Ad inaugurare la 5^ edizione del Festival EsTerni è stato ieri, nel tardo pomeriggio, un concerto in P.za della Repubblica. Un violino e una fisarmonica hanno dato vita all'installazione in legno posizionata proprio nel centro della piazza, nell'ambito della cooperazione e della sinergia con la 1^ Festa degli Architetti in Umbria. Durante il Festival la struttura sarà un vero e proprio cantiere aperto, in continua trasformazione: colori, luci, spettacoli animeranno l'installazione realizzando così l'idea nuova di città del Think Town Terni, rivolta a offrire spazi cittadini aperti e a misura d'uomo. Sarà possibile dunque osservare l'evoluzione di una forma grazie all'intervento di forme d'arte diverse, come la filosofia del Festival EsTerni ha indicato in questi 5 anni. L'inaugurazione è poi proseguita, in tarda serata, con l'apertura della mostra del Coniglioviola ‘Pirate Attack on Biennale'. Non tutti forse ricordano che nel 2007, in occasione della 52^ della Biennale di Venezia, un gigantesco coniglio viola gonfiabile, provvisto di ali e occhio bendato alla maniera dei pirati, ha attraversato i canali veneziani su di una chiatta fino ai Giardini, sede ufficiale e istituzionale della manifestazione. L'atto provocatorio ha suscitato ammirazione da parte di una certa critica artistica che ha individuato nella trovata un momento d'arte Post-futurista. Il significato dell'attacco conigliesco è il simbolo di una forma d'arte alternativa che attacca l'arte ufficiale. Il coniglio, animale che nell'immaginario collettivo è l'immagine della fantasia popolare, invita le forme espressive a liberarsi dagli schemi, ad aprire gli occhi (per questo ha la benda) e di volare oltre (ecco perché le ali). L'animale campeggia docile, ma minaccioso, nel cortile interno del Caos dove è stata allestita una sala espositiva che raccoglie pannelli fotografici della scorribanda piratesca del 2007, visitabile grazie a una passerella collocata su di un pavimento d'acqua con chiaro riferimento al paesaggio lacustre. Il collettivo Coniglioviola opera dal 2001 ed è considerato come uno dei movimenti più importanti della new media art. Il gruppo si definisce come ‘bottega rinascimentale nell'era digitale, col proposito di recuperare una delle ideologie artistiche più prolifiche della nostra artistica, cercando di esprimere delle forme che permettano all'uomo di superare le espressioni individualistiche e alienanti prodotte dalla società industriale.
(Luca Biribanti)