Bando periferie: Perugia spera nei soldi da Roma, Terni un po’ meno

Bando periferie: Perugia spera nei soldi da Roma, Terni un po’ meno

Accordo tra l’Anci e il Governo, diverse le reazioni in Umbria | Milleproroghe blindato, Conte assicura un prossimo decreto

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Aggiornamento: la fiducia sul Milleproroghe. Il Governo ha blindato con la fiducia il Milleproroghe, che in questo modo modo mantiene il taglio di 1,1 miliardi previsti per la riqualificazione delle periferie, senza recepire l’intesa raggiunta nella notte con l’Anci. Gli esponenti del Pd hanno occupato l’Aula della Camera, ma il premier Conte e l’Anci assicurano che i fondi verranno quasi tutti recuperati. Anche, se possibile, gli 800 milioni oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale. La norma originaria, con le relative risorse, verrà reintrodotta con un apposito decreto già la prossima settimana. Conte parla di un percorso che garantisce di recuperare “la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata”. E il presidente Anci, Antonio Decaro, aggiunge: “Non tutti realizzeranno i progetti l’anno prossimo: le risorse saranno assegnate sulla base delle effettive necessità”. E con il progetto di Fontivegge a Perugia già in stato avanzato e quello per la periferia ternana ancora in alto mare, si comprende perché la notizia, in Umbria, sia stata accolta con diversi stati d’animo.


L’accordo tra Anci e Governo sul Bando periferie, raggiunto nella notte tra martedì e mercoledì, a sufficiente a garantire che arrivino i 30 milioni di euro già promessi per riqualificare le periferie di Perugia e Terni? Da Roma a Perugia, i politici si dividono, anche tra le opposizioni.

La governatrice umbra Catiuscia Marini lo bolla come insufficiente. “L’ipotesi di accordo sulla questione ‘bando periferie’ che Anci e Governo avrebbero raggiunto nella notte – il commento della presidente – è assolutamente insufficiente in quanto non recupererebbe le cifre che sono state tagliate ai Comuni per importantissimi interventi di riqualificazione urbana. Ci preoccupa inoltre anche l’estrema incertezza sia per ciò che riguarda le modalità con le quali si vogliono ‘salvare’ parte delle risorse, sia sui relativi tempi”. Marini ribadisce il fatto di essere “profondamente preoccupata per ciò che riguarda le ricadute in Umbria, che rischierebbe la perdita di gran parte dei 30 milioni di euro assegnati. “Dalle informazioni, ancora generiche che circolano – spiega Marini – i due comuni umbri interessati al bando, Perugia e Terni, comunque perderebbero notevoli risorse. Per Terni si tratterebbe di un taglio netto di tutta la dotazione finanziaria prevista dall’accordo sottoscritto solo alcuni mesi fa, mentre per Perugia si tratterebbe di una perdita parziale, ma significativa”. La presidente Marini sottolinea dunque “la necessità che nelle prossime ore vi sia una forte mobilitazione affinché vengano recuperate tutte le risorse che il Governo Gentiloni aveva stanziato a favore dei Comuni italiani per un imponente progetto di recupero delle periferie e di rigenerazione urbana”.

“La mobilitazione dei sindaci, dei gruppi consiliari e dei parlamentari del Pd, ha costretto il Governo a una marcia indietro sulla questione dei fondi sulle periferie” esulta invece il collega di partito, l’onorevole Walter Verini.Per il quale, davanti all’Anci, “il presidente del Consiglio ha firmato una cambiale, assicurando che i fondi tolti,  prossimamente, ci saranno. La strada avrebbe dovuto essere altra, inserendo nero su bianco sul Milleproroghe le risorse necessarie che, per l’Umbria, riguardano importanti progetti delle città di Perugia e Terni”. Lo stesso Verini, però, mette le mani avanti: “Diciamo la verità: ci fidiamo poco di un Governo che cambia idea ogni tre ore e non vorremmo che la cambiale firmata vada in protesto. Per questo vigileremo perché questo non accada”.

Più cauto il deputato di Forza Italia e assessore perugino Emanuele Prisco: “La rivolta dei Comuni e la pressione del Parlamento contro un provvedimento scellerato – commenta – sembrerebbe aver portato al buon esito della vicenda del Bando periferie. Vigileremo affinché le buone intenzioni del premier Giuseppe Conte non rimangano tali ma portino in tempi rapidi allo sblocco dei fondi. Perugia e Terni ripartiranno grazie a quei milioni di euro rilanciando e riqualificando i quartieri maggiormente in difficoltà restituendo sicurezza e posti di lavoro. È finito il tempo degli scherzi, ora è necessario adottare soluzioni di buon senso”.

Cauto anche il consigliere regionale dem Eros Brega, che parla di “primo passo avanti importante”, evidenziando l’importanza della mozione in tal senso votata dall’Assemblea regionale umbra. Brega ricorda però  che “mentre per la città di Perugia si intravede una soluzione, e di questo tutti noi siamo soddisfatti, per la città di Terni ci sarà ancora bisogno di un forte e ampio impegno di tutte le forze politiche e istituzionali”. Perugia, infatti, è più avanti con la presentazione dei progetti rispetto a Terni.


Piano periferie, accuse e imbarazzi a Palazzo Cesaroni


Ma proprio a Perugia, il Pd chiama in causa il sindaco Romizi, chiedendo che rompa il suo silenzio. Insomma, la vicenda dei fondi prima assegnati da Roma e poi tolti a Perugia e Terni per le periferie da riqualificare rimodula le alleanze, tra campanilismi territoriali e diktat di partito.

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