AL TEATRO SAN CARLO, LO STABILE DELL'UMBRIA PORTA IN SCENA "THE INFANT" DI OLIVER LANSLEY - Tuttoggi.info

AL TEATRO SAN CARLO, LO STABILE DELL'UMBRIA PORTA IN SCENA “THE INFANT” DI OLIVER LANSLEY

Redazione

AL TEATRO SAN CARLO, LO STABILE DELL'UMBRIA PORTA IN SCENA “THE INFANT” DI OLIVER LANSLEY

Lun, 11/04/2011 - 10:54

Condividi su:


Un teatro dell’inquisizione. Un processo a tortura dialettica. Sul palcoscenico, un parallelepipedo nero con due aperture nella parte superiore: un praticabile teatrale, con due botole sul pianale superiore e, alla base, intorno e lungo il perimetro, con una pedana. Lo spazio, condensato, si trasforma grazie a semplicissime azioni sceniche e, davanti ad esso, al centro della scena, una lampada “brucia-insetti”, costantemente accesa. La prima delle tre luci – la lampadina di un lampadario e un quaderno le altre – che illuminano i pochi, essenziali, oggetti e i quattro, unici, personaggi visibili sul palcoscenico. Oltre alle parole, si sente un solo suono: quello del volo di insetti, probabilmente mosche. Sono questi i 55 minuti visivi e uditivi di “The Infant” di Oliver Lansley per la traduzione di Serenella Martufi, lo spettacolo della Stagione di Prosa 2010/2011 del Teatro Stabile dell’Umbria diretto da Michele Bandini ed Emiliano Pergolari, protagonisti del palcoscenico del Teatro San Carlo, ogni sera alle 21 e fino a sabato 16 aprile, assieme a Francesco Ferri e Marianna Masciolini. Allestito con la preziosa collaborazione di Simone Gallinella, l’ultima rappresentazione del cartellone dello TSU a Foligno è una produzione dello stesso Teatro Stabile dell’Umbria, Zoe Teatro e Trend.
Lo stato è in pericolo: i nemici della patria meditano in segreto grandi rivoluzioni. Una coppia viene presa in ostaggio da due sinistre figure che incarnano il potere costituito e l’ordine sociale. Castogan e Samedi – questo il nome dei due moderni inquisitori – in nome del controllo e della prevenzione sono alla ricerca frenetica e maniacale dell’autore di un disegno che per i suoi contenuti rivoluzionari metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale. Chi è stato a fare il disegno? Cosa c’è in questo disegno? Difficile venirne a capo, la platea di certo è esclusa dalla sua visione – anche se, osservando le reazioni dei personaggi, sembrerebbe ci sia qualcosa di davvero inquietante. O imparando mano a mano a conoscere il loro modo di fare e “ragionare”… Stessero piuttosto solo esagerando? –, ma i sospetti di tutti i personaggi, passando per un’inquisizione preventiva, un processo sommario ed una dittatura del pensiero in nome di un bene comune, sembrano voler cadere – o voler far cadere – proprio su “the infant” della giovane coppia di ostaggi. Un “infant” di… 4 anni. Possibile che sia il capo della rivoluzione?
Visionario, feroce e grottesco è il testo di Oliver Lansley, visionaria, feroce e grottesca è sicuramente la rappresentazione di Michele Bandini ed Emiliano Pergolari, un gioco a quattro scandito dal vorticoso movimento del testo che gioca con la realtà, deformandola, amplificandola o crudamente rispecchiandola. È facile farsi venire in mente gli scenari creati sulla carta da Samuel Beckett, Franz Kafka e George Orwell e film come “Fahrenheit 451” di François Truffaut, “Il mondo nuovo” di Burt Brinckerhoff, “Equilibrium” di Kurt Wimmer, “Orwell 1984” di Michael Radford e “Minority Report” di Steven Spielberg (in particolare, vedi l’arresto preventivo), solo per citarne alcuni, tutti chiaramente ispirati alle pagine di tale letteratura distopica.
“La spinta a lavorare su questo testo è duplice” hanno affermato i registi-attori. “Da una parte l’attualità della situazione raccontata; dall’altra il linguaggio paradossale e grottesco che sta alla base dell’idea drammaturgica. L’attualità del tema è evidente: c’è il pericolo di attacchi terroristici, la fobia aumenta, il nemico è invisibile e si cercano in ogni angolo cellule sovversive, focolai del male, rivoluzionari contro il capitalismo, omicidi e suicidi religiosi. È chiaro allora che il male può celarsi dietro ogni cosa, anche dietro il volto di un bambino. Il processo sommario è il metodo d’indagine, si cerca un capro espiatorio, un responsabile, magari innocente, ma che possa arginare, fosse anche per poco tempo, il senso di vertigine che provoca il sentirsi sotto assedio, scrutati a distanza. Il testo gioca con lo psicotico e paranoico animo della modernità: ci si allea con gli amici che poi si rivelano nemici, si cerca, si interroga e si condanna un responsabile di qualcosa che ancora non è accaduto, ma che forse potrebbe succedere. Una laica inquisizione contemporanea che non ha niente da invidiare alla santissima inquisizione medievale”.

(Elisa Panetto)

© Riproduzione riservata

Foto di scena Zoe Teatro


Condividi su:


ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


    trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Grazie per il tuo interesse.
    A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!