di Carlo Ceraso
Settimane, mesi di vero e proprio inferno. Fatto di insulti che non si possono neanche ripetere, di minacce e aggressioni. E’ quello che ha vissuto una giovane studentessa del Liceo Pontano – Sansi di Spoleto, bersaglio di una minigang al femminile che non la lascia in pace ormai da mesi. Le protagoniste, vittima e presunte colpevoli, appartengono alla stessa classe del Liceo linguistico che fa capo allo storico istituto di Piazza Carducci.
La notizia è trapelata dallo stesso plesso scolastico e solo dopo alcune ricerche TO® è riuscito a mettersi in contatto con i famigliari della ragazza. Che hanno confermato tutto. Già lo scorso anno scolastico Mariastella, nome di fantasia per non svelare la vera identità della malcapitata giovane, era stata il bersaglio di almeno tre ragazze. La fine della scuola aveva registrato una vera e propria aggressione, fatta a suon di colpi di libro che avevano procurato alla vittima anche una ferita ad una guancia. Il papà ne aveva informato la responsabile dell’istituto ricevendo ampie garanzie che non sarebbe più successo.
Ma le cose sono andate diversamente e già alla ripresa delle lezioni, nello scorso autunno, Mariastella ha capito che quelle tre ragazzine di cambiar atteggiamento proprio non volevano sentirne parlare. E così giù altri insulti: “sei una grandissima t…”, “ma vatti a buttare dal ponte” e via dicendo. Verso novembre la studentessa decide, d’accordo con i genitori, di parlarne con la preside. Un qualche effetto deve esserci stato, perché per qualche mese la situazione è tornata apparentemente calma. “Per precipitare nuovamente” racconta la mamma “specie dopo che le classi del liceo sono state trasferite all’Ipsia. Di più non voglio dire, la preside è stata informata ufficialmente e attendiamo una sua risposta e i provvedimenti che la Scuola intende prendere”. L’episodio più violento si è verificato una decina di giorni fa quando la gang è tornata a farsi avanti. Hanno bloccato Mariastella e l’hanno bagnata da capo a piedi con l’acqua fredda: una le stringeva i polsi delle mani, altre due compagne le tiravano l’acqua. Inutile ogni tipo di reazione. Singolare, stando al racconto dei famigliari, che la povera studentessa sia rientrata in classe senza che nessuno si accorgesse delle sue condizioni. “Quando è tornata a casa era fradicia, anche l’abbigliamento intimo era bagnato” spiega la mamma. Una situazione che ha scatenato una bella bronchite costringendo la ragazzina a rimanere a letto e a chiudere anzitempo la scuola (terminata lo scorso 10 giugno). “Sì, ho saputo di questi episodi dal fax che mi ha inviato la mamma lo scorso 8 giugno” conferma la dirigente, la professoressa Diana Saccardo “francamente è stato come un fulmine a ciel sereno. Pensavo che quella situazione si fosse definitivamente placata e invece…. Nessuno comunque mi ha informato dell’ultima aggressione, verificherò con l’insegnante che aveva lezione a quell’ora”. Di più non dice in attesa che si faccia chiarezza su tutta la vicenda. Anche se il Liceo non si è mosso poi così celermente. “La questione verrà affrontata dal Consiglio di classe – spiega la dirigente – nel corso dell’incontro di domani mattina per gli scrutini. E’ l’organo deputato a prendere ogni eventuale provvedimento sanzionatorio insieme alla sottoscritta”.
Difficile però che arrivi qualche provvedimento. L’anno ormai è concluso e bisognerà aprire un procedimento durante il quale sentire le parti in causa. Troppo tardi. Con ogni probabilità le presunte responsabili degli attacchi a Mariastella rischiano di farla franca anche quest’anno. Una pura coincidenza o un piano premeditato? Difficile dirlo. Certo, se si fosse subito provveduto a convocare il Consiglio di classe (dalla denuncia della mamma sono passati 8 giorni), oggi si avrebbe un quadro più chiaro della situazione. A tutto vantaggio della stessa immagine dello storico ‘Pontano-Sansi’.
E' comunque probabile che la vicenda arrivi sul tavolo degli agenti del Commissariato di Spoleto, ai quali i famigliari della ragazzina stanno valutando di esporre i fatti.
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