Altre 10 rotte dall’aeroporto San Francesco d’Assisi, con un potenziamento di voli su 5 delle 10 attuale. Trecento nuovi posti di lavoro (portandoli a circa 600 in Italia). Raddoppiare i passeggeri trasportati, portandoli a 800mila. In cambio di un impegno economico della Regione Umbria per annullare l’addizionale per ogni imbarco, che porta lo Stato ad introitare 6,5 euro per ogni volo in partenza da ciascuno scalo nazionale.
A presentare la proposta in Umbria, secondo una battaglia che Ryanair sta facendo in Italia contro una tassa che ritiene freni il trasporto aereo, è stato Jason Mc Guinness, chief commercial Officer della compagnia irlandese leader dei voli low cost.
Una proposta che la Regione Umbria sta valutando, ha detto la governatrice Stefania Proietti. Che ha dato appuntamento per una risposta al prossimo autunno. Prima, infatti, c’è da quantificare il costo a carico della Regione Umbria. Che sarebbe al di fuori del piano quadriennale già avviato.
Ed anche la disponibilità di Ryanair a indirizzare l’investimento verso rotte come Madrid e Parigi in grado di aumentare l’incoming turistico che, soprattutto dall’estero, è ancora lontano dalla media del resto d’Italia, come ha ricordato il professor Ferrucci, alla guida di Sviluppumbria, socio di riferimento dello scalo umbro.
Che intanto, come rivendica con orgoglio il presidente di Sase, Antonello Marcucci, il 22 luglio ha fatto registrare il record giornaliero di passeggeri: 3947.
Se la spesa portasse a raddoppiare i viaggiatori sui voli Ryanair, portandoli a 800mila, l’aeroporto San Francesco di Assisi raggiungerebbe quel milione di passeggeri che è l’obiettivo a cui mira la Regione. Una scommessa, con una fiche non proprio banale.