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Acquasparta, Umanesimo e IA | Il Magnifico Rettore Marianelli apre il Festival del Rinascimento

Redazione

Acquasparta, Umanesimo e IA | Il Magnifico Rettore Marianelli apre il Festival del Rinascimento

La riflessione del Rettore Marianelli non è cosa può fare l'IA, ma cosa diventa l'uomo mentre la tecnologia cresce
Mer, 17/06/2026 - 15:51

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Palazzo Cesi ad Acquasparta ha ospitato la lectio magistralis del Rettore, Prof. Massimiliano Marianelli, quale momento inaugurale del Festival del Rinascimento 2026, in corso fino al 21 giugno. La cerimonia si è aperta con il saluto del Duca Federico Cesi, seguita dall’introduzione e dalla moderazione di Alessandro Dal Bosco dell’Università degli Studi di Perugia. Dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Terni, Antonietta Orlando, e del Sindaco di Acquasparta, Giovanni Montani, si è tenuta la lectio magistralis del Rettore.

Il titolo scelto dal Magnifico, “Continuare l’umano. Umanesimo e Intelligenza Artificiale nell’età della tecnica”, riassume l’ambizione dell’iniziativa: una riflessione filosofica e civile sul destino dell’umano in un’epoca di trasformazioni. E’ infatti proprio tra le mura di Palazzo Cesi che Federico Cesi fondò l’Accademia dei Lincei, che Galileo Galilei fu ospite e interlocutore, che prese forma uno degli esperimenti intellettuali più audaci della prima modernità europea. Tornare qui per interrogarsi sull’Intelligenza Artificiale non è stato un gesto retorico, ma una scelta di metodo: il cambiamento tecnologico si comprende meglio quando lo si guarda dalla prospettiva lunga della storia, non perdendo mai di vista la centralità della persona.

La riflessione del Rettore Marianelli ha rifiutato le semplificazioni correnti per proporre la necessità di un nuovo umanesimo scientifico nel senso più proprio del termine: uno strumento volto alla crescita e alla reinterpretazione dell’identità dell’umano nel mondo, quale essere in relazione. La domanda al centro non era cosa può fare l’Intelligenza Artificiale, ma cosa diventa l’uomo mentre la tecnologia cresce. E richiama l’università alla sua funzione più propria: non solo trasmettere saperi e competenze, ma formare persone capaci di abitare criticamente il proprio tempo. Particolarmente apprezzato e significativo il richiamo alla centralità della persona come realtà che eccede ogni misura: l’essere umano non è riducibile a dato, profilo o funzione, ma è relazione, libertà, responsabilità, possibilità aperta. Un’affermazione che suona insieme come argomento filosofico e come impegno civile.

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