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Analisi alcol e droga dopo incidenti stradali, ecco cosa cambia. Protocollo Procure – Regione

Sara Fratepietro

Analisi alcol e droga dopo incidenti stradali, ecco cosa cambia. Protocollo Procure – Regione

Gio, 26/05/2022 - 17:38

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Protocollo sugli accertamenti dopo gli incidenti stradali. Sottani: "In questo modo anche le difese dei soggetti coinvolti vengono garantite"

Nuove modalità sulle analisi sull’assunzione di alcol e droga per le persone coinvolte in incidenti stradali. Procedure che prevedono in alcuni casi anche la loro effettuazione in assenza di un consenso.

A stabilire le modalità operative di questo tipo di accertamenti tecnici è un protocollo d’intesa firmato tra le Procure della Repubblica dell’Umbria e la Regione quale ente responsabile della sanità regionale.

La fondamentale premessa – specifica il documento – risiede nella circostanza che tutti i conducenti coinvolti in un incidente stradale devono essere sottoposti ad accertamenti per la verifica del tasso alcolemico e dello stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Accertamenti che, se si necessitano di cure mediche, vengono effettuati in pronto soccorso dopo il trasporto in ambulanza.

Incidenti stradali, definito prelievo campioni biologici in ospedale o sulle strade

Lo scopo del “protocollo operativo prelievi e accertamenti nei casi di omicidio stradale e di lesioni personali gravi e gravissime” è quello di definire in modo chiaro le modalità per permettere l’accertamento medico legale e tossicologico dei soggetti coinvolti in incidenti stradali. In 31 pagine, dunque, si definiscono le modalità per “accertare lo stato di ebbrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope attraverso il prelievo di campioni biologici di urina e sangue in conducenti coinvolti in incidenti stradali che afferiscono alle strutture sanitarie in quanto bisognosi di cure mediche” e “accertare lo stato di ebbrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope attraverso il prelievo di campioni biologici di urina e sangue in conducenti coinvolti in incidenti stradali che non sono bisognosi di cure mediche e che, quindi, vengono condotti in ospedale per accertamenti tecnici“.

A firmare digitalmente il documento sono stati la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, Raffaele Cantone, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Terni, Alberto Liguori, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, Alessandro Giuseppe Cannevale e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia, Giovanni Rossi.

La normativa sull’omicidio stradale

A margine della firma sono stati illustrati alla stampa i contenuti del documento: sono intervenuti la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, il Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, il sostituto procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Claudio Cicchella. Nel corso dell’incontro è stato spiegato che, rifacendosi alla normativa sull’omicidio stradale introdotta nel 2016 (articolo 589 bis del codice penale), il protocollo indica le procedure da seguire, nei casi di incidenti con feriti o decessi, per permettere di individuare puntualmente eventuali cause dovute all’uso di stupefacenti e alcol da parte dei conducenti delle vetture coinvolte.

“Il protocollo frutto di un prezioso lavoro congiunto – ha detto l’assessore Coletto – stabilisce una procedura che va a certificare quello che è un obbligo dirimente in caso di incidenti con conseguenze gravi per le persone e di assoluto sostegno alle procure. Era quindi necessario stabilire in modo dettagliato il comportamento che il personale sanitario deve tenere in questi casi, ma altresì definire le procedure per la trasmissione del materiale prelevato in catena di custodia ai laboratori idonei all’effettuazione degli esami”.

Così garantite anche le difese dei soggetti coinvolti in incidenti stradali

Il procuratore Sottani ha quindi evidenziato che il documento sottoscritto “è frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto le Procure e la Regione Umbria anche attraverso il suo sistema sanitario. Con il protocollo – ha aggiunto – si va a disciplinare un ambito che ha una sua pericolosità per il numero di incidenti che avvengono, ma anche perché esiste un problema di certezza dell’accertamento. In questo modo anche le difese dei soggetti coinvolti vengono garantite, visto che non si tratta di un’elencazione di norme, ma sono stati definiti aspetti concreti e procedure”.

Tutto il processo che va dal prelievo e accertamenti fino alla custodia, è stato spiegato dal dottor Cicchella che ha evidenziato come “l’esigenza primaria sia stata proprio quella di fare accertamenti approfonditi che servissero per gli atti processuali favorendo il raccordo tra chi interviene sul posto e poi chi in concreto dovrà continuare a lavorare sul caso”.

