Alla Pinacoteca visita al "cantiere" dello Stendardo di Raffaello - Tuttoggi

Alla Pinacoteca visita al “cantiere” dello Stendardo di Raffaello

Redazione

Alla Pinacoteca visita al “cantiere” dello Stendardo di Raffaello

Sab, 03/07/2021 - 14:53

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L’iniziativa è stata organizzata dalla cooperativa Il Poliedro, che ha abbinato alla visita anche un’illustrazione approfondita della Pinacoteca da parte dell’operatrice Isabella Consigli

Visita alla Pinacoteca comunale di Città di Castello dove è in corso il restauro dello Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, in vista della mostra “Raffaello giovane e il suo sguardo” che si aprirà nel museo tifernate il prossimo 18 settembre.

Ad organizzare l’iniziativa è stata la cooperativa Il Poliedro, che ha abbinato alla visita anche un’illustrazione approfondita della Pinacoteca da parte dell’operatrice Isabella Consigli.

L’opera di Raffaello, l’unica rimasta in città, è oggetto di un intervento, con la supervisione dell’Istituto Centrale del restauro di Roma, da parte di due giovani professioniste, Sabrina Sottile e Maria Cristina Lanza, che stanno lavorando sulla base di un “restauro virtuale progettato in seno all’attività di istituto che mettiamo in pratica per restituire una visione d’insieme dello Stendardo”.

La tecnica usata per restaurare Raffaello si chiama “tratteggio verticale” e permette di lasciare traccia dell’avvenuto intervento ad una distanza ravvicinata ma allo stesso tempo dalla distanza a cui di solito è tenuto il visitatore, hanno spiegato le due restauratrici al pubblico che si è a lungo intrattenuto nella sala del restauro, cogliendo l’occasione di vedere un’opera di Raffaello in maniera inedita.

La visita sarà ripetuta anche la prossima settimana su prenotazione. L’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli ha commentato: “Lo Stendardo documenta i primi passi di Raffaello come magister e vogliamo che questo passaggio sia conosciuto e diventi uno dei motivi per cui venire a visitare la Pinacoteca di Città di Castello. Non è così frequente che si intervenga su un tela del Quattrocento ma è ancora meno frequente assistere a come sia possibile farlo a distanza ravvicinata”.

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