziamento I Le reazioni in città, tra stupore e sarcasmo I Ancora nessuna notifica in Comune
Ven, 05/02/2016 - 15:40

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Il giorno dopo la vicenda del ‘dipendente infedele’ c’è ancora stupore, rabbia e un’immancabile punta di sarcasmo a tener banco nella comunità di Bevagna.

Lascia a dir poco basiti la storia di L.M. bevanate quarantaduenne, finito agli arresti domiciliari, con l’accusa di aver utilizzato i permessi della legge 104 per andare a Londra e di aver fornito tra l’altro dei falsi documenti d’identità a due magrebini. La città delle Gaite, sarebbe così finita nel mirino di Scotland Yard, la mitica polizia londinese nota in Italia grazie agli schermi televisivi e alle pagine di letteratura: e chi se lo aspettava?

Un’operazione in grande stile, di livello internazionale, condotta da Carabinieri, Digos e police di Londra, su tre filoni differenti finita, per l’appunto, con l’arresto domiciliare disposto dalla Procura della Repubblica di Spoleto. I bevanati ragionano su quelle accuse: truffa aggravata e continuata, fabbricazione di falsi documenti d’identità, falso ideologico ed abuso d’ufficio.

L’uomo era ben noto a Bevagna, conosciuto anche per il suo impegno politico e per aver ricoperto ruoli di primo piano nella locale sezione del Partito Democratico. Note anche le sue ripetute frequentazioni dell’isola britannica. Accusato anche di vendere in maniera truffaldina loculi del cimitero, invece di accudire il padre, anziano e malato, si sarebbe più volte recato all’ombra del Big Ben per ben altri affari, tra i quali avrebbe venduto documenti falsi – facenti parte di un lotto dichiarato rubato – a due clandestini.

Il dipendente comunale è stato tenuto sotto stretto controllo: dalle celle telefoniche ai voli all’estero, al setaccio anche le carte di identità dei due ‘cittadini italiani residenti a Bevagna ma di origine magrebina’. Ma come è avvenuto il contatto? Esiste un’organizzazione di intermediari? Cosa c’è dietro, siamo solo alla punta dell’iceberg? Può scatenarsi un caso di livello europeo? Intanto, sembra che a carico di L.M. lo stesso Comune di Bevagna aveva già avviato dei provvedimenti disciplinari, ma l’intera operazione sarebbe stata tenuta riservata proprio per interferire nel lavoro investigativo.

Gli uomini della Digos e persino di Scotland Yard sarebbero più volte giunti nella città delle Gaite – a quanto affermano fonti istituzionali locali, anche se l’intervento della polizia metropolitana londinese non è stato espressamente confermato dalle forze italiane – per verifiche dirette nel Palazzo Comunale di corso Matteotti. Ad oggi, però, ancora nessun provvedimento legale è stato ufficialmente notificato all’amministrazione comunale, che resta pertanto in attesa prima di prendere i propri provvedimenti.

Tra l’altro, in base alle recenti norme adottate dal Governo sui provvedimenti nei confronti dei dipendenti pubblici cosiddetti ‘infedeli’ o ‘furbetti’ l’ipotesi del licenziamento è da tenere in assoluta considerazione.

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