Monito sul fare attenzione quando ci si mette alla guida

A conclusione dell’incontro la presidente Tesei ha evidenziato che “con il protocollo si attua la legge del 2016 e si fa chiarezza oggettivizzando la procedura. Inoltre – ha proseguito – si lancia un messaggio importante ai cittadini e può rappresentare anche un monito per tenera alta l’attenzione sul fatto che bisogna sempre fare molta attenzione quando ci si mette alla guida di un’auto. Concludendo la presidente ha evidenziato l’importanza della formazione continua degli operatori prevista anche nel protocollo.

Quando non serve il consenso per analisi su alcol e droga nel sangue

In sintesi il documento stabilisce la procedura per il prelievo di campioni biologici di urina e sangue dei conducenti coinvolti che afferiscono alle strutture sanitarie in quanto bisognosi di cure mediche, oppure nei casi in cui i conducenti non sono bisognosi di cure mediche e vengono condotti in ospedale per accertamenti tecnici dalla polizia giudiziaria. Nel primo caso qualora siano necessarie analisi “per finalità diagnostiche / terapeutiche, ovvero per accertare la necessità di cure farmacologiche“, vengono effettuate senza il consenso dei feriti e la possibilità di farsi assistere da un avvocato e poi possono comunque essere utilizzate ai fini di indagine. Negli altri casi, invece, alcol test e analisi sull’assunzione di stupefacenti vanno effettuati solo dopo il consenso; ma chi si rifiuta viene denunciato come prevede la normativa in vigore.

“Nel caso in cui il conducente di un veicolo sia coinvolto in un incidente stradale ed i prelievi di liquidi biologici, ivi compresi prelievi ematici, vengano eseguiti nell’ambito di un protocollo medico di pronto soccorso, – è scritto nel protocollo – l’accertamento dell’alterazione, in tal modo effettuato, è utilizzabile anche per fini di indagine, trattandosi di campioni prelevati al di fuori del procedimento penale, non
sottoposti alle garanzie e regole di utilizzabilità in esso previste, e non ponendosi quindi il problema
della possibile restrizione della libertà personale connessa al prelievo. Pertanto, è del tutto
irrilevante sia il consenso sia il dissenso dell’interessato
. Se gli accertamenti sul tasso alcolemico e sulla presenza di sostanze stupefacenti esulano però dal protocollo terapeutico ed agli stessi si procede su richiesta formulata dalla PG è necessario che la richiesta medesima, pur relativa a campioni prelevati nell’ambito del protocollo terapeutico, sia receduta dall’avviso di cui all’art 114 disp att CPP“.

La custodia dei campioni biologici

Inoltre, è definita la modalità per attivare la catena di custodia in caso di incidente stradale con esito mortale ed in caso di incidente con lesioni gravi e gravissime, previa disposizione dell’Autorità Giudiziaria notiziata dalla Polizia Giudiziaria, con il rilascio di refertazione finale valida ai fini medico-legali. Per garantire la massima professionalità degli operatori coinvolti e addetti agli accertamenti, è stato stabilito di creare un’interazione ed una più proficua collaborazione tra tutti gli operatori coinvolti in modo da costituire una “rete” istituzionale per superare e risolvere eventuali difficoltà operative.

A livello regionale, è stata individuata la rete sanitaria dei presidi ospedalieri che sono distribuiti in Umbria che è suddivisa in due livelli a seconda della dotazione di idonea strumentazione e apparecchiature per il compimento delle analisi di screening, di conferma e di strumentazione e luoghi idonei alla conservazione e custodia del campione biologico prelevato all’individuo.

La procedura inizia dunque con l’esecuzione del prelievo nei pronto soccorso dei seguenti ospedali: Perugia, Terni, Città di Castello, Umbertide, Gubbio – Gualdo, Castiglione del Lago, Assisi, Media Valle del Tevere, Foligno, Spoleto, Orvieto. Mentre il primo livello della rete, dove viene effettuato lo screening, sono il Servizio di patologia clinica ed ematologia dell’azienda ospedaliera di Perugia ed il Laboratorio analisi e microbiologia dell’azienda di Terni. Il secondo livello della rete, dove vengono effettuate le analisi di conferma, invece, è la Medicina legale dell’Università di Perugia (compresa la sede di Terni).

Qui il testo integrale del protocollo d’intesa.

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