Acqua Sangemini, piano industriale Ami, ripresa stimata per il 2026 - Tuttoggi

Acqua Sangemini, piano industriale Ami, ripresa stimata per il 2026

Luca Biribanti

Acqua Sangemini, piano industriale Ami, ripresa stimata per il 2026

Ven, 19/03/2021 - 13:45

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Acqua Sangemini, piano industriale Ami, ripresa stimata per il 2026

La proposta sarà ora oggetto di discussione al tavolo del Mise con sindacati, management e Governo che dovranno definire i dettagli del piano industriale

Volumi, ricavi, ristrutturazione, 76 esuberi su un totale di 355 lavoratori e circa 7 milioni di investimenti per la manutenzione degli impianti di Valli Del Pasubio, Primaluna e Sangemini: sono questi alcuni degli elementi forniti da Ami nella pec inviata ai dipendenti di Acqua Amerino-Sangemini (e a tutti i lavoratori del gruppo) relativamente al piano industriale programmato dopo l’ammissione al concordato di continuità dei giorni scorsi stabilito dal Tribunale di Milano.

Quale futuro per lo stabilimento di Sangemini

La proposta sarà ora oggetto di discussione al tavolo del Mise con sindacati, management e Governo che dovranno definire i dettagli del piano industriale. Per Sangemini si dovrà ora capire se ci saranno esuberi ed eventualmente quanti saranno.

Il piano in 5 anni

Nel documento della Sezione Fallimentare del Tribunale Fallimentare di Milano (firmato da Alida Paluchowski Giudice Presidente, Carmelo Barbieri come Giudice Relatore e Guendalina Pascale come Giudice a latere) si legge: “La proposta è supportata da un piano di natura in continuità (poiché i valori da proteggere sono soprattutto connessi all’avviamento dei molteplici stabilimenti posseduti) che la società afferma di avere redatto in una ottica prudenziale; il piano si sviluppa in cinque anni dalla presunta data dell’omologa e quindi si presuppone fino al 31 dicembre 2026_e si fonda sulla razionalizzazione dei costi di struttura (principalmente quelli di marketing e commerciali) e sull’assunzione di un graduale incremento delle vendite al fine di riportarla ai valori attestati prima della domanda di concordato”.

Volumi e ricavi

Secondo quanto contenuto nel concordato, in ordine ai volumi e ai ricavi netti di vendita, il piano prevede un incremento graduale dei ricavi a partire dalla seconda metà del 2021 quando si presuppone vi sarà una ripresa delle vendite mentre il raggiungimento dei livelli precedenti alla crisi pandemica è stato situato soltanto nel 2026. La società comunque a partire dal 2021 riprenderà l’attività promozionale delle vendite al fine di aumentarne volumi e recuperare le quote di mercato perse.

Riduzione del personale

La ristrutturazione dell’azienda prevede anche una riduzione del personale aziendale; si valuta che la riduzione del personale al termine del periodo massimo di utilizzo degli ammortizzatori sociali avverrà in forza di una procedura di licenziamento collettivo ed avrà ad oggetto circa 76 unità su 355 totali ciò dovrebbe comportare un risparmio di circa 3.600.000 euro su base annua. In ogni caso la società ha accantonato 3.300.000 euro come fondo rischi a titolo di incentivo all’esodo in caso di esito negativo delle negoziazioni collettive relative al licenziamento.

Arrivano nuove figure professionali

Infine per migliorare l’organizzazione strutturale è previsto l’inserimento di un direttore finanziario, di un direttore di stabilimento e di un direttore operativo oltre ad un direttore delle risorse umane, con un incremento dei costi di circa 700.000 euro, ma che dovrebbe riverberarsi positivamente sulla conduzione della procedura.

Manutenzione straordinaria

Nel corso dei cinque anni sono previsti degli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti produttivi degli investimenti quantificati complessivamente 6.900.000 per gli stabilimenti di Valli Del Pasubio, Primaluna, e Sangemini. La società prevede un graduale aumento dell’EBTDA tra il 2021 e 2026 in forza dell’aumento dei ricavi.

Manovra finanziaria per pagare i debiti

Per quanto riguarda invece le risorse finanziarie che sono necessarie per ottemperare al programma dei pagamenti previsti dal piano, la società ha individuato una manovra finanziaria che prevede un’operazione di ingresso nel capitale sociale della società da parte di Clessidra S G. R. S.p.A. quale società di gestione del fondo italiano immobiliare riservato di tipo chiuso denominato Clessidra Restructuring Fund, da Magnetar Structured Credit Fund L.P., Magnetar Constellation Fund II Ltd, Magnetar Constellation Master Fund Ltd, Magnetar Loghorn Fund LP, Purpose Alternative Credit Fund Ltd , Magnetar Lake Credit Fund llc.

L’operazione finanziaria

L’operazione consiste nella acquisizione da parte dei fondi investitori di una partecipazione pari all’80% del capitale della società attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale per un importo complessivo pari a non meno di 48.500.000 euro, inoltre è prevista la conversione a fondo perduto, senza violazione delle cause legittime di prelazione e nei limiti della percentuale concordataria, di alcuni crediti di natura chirografari avanzati da due banche MPS e BIPER, previo acquisto pro soluto da parte del fondo. In definitiva gli investitori si sono impegnati a sottoscrivere un aumento di capitale posto tra 48, 5 e 50 milioni, che sarà deliberato dalla società entro 30 giorni dalla omologa del concordato in presenza di verificazione di determinate condizioni sospensive.

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