Domani, Giovedì 20 novembre 2008 alle ore 16,00, nella Sala Monterosso di Villa Redenta a Spoleto, si svolgerà la conferenza di presentazione del sesto volume della “Collana della Memoria” dal titolo: “Villa Redenta. Genesi, arte, documentazione relativa all'acquisizione alla mano pubblica della residenza spoletina” della professoressa Giovanna Silvestri. Interverranno alla presentazione, oltre all'autrice, Bruno Toscano (professore emerito dell'Università Roma Tre), il presidente della Provincia di Perugia Giulio Cozzari, il sindaco del Comune di Spoleto Massimo Brunini, Mariarosaria Salvatore soprintendente per i beni archeologici dell'Umbria, la coordinatrice della Collana della Memoria Liana Di Marco e il presidente della Associazione Amici di Spoleto Loreto Luchetti.
Sarà presente all'iniziativa anche Duccio K. Marignoli, erede della famiglia che fu proprietaria della villa fino al 1957, oggi presidente della Fondazione Marignoli e autore della prefazione al libro.
Con questa pubblicazione, dedicata alla memoria del pittore Filippo Marignoli (nella foto con la moglie Kaviolani Kavananakoa principessa Hawai), ultimo proprietario della Villa, e realizzata dall'Associazione “Amici di Spoleto” in collaborazione e con il sostegno della Provincia di Perugia, si inaugura anche una serie speciale, all'interno della stessa collana editoriale, dedicata alle ville dello Spoletino, luoghi di agio e di svago della nobiltà locale, spesso diventati di proprietà e di utilizzo pubblici.
Villa Redenta e il suo splendido parco conservano ancora oggi, nonostante le trasformazioni subite nel corso degli anni, un eccezionale valore culturale ed ambientale.
L'edificio è uno dei più bei complessi architettonici di Spoleto, alle porte della città, lungo la Via Flaminia, poco lontano dalla Porta S. Gregorio.
I numerosi resti e frammenti di marmi, l'esistenza di un pavimento romano in cotto a spina di pesce ancora oggi visibile nei pressi dell'ex scuderia ed altri reperti archeologici rinvenuti nella zona, testimoniano che il luogo fu sede di importanti ville patrizie suburbane e forse anche di terme e bagni, oltre che di luoghi di culto.
Notizie dell'edificio si hanno dal 1603, anno in cui esso identifica un perpulchrum palatium la cui proprietà passò nel 1693 al Capitano Gerolamo Pianciani Martorelli, membro di una delle più antiche ed importanti famiglie spoletine. Ai Martorelli la Villa appartenne fino alla metà del 1700 e, sul finire del secolo, passò, per eredità, a Fabrizio Locatelli, fratello del vescovo di Spoleto Francesco Maria, cui si debbono le opere di rinnovamento che portarono alla nuova configurazione della Villa, che vide aggiungere al corpo principale la vicina dependance e il refettorio; furono anche effettuati in quel periodo i lavori di risistemazione del parco, il rifacimento della facciata esterna della cappella di famiglia, la realizzazione della serra e dell'altra facciata simmetrica, che racchiudono al loro interno il giardino segreto. Dal tono generale della Villa si distacca la Café-house, realizzata in stile tardo rococò, riccamente decorata all'interno con stucchi dorati a foglia e dipinti che ne riempiono le pareti.
Le alterne fortune dei Locatelli portarono ad ipotecare la Villa, che venne messa all'asta ed acquistata nel 1823 dal Marchese Francesco Marignoli, probabilmente per conto di Papa Leone XII (al secolo Annibale dei Marchesi della Genga, spoletino) il quale ne divenne effettivo proprietario un anno dopo. La Villa, ereditata dai Conti Fiumi Sermattei di Assisi, fu riacquistata alla fine dell'Ottocento da un membro della famiglia Marignoli, il Marchese Filippo, senatore del Regno e discendente di Francesco, il quale le impose il nome di «Redenta», per indicare il riscatto della medesima e la sua riacquisizione al patrimonio familiare.
Nel 1957, la Villa fu venduta ai PP. Minori Conventuali che ne fecero la sede del Collegio Missionari di S. Antonio e nel 1973 è stata acquistata dalla Provincia di Perugia che, nel 1995, ha iniziato i lavori di restauro conservativo, consolidamento e riqualificazione funzionale.
Presso la Villa ha oggi sede la Fondazione «Scuola di Alta Cucina Villa Redenta», nei locali del corpo principale, Café-house, dependance e limonaia.
Nel 2003 è stato completato il restauro del parco-giardino, che è stato fatto oggetto, da parte della Provincia di Perugia, di un progetto globale di recupero storico-filologico.