C’era una volta…. il Festival che faceva innamorare. O semplicemente illudere che ci si poteva innamorare. Frotte di ragazzi, ma anche di ragazze, che battevano passo passo Corso Mazzini, per ‘agganciare’ una bella musicista americana o un ballerino dal fisico scultoreo. Allora, diversi anni fa, certamente più di 10, ma anche 20 o 30, erano i bar i luoghi più visitati (indimenticabili i pienoni dell'ex-Bar Vincenzo a C.so Mazzini), complice anche il prezzo della birra (più accessibile del vino), specie per gli artisti stranieri della kermesse. Sono tante le love story che ancora oggi sono in piedi, con tanto di prole concepita all’ombra del Monteluco. Sembrava una favola di altri tempi, ormai svanita. Ed invece Cupido sembra tornato a scoccare le proprie frecce in quel di Spoleto. Sarà per il ritorno delle compagnie straniere (che da sempre acquistano molto fascino sui giovani), perchè il vino oggi si vende al calice e ogni straniero ne va matto, o perchè si respira una nuova aria. Eccole le nuove storie d’amore intrecciarsi davanti al Rossobastardo, il locale più ‘in’ della manifestazione, sui gradini di Piazza Duomo o vicino alla fontana di Piazza del Mercato.
Eccoli i giovani degli anni ’80, meno impacciati con l’inglese rispetto a chi li ha preceduti: era uno spasso, un tempo, osservare le evoluzioni del viso e del corpo di chi tentava l’abbordo con la ‘straniera’ o lo 'straniero', disposto a tutto pur di farsi comprendere. I più modesti giravano con piccoli vocabolari, pronti alla bisogna. Anche se poi le difficoltà erano le stesse anche dall'altra parte, diciamolo.
Insomma oggi è tutto migliorato, niente a che vedere con la famosa scena accaduta a C.so Mazzini, che allora aveva sedie e tavolini da una parte e dell'altra della strada quando davanti al bar di Pina, un famoso regista internazionale in difficoltà con l'Italiano ma desidoroso di fare un complimento ad uno dei suoi attrezzisti di teatro proferì con grande sforzo ” Ummhh… Paolo come sei muscolante”.
Ed allora “Madamina il catalogo è questo…”, Marco ha conquistato la giovane Elaine e giura che presto l’andrà a trovare in America. O Giulio che si è invaghito, senza successo, di una attrice di “11 & 12”. Storie di amori sbocciati e mancati, etero e gay, anche dentro la manifestazione. Rufus, dal palco del Nuovo, si è lamentato di non aver trovato il suo ‘Pinocchio’, anche se c’è chi giura di una particolare amicizia sorta con uno spoletino. La parte dei leoni (e delle leonesse) l’hanno fatta due uffici del Festival, l'ufficio stampa e la biglietteria. Così il buon Marco Guerini ha perso gli occhi in quelli di Manuela, mentre il buon Davide Placidi si è sciolto come neve al sole davanti all’affascinante meneghina Laura.
C’è anche chi è rimasto a digiuno, come la non più giovane signora festivaliera, con la puzzetta sotto il naso, che per tutta la cena di gala in onore di Malkovich ha tentato di tutto, senza fortuna alcuna, per mettersi in mostra con il noto attore e regista statunitense. Storie di oggi che riaccendono le fantasie e i cuori di molti. E la speranza di trovar l’amore nella prossima edizione.