BANCA POPOLARE SPOLETO, UNA NOTTE DRAMMATICA GUARDANDO A BANKITALIA E CONSOB - Tuttoggi.info

BANCA POPOLARE SPOLETO, UNA NOTTE DRAMMATICA GUARDANDO A BANKITALIA E CONSOB

Redazione

BANCA POPOLARE SPOLETO, UNA NOTTE DRAMMATICA GUARDANDO A BANKITALIA E CONSOB

Mar, 15/02/2011 - 00:59

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(Carlo Ceraso) – La notte della verità. Per la Bps e la sua controllante, la Spoleto Credito e Servizi, la lunga giornata non è ancora terminata. Anzi, da poco più di un'ora è ripreso il Cda dell’istituto di credito – sospeso dalle 17 per consentire l’avvio in parallelo del cda della holding – dovrebbe terminare solo alle prime luci dell'alba.

E’ pressochè impossibile infatti ricostruire cosa sia finora successo: i due Cda e i rispettivi collegi dei revisori dei conti hanno le bocche cucite ed evitano accuratamente ogni contatto con l’esterno.

Sembra però che la riunione alla Rocca dei Perugini sia stata a dir poco tesa. E’ qui che si sarebbe verificato un vero e proprio scontro fra i fedelissimi del presidente Antonini e del vicario Bellingacci e il resto del consiglio. Non è però dato sapere i motivi, anche se alla base del dissidio potrebbe esserci il nuovo intervento di un organismo di controllo (Bankitalia? Consob?).

Antonini aveva aperto il consiglio della banca cercando la sponda dei consiglieri per richiedere a Palazzo Koch una deroga alla richiesta avanzata a fine gennaio dagli ispettori che hanno chiesto le sue dimissioni dalla carica come pure quelle del vicario Bellingacci. Sullo stesso consiglio però pesa la decisione di 3 consiglieri di rassegnare le dimissioni nel caso in cui il vertice non avesse ottemperato a quanto disposto dagli ispettori del governatore Draghi: eventualità che comporterebbe lo scioglimento dell’intero Cda e la convocazione, entro 40 giorni, dell’assemblea dei soci.

Il ‘piano’ di Antonini e Bellingacci, che alle 17 hanno chiesto e ottenuto la sospensione della riunione, sembra fosse quella di rassegnare sì le dimissioni ma solo dopo aver ottenuto ampie garanzie in Scs di poter assurgere alla guida della holding (scalzando così di fatto il presidente Fausto Protasi e il vice Michelangelo Zuccari). Ipotesi, certo, ma che secondo molti sarebbe stata l’unica via possibile per “compensare” l’abbandono dalla guida della Bps.

Invece tutto sarebbe andato storto, tanto da richiedere quasi 5 ore di consiglio (a parte una veloce pausa per la cena) in cui tutte le strategie sono di fatto saltate.

Dunque dalla Scs sarebbe arrivato uno stop, tutto ancora da decifrare. C’è chi sostiene che Antonini e Bellingacci, se ‘incompatibili’ con la guida della Banca, lo potrebbero essere anche con quella della controllante.

Se fosse vero verrebbero meno le varie voci che nelle ultime ore hanno animato alcune ipotesi circa la successione alla guida dell’istituto bancario. Nei giorni scorsi erano trapelati i nomi dello stesso Fausto Protasi, dell’ex presidente Carispo Alberto Pacifici (oggi pare a colloquio con l’ex sindaco Massimo Brunini) e dell’imprenditore oleario Zefferino Monini. A questi, a partire dalla giornata di sabato, si sarebbero aggiunti quelli dell’avvocato Michelangelo Zuccari (chi lo ha visto domenica giura che fosse alquanto felice) e del presidente Ascom Andrea Tattini. Una sorta di conclave, aperto ed itinerante, per eleggere il nuovo ‘papa e il segretario di stato’ che a questo punto sembra destinato ad essere rinviato a data da destinarsi.

L’attenzione si è infatti tutta d’un tratto concentrata sulla Credito e Servizi. Anche la stampa nazionale sta seguendo il ‘caso’ Spoleto, anche ora a notte fonda.

Da Milano, come da Torino, c’è chi giura che ormai si è alla resa finale dei conti. Alla fine di un’epoca?

Solo domattina, dipendenti, correntisti, azionisti e sindacati (ma anche una buona fetta della politica e delle istituzioni) ne potranno sapere di più. L'ipotesi più probabile resta quella dello scioglimento del cda bancario e della convocazione della assemblea dei soci, anche per verificare le intenzioni dei soci di minoranza (Mps, Coop Centro Italia, Eredi Patacconi). Anche perchè fra meno di 24 ore potrebbe pensarci d'ufficio la stessa Banca d'Italia.


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