Resta aperta la vertenza sui nidi comunali di Foligno. L’incontro di oggi tra RSU, organizzazioni sindacali e Amministrazione comunale, alla presenza dell’assessore Ugolinelli e del consigliere Pinna, non ha prodotto nuove risposte concrete sulle richieste del personale educativo sintetizzabili in diversi punti: recupero dell’organico storico, stabilizzazione del personale precario e strumenti efficaci per garantire le sostituzioni dal 1° settembre.
L’Amministrazione ha confermato la propria posizione, richiamando i vincoli di bilancio, il tetto alla spesa del personale e la programmazione già approvata con il PIAO, nella quale sono previste due stabilizzazioni. RSU e sindacati hanno preso atto della posizione espressa, ma hanno ribadito che la questione non può essere ridotta a un problema esclusivamente tecnico. “Dentro una programmazione complessiva della spesa del personale di quasi 14 milioni di euro la richiesta da noi avanzata per il 2026 comporterebbe uno sforzo stimato in circa 30 mila euro e a regime di circa 40 mila. Non chiediamo interventi impossibili o fuori scala, ma una scelta concreta e proporzionata per mettere in sicurezza un servizio fondamentale” spiegano RSU e organizzazioni sindacali.
Le rappresentanze sindacali hanno ricordato che da gennaio ad oggi le risposte sulle questioni essenziali continuano a non arrivare. L’astensione dal lavoro straordinario è arrivata dopo mesi di attesa e dopo il mancato superamento delle criticità già segnalate. “Non cerchiamo lo scontro e non vogliamo creare disagi alle famiglie ma non possiamo neppure far finta che il problema sia risolto. Abbiamo dato disponibilità al confronto, abbiamo sospeso temporaneamente fino a lunedì scorso l’iniziativa per senso di responsabilità e confidando in un’apertura e continuiamo a chiedere uno sforzo all’Amministrazione per andare avanti insieme” hanno proseguito in una nota RSU e sindacati.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il tema delle assenze del personale, legate a malattie, permessi, Legge 104 e altre situazioni tutelate. Su questo punto RSU e sindacati hanno sottolineato che tali assenze non possono essere rappresentate come una responsabilità delle lavoratrici, ma devono essere considerate nella programmazione del fabbisogno e nell’organizzazione delle sostituzioni. “In un servizio educativo con rapporti numerici da garantire, le assenze fisiologiche vanno previste e gestite. Alcune situazioni di malattia, inoltre, potrebbero essere anche il segnale di anni di sovraccarico e stress lavorativo. Per questo serve rafforzare l’organizzazione, non spostare il peso sulle educatrici”.
RSU e organizzazioni sindacali hanno ribadito che la responsabilità dei disagi che stanno vivendo le famiglie non può essere attribuita alla mobilitazione sindacale. “La vertenza può essere sospesa o chiusa anche subito ma serve un impegno scritto, concreto e verificabile della Giunta. Chiediamo all’Amministrazione di fare uno sforzo nell’interesse dei bambini, delle famiglie, delle educatrici e della qualità del servizio. Se questo impegno arriverà, siamo pronti a fare immediatamente la nostra parte” concludono RSU e sindacati